Pubblicato da: remo | 20 luglio 2017

Presentazione – intervista de La notte del santo

Prima presentazione a Vercelli, del mio giallo pubblicato da Fanucci (Time crime).
Presentazione con domande e risposte.

Ecco il link dell’articolo

http://www.infovercelli24.it/2017/07/13/leggi-notizia/argomenti/arte-e-cultura/articolo/intervista-a-remo-bassini-su-la-notte-del-santo.html

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Pubblicato da: remo | 13 luglio 2017

Presentazione libro con intervista al sottoscritto

 

Prima presentazione del mio libro La notte del santo.
Con domande e risposte qui riportate

http://www.infovercelli24.it/2017/07/13/leggi-notizia/argomenti/arte-e-cultura/articolo/intervista-a-remo-bassini-su-la-notte-del-santo.html

Pubblicato da: remo | 3 luglio 2017

La notte del santo, un piccolo estratto

Piccolo brano tratto dal mio ultimo libro, La notte del santo. Time crime edizioni.

Giuliano Amadei vide il corpo senza vita di suo figlio pochi
minuti prima che arrivasse la polizia. Marco era seduto in auto, sul lato guidatore, bloccato dalla cintura di sicurezza. Con la testa penzoloni, quasi staccata dal corpo. La bocca incerottata. E sangue sul sedile, sui tappetini, sul vetro interno.
Non furono rilevate tracce di cocaina o di altre droghe, ma che il ragazzo fosse un assuntore e anche un piccolo spacciatore era noto, sebbene l’avesse sempre fatta franca (il padre era convinto che il figlio si fosse fermato alle canne).
E comunque, era rincasato da bravo figlio.
«È tornato perché mia moglie, proprio oggi, va sotto i ferri»
disse in lacrime il padre.
L’ispettore Tavoletti, entrando in casa Amadei, notò un grande poster appeso nell’ingresso: era una fotografia di una ventina d’anni addietro, di una manifestazione a Torino, con tante bandiere rosse e del sindacato. Giuliano Amadei, guardando l’obiettivo del fotografo, sorrideva orgoglioso di essere lì con un bel bimbo che stava portando sulle spalle.

Pubblicato da: remo | 29 giugno 2017

10 domande su “La notte del santo”

Ho risposto (di getto, come faccio sempre) a dieci domande su La notte del santo.
Ecco qua
https://www.facebook.com/notes/timecrime/10-domande-a-remo-bassini-autore-del-romanzo-la-notte-del-santo/1304544379643687/

Pubblicato da: remo | 26 giugno 2017

La notte del santo, prime segnalazioni

Il mio nuovo libro, il giallo “La notte del santo” pubblicato da Time Crime (gruppo Fanucci) è in libreria dal 23 giugno.

Prime segnalazioni:
Su Torinoggi.

Su AostaCronaca.

E su La Stampa Vercelli.

E buone cose ai passanti

 

Pubblicato da: remo | 22 giugno 2017

La notte del santo, il mio nuovo libro

Uscirà domani, ma mi segnalano con tanto di fotografia che in qualche libreria c’è già, il mio nuovo libro, un giallo, ambientato a Torino e il cui titolo è “La notte del santo”.

Lo ha pubblicato Fanucci, col marchio Time crime, collana Nero Italiano.
Costa 13 euro, l’ebook 4,99.

Copio e incollo la segnalazione uscita sul giornale on line Torinoggi

È ambientato nella Torino d’oggi, il nuovo libro di Remo Bassini – giornalista, blogger de Il Fatto e scrittore – “La notte del santo”, casa editrice Time crime, Fanucci, novità libraria di questi giorni.

Si tratta di un giallo, lo sfondo è la omicidi di corso Vinzaglio, e di Torino c’è tanto: la festa del Santo patrono Giovanni Battista, la questura, il mondo dei barboni, qualche richiamo alla sinistra extraparlamenate che fu, il Valentino e la stazione di Porta Susa. La trame è questa: proprio la notte in cui il commissario Dallavita decide di lasciare la moglie, vengono trovati due studenti universitari scannati e con la bocca incerottata. Si tratta di un gruppo di esaltati legati al culto (deviato) di San Giovanni o, in qualche modo, c’entra l’aspetto politico? Nei giorni successivi, infatti, avvengono altri sgozzamenti, e, nei pressi del luogo del misfatto, viene notato un cieco, che trent’anni prima era stato un avvocato legato a gruppi trotzkisti e che poi era sparito in sudamerica. Il giallo s’intreccia con la vicenda personale del quasi sessantenne commissario Dallavita: ha anche lui un segreto da nascondere, insomma, alla fin fine i gialli saranno due.

“La notte del Santo”, 256 pagine, 13 euro (4,99 l’ebook), Time crime

Incipit

L’uomo si alza a fatica dalla poltrona, le gambe malferme sembrano cedere, invece, trascinando i piedi, muove qualche passo verso la
finestra, scosta la tendina, guarda le poche case ancora illuminate,
controlla l’orologio. Ha fissato il niente per ore, senza accorgersi che
era sopraggiunta la notte. Finalmente. Perché la notte porta il silenzio e il silenzio può portare le voci.
Torna a sedersi sulla poltrona color cremisi. Nella stanza semibuia
arriva un po’ di luce fioca dai lampioni. C’è afa stanotte a Torino,
eppure la finestra è chiusa. L’uomo – dalle movenze sembra un vecchio, e invece ha poco più di cinquant’anni – sta sudando, ma sembra non curarsi del caldo. Ha i calzoni grigi un po’ spiegazzati, una
camicia bianca con le maniche lunghe tutta abbottonata, fin sotto il
pomo d’Adamo; i polsini no, almeno quelli sono slacciati. Sta bevendo
whisky a garganella, neanche fosse gazzosa, e sta fumando incessantemente; di tanto in tanto tossisce.
Quando eseguiva i brani di Segovia con la sua chitarra, non beveva e non fumava, e di notte spalancava le finestre, così da poter
guardare il cielo e le nuvole, da poter ascoltare i suoni della città. Al
tempo, gli succedeva spesso di accarezzare con lo sguardo la cupola
della Gran Madre di Dio che s’intravede in lontananza e, da buon
cristiano, di farsi anche il segno della croce.
cop def notte santo

 

Pubblicato da: remobassini | 13 giugno 2017

Manoscritti nel cassetto: di nuovo

Vorrei riprendere a scrivere in questo blog, intanto ho ripreso a postare sul blog del Fatto Quotidiano, dove ho fatto resuscitare, con una formula diversa, i “Manoscritti nel cassetto”.
Quattro anni fa ne pubblicai più di quaranta. Funzionava così. Chi aveva un inedito poteva inviarmi un incipit anche di più pagine, una ipotesi di quarta copertina (o sinossi), una biografia.
Alcuni degli elaborati che mi sono arrivati sono stati pubblicati, ma non so dire se il merito (o quanto merito) fosse della rubrica.

manoscritti

Adesso ho ripreso, potete leggere QUI.

 

 

 

Pubblicato da: remo | 7 gennaio 2017

Cinque anni fa moriva Luisito Bianchi

Luisito Bianchi diceva: “L’insegnamento di Cristo è questo: quello che gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. In vita mia ho avuto una grande fortuna: conoscere un grande uomo, don Luisito Bianchi, che è morto 5 anni fa. Un rivoluzionario che sussurrava cose forti (“Se fossi Papa brucerei il Vativano, affinché rifulga la luce di Cristo”). Una volta gli dissi: quando ti sento parlare mi viene voglia di credere in Dio. Mi sorrise. E comunque: se un Dio esiste, questo Dio è quello di don Luisito Bianchi.
Ricordo la prima volta che lo presentai, a Vercelli. Mi guardava con diffidenza, ero un giornalista. Quando gli dissi che ero un figlio di un operaio e che io stesso avevo lavorato in fabbrica per sette anni mi regalò un sorriso che… parlava.
Presentai lui e il suo libro, La messa dell’uomo disarmato, che è un capolavoro.
Ricorda la prima domanda che gli feci. Gli chiesi di parlare della gratuità.
Lo guardai. Iniziò a parlare con gli occhi chiusi.
Disse (vado a memomoria): Ricordo i miei primi anni di sacerdozio, ma cosa credete, che un sacerdote è insensibile alla bellezza femminile. Io non lo ero. Ecco, la mia prima azione di gratuità verso la Chiesa fu questa, rinunciare a una donna”.

Pubblicato da: remo | 9 luglio 2016

Un nuovo libro: Conchiglie rotte

Un nuovo libro, iniziato stanotte. Tremila battute, forse da battute via, forse è tutto da rifare. Ma la storia (stavolta nessun risvolto sociale, ma storie d’amore e tradimenti) ce l’ho già in testa, e pure il titolo: Conchiglie rotte.

 

Pubblicato da: remo | 3 luglio 2016

Vegan. Le città di dio: intervista radiofonica

DAL MINUTO 10 AL MINUTO 16

Pubblicato da: remo | 3 luglio 2016

Vegan. Le città di dio: Recensione di Guido Michelone

sono state pubblicate

su Infovercelli24
http://www.infovercelli24.it/2016/06/04/leggi-notizia/argomenti/arte-e-cultura/articolo/un-libro-nel-segno-dellimpegno-sociale-e-del-genere-noir.html

su La poesia e lo spirito
https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2016/06/09/vegan-le-citta-di-dio-di-remo-bassini/

su Sanremo News
http://www.sanremonews.it/2016/06/04/leggi-notizia/argomenti/altre-notizie/articolo/vegan-le-citta-di-dio-il-nuovo-romanzo-di-remo-bassini-allinsegna-dellimpegno-social-e-della.html

Domenica 5, alla Libreria Esoterica di Milano (Galleria Unione, 1) presento, insieme a Mara Di Noia, vegana, scrittrice (nonché veterinaria) presento, dalle 17,30 alle 19, il mio ultimo libro “Vegan. Le città di Dio”.
Su Mara Di Noia: http://www.vegachef.it/
veganpresentaz

La prima recensione in assoluto che è stata scritta su Vegan. Le città di dio, porta la firma di Isabella Moroni che giovedì, alle 18 a Roma, libreria Cultora, mi presenterà.
Ecco il link che rimanda all’articolo.

vegAn le città di dio. Un romanzo coraggioso di Remo Bassini

La seconda recensione è apparsa sulla Stampa (edizione di Vercelli) ed è firmata da Gloria Pozzo.
Ecco il ritaglio del giornale

Vegan.png

C’era una volta una diciottenne sveglia, carina, alla buona e cocciuta. Voleva
fare la giornalista.
– Ti prego, fammi felice, diventerò brava sai?
Partiva male la ragazza, dandogli del tu senza autorizzazione. Ma aveva un
sorriso così dolce, che era impossibile per Sovesci non perdonarla. Non
ascoltarla.
– Prima prendi il diploma e poi ne riparliamo, oppure senti, potresti venire
quest’estate a fare uno stage.
– Posso prendere il diploma e intanto tu mi insegni a fare la giornalista.
– Io non ho tempo, qui nessuno ha tempo.
– Lunedì mattina ho visto che eri rintanato in un bar, sei stato lì due ore a
leggere giornali e libri.
– Prego? Mi hai pedinato?
Faccino pulito e pieno di lentiggini, due occhi neri e vispi tra i capelli riccioli e
spettinati, Caterina divenne una collaboratrice e una compagnia nelle
mattinate in cui il giornale non usciva. Lo tempestava di domande, solo e
soltanto sul giornalismo.
– Vuoi imparare a fare anche i titoli? Guarda che sono più importanti di un
articolo, la gente guarda il titolo, poi le foto, poi, se va bene, inizia a leggere. E
poi ti svelo un segreto. Sai come si fa a capire se un giornalista ha le idee
chiare su un articolo che deve scrivere? Basta chiedergli, che titolo faresti? Se
ne ipotizza due o tre, ha le idee abbastanza chiare, se invece cincischia
significa che è confuso.
– Però i titoli non li fanno i tuoi giornalisti, i titoli li fai tu, dico bene? Quand’è
che mi farai stare in redazione a vedere come si chiude un giornale?
– Mah, vediamo.
Della ragazza, a Sovesci piaceva tutto. Il modo bizzarro di vestire, i suoi occhi,
la sua voglia di vivere, di gustare le piccole cose, una mela, un fiore, un sorriso
al cielo di giugno o alla pioggia. Da un punto di vista professionale aveva dei
numeri. Il piglio giusto c’era, la giusta visione del lavoro anche. I ragazzi che bussavano alla porta di Sovesci e si proponevano per collaborare, nove volte su
dieci chiedevano di scrivere recensioni cinematografiche, pezzi di cultura,
insomma puntavano subito in alto.
– Mi piacerebbe raccontare le piccole storie della città, però ho bisogno di un
maestro -, gli aveva detto, incantandolo.
Direttore da due anni, la tegola del tradimento e della separazione di Simona
alcuni mesi dopo la nomina, la solitudine che contrastava lavorando, anche di
notte. Una volta, i suoi redattori, entrando per la riunione di redazione
l’avevano sorpreso a russare.
La ragazzina fece breccia nel cuore di Sovesci e non solo nel cuore.
Un lunedì, c’erano solo loro in redazione, ebbe paura, sentendosi attratto da lei.
Andò in bagno, si masturbò, si guardò allo specchio disprezzandosi. Quando
tornò, Caterina pensò che non stesse bene.
– Hai vomitato?
In un certo senso sì, pensò, con un mezzo sorriso.
– Andiamo, che sono stanco.
Dal giorno dopo, divenne freddo, cominciò a evitarla, inventando scuse.

Ma a Caterina non mancava certo l’arte dell’insistenza.
– Ludo, mi dici se e quando il capo è libero? Devo parlargli.
– Glielo dirò, oggi comunque non riceve nessuno, sai com’è fatto.
– Sì lo so, ma potrebbe almeno degnarsi di rispondere alle mie mail.
– Caterina, certe volte non risponde nemmeno alle mie.
– No Ludo, non bluffare, si vanta sempre di rispondere a tutti.
Sovesci se la ritrovò una notte, rincasando, dopo una chiusura, sotto casa.
– Mi spieghi perché ce l’hai con me? Cosa ti ho fatto? Fammi entrare.
Non sorrideva. Labbra sottili, adirate.
– Caterina, vai a casa. Ci vediamo al giornale.
– No, sbagliato, NON ci vediamo più al giornale perché scappi via, quando mi
vedi. Fammi salire, noi due dobbiamo scopare, mi hai capito? Sco-pa-re…
Avrebbe voluto, lui. Chissenefrega se ho cent’anni di più, e chissenefrega di uno
scandalo, del giornale, di tutto, mi piaci da morire, ti sogno di notte, ti sogno
mentre lavoro e ti desidero. E sto bene solo quando sei con me.
– Caterina, ho sonno, per favore non complichiamoci la vita che è già
complicata di suo.
Si rividero qualche volta al giornale, di sfuggita. Lui aveva dato disposizione a
Ludovica di starle dietro, assegnarle dei servizi importanti. Ma era dura
svegliarsi al mattino e pensare che sarebbe stata una giornata senza di lei. Da
un lato voleva allontanarla, dall’altro sognava una vita con lei. Che bello
telefonare a Simona e dirle: Ho una compagna giovane, lavorava con me, puoi
smettere di compatirmi, di sentirti in colpa.
Quando i bollori, almeno un po’, si placarono, ricominciò a riceverla durante il
lavoro, a parlarle. Di lavoro. Caterina, che dopo il diploma di maturità
scientifica, ottenuto a fatica, aveva deciso di non iscriversi all’università, un
giorno gli scrisse una mail, chiedendogli se c’erano speranze per una sua
possibile assunzione.
Rispose subito, senza incertezze, Sovesci.
Non ti posso promettere nulla, quindi non farti illusioni, ma sappi solo che se
avessi la possibilità di rinforzare la redazione tu, tra tutti i candidati che ci
sono, sei al primo posto.
Era la prediletta, insomma. Aveva perfino imparato a usare rigorosamente il
“lei” con le persone che contattava per un’intervista, un’informazione. – Se dai
confidenza, sei fottuto, perdi di autorevolezza –: l’insegnamento, che Magellani aveva impartito a Sovesci, si concretava ora in Caterina. Sorridente alla vita ma
seria e scrupolosa nella professione. Era una semplice collaboratrice pagata a
pezzo, ma Sovesci fece in modo che si distinguesse, al punto che le firme di
prestigio del giornale per un po’ di tempo furono due: quella di Lavinia Tetti e
quella, appunto, di Caterina Tacchi. (Quella di Sovesci appariva come sigla nelle
risposte alle lettere e, ogni tanto, in qualche breve pezzo di fondo).
Finché il capitolo Caterina si interruppe…

Pubblicato da: remo | 31 marzo 2016

Se il vento fosse una donna io ci farei l’amore

Su Babette Brown un’intervista di Amneris Di Cesare a me

Remo Bassini: Se il vento fosse una donna io ci farei l’amore

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