Posso accarezzarle la mano, dottoressa?

Una storia vera, questa. Può darsi che io sia impreciso, perché di anni ne son passati, ma l’essenza dell’accaduto dovrebbe essermi rimasta impressa.

Una deconda di anni fa. Una studentessa di medicina sta facendo il giro del reparto di xxx insieme ai suoi compagni e al primario, nonché docente.
La studentessa si sente osservata da una ricoverata, molto anziana. La ragazzina le sorride, si avvicina anche. La donna molto anziana le fa: Posso accarezzarle la mano dottoressa?
“Non lo sono ancora” dice, e prima di lasciare il reparto parla col primario. “Quella vecchietta – le dice – sta molto meglio, diciamo che ha un’altra brutta malattia: è sola e non ha nessuno. Avrei già dovuto dimetterla, ma sta bene qui…”.
Onore al primario docente, e al suo cuore, dunque.
La ragazzina, il giorno dopo, invece di seguire altre lezioni decide di passare la sua giornata insieme alla vecchietta. Fu una bella giornata, per lei.
Aveva un bel ricordo la ragazzina,e pensò di condividerlo con alcuni suio compagni. E fece male. Uno di loro, figlio di un medico, la sgridò, le disse che aveva fatto una cazzata da libro cuore, che doveva imparare a tenere la giusta distanza dai pazienti.
Pensò seriamente di abbandonare Medicina, la ragazza. In effetti andò in crisi, anche per altro, e smise di frequentare. Poi, dopo una pausa, riprese. Oggi è un medico, ho perso le sue tracce. Ma sono sicuro, cento volte sicuro: è un bravo medico.

 

 

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

4 thoughts on “Posso accarezzarle la mano, dottoressa?

  1. Ne sono sicura anch’io. Quando si è ammalati si ha bisogno, oltre che della competenza e professionalità, anche dell’umanità di chi ci cura.

  2. sono un po’ combattuto, l’aspetto umano è importantissimo ma credo lo sia anche il distacco professionale, un medico che prende troppo a cuore i pazienti rischia processi di destabilizzazione.

    sei di Torino anche tu???

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