SU DI ME

(Cenni sul sottoscritto si trovano qui su wikipedia.)

Sono nato a Cortona il 23 settembre 1956. Era una domenica sera. L’infermiera, appena mia madre partorì, disse: Brava, che faccio in tempo ad andare al cinema.


Erano mezzadri i miei genitori. Nel 1958 si trasferirono a Vercelli. Mio padre venne assunto in fabbrica; mia madre, per concorrere al magro bilancio familiare, e far sì che ai figli (io, Silvia, che ha 10 anni meno di me, e Moreno, il più piccolo, che dall’agosto del 2005 non c’è più) non mancasse nulla, fece la donna delle pulizie per anni. E la portinaia, anche.

Ho una figlia, nata dal primo matrimonio, splendida e distante; si chiama Sonia, è nata il primo maggio 1980.

Dall’unione con Francesca il 24 gennaio 2010 è nato Federico Libero. Ha cambiato la mia vita, è la mia vita. La sera, se per caso esco, lui entra nel mio studio e accende la luce: «Così penso che è sempre qui» dice a Francesca.

con cico

Scrivo.

Ho fatto tante cose: il cameriere, l’operaio, il disoccupato,
lo studente (lettere a Torino) lavoratore (portiere di notte),
l’attore dilettante, l’insegnate volontario in un carcere,
il correttore di bozze. Ho lavorato per 28 anni al giornale La Sesia, dirigendolo anche: dal 2004 al 2013. Mi va di ricordare, inoltre, che dal 1976 al 1991 ho sofferto di epilessia. Niente più crisi, ma assumo i farmaci e il rinnovo della patente lo faccio ogni tre anni. Torniamo alle cose fatte. Lasciato il giornale La Sesia, una breve esperienza politica: candidato sindaco prima, consigliere comunale e assessore all’ambiente per 14 mesi. Da aprile 2017 sono tornato al giornalismo (Infovercelli24), ai blog (questo e quello su Il Fatto), ai miei libri. Ne ho pubblicati dodici, uno, sul cattivo giornalismo (il titolo è Forse non morirò di giovedì, è in attesa di editore). Gli ultimi due libri l ho pubblicati con Fanucci: La notte del santo, nel 2017, La donna di picche, nel maggio 2019.
Non amo fare le presentazioni, non sono un buon venditore del miei libri, poi sono timido. Ma La donna di picche mi va di presentarlo. Nei ringraziamenti eccetera ho scritto che è dedicato a Vercelli, mi sento cortonese ma sono cresciuti tra le nebbie d questa città padana, a mia mamma, che da febbraio 2019 non c’è più, e a Federico Libero «perché questo libro è speciale come lui».

 

bassini.remo(chiocchiola)gmail.com

 

Annunci