L’estate in cui Mia Martini cantava Minuetto

A volte ci ripenso. Una mattina di circa dieci anni fa, o magari dodici, o magari otto. Esco, vado non so dove. Su un manifesto funebre leggo il nome di una donna.

Avevo sedici anni, lei quindici. La conobbi l’estate in cui Mia Martini cantava Minuetto. La conobbi insieme ad altri ragazzi, erano gli anni delle “compagnie”, passavamo il tempo sulle panchine, nei bar, al cinema. Piaceva a tutti i ragazzi, della mia “compagnia” quella ragazza. Tutti che le morivano dietro, Io no. Ma per timidezza. E lei scelse me. La ragazza del primo bacio. Il ricordo di un’estate.

Poi ci incrociavamo, ci salutavamo, a volte parlavamo, poi più nemmeno un saluto, poi di lei sentti dire cose poco belle. Ma non è questo il punto. Il punto è che quel mattino, leggendo il manifesto funebre, ripensai a Mia Martini che cantava Minuetto.

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

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