Pubblicato da: remo | 12 dicembre 2017

Ogni protagonista è descritto per ciò che è, brutalmente

Mi sono fatto questa idea.
Più o meno inconsciamente, il lettore di un libro cerca la complicità con il protagonista della storia che sta leggendo. Se gli va a genio, se trova affinità allora il libro piace, altrimenti no.
Ad eccezione del protagonista del mio primo libro-non libro (Il quaderno delle voci riubate non è stato distribuito, ma regalato agli abbonati del bisettimanale La Sesia nel 2002), i protagonisti dei miei libri non piacciono. Vado oltre: a volte non piaccione nemmeno a me. Ma se Anna Antichi (ne La donna che parlava con i morti) è sboccata, antipatica e aggressiva c’è un motivo: il suo malessere, il suo sentirsi male, il senso di colpa che le pesa dentro.
Anche il protagonista de La notte del santo, il sostituto commissario Pietro Dallavita, ha le sue imperfezioni e alcuni suoi lati del carattere non piacciono nemmeno a me.
Ma ho deciso di scrivere così da tanto tempo.

In questo romanzo non c’è spazio per gli eroi, ogni protagonista è descritto per ciò che è, brutalmente, senza sconti, in un affresco di una nazione che sempre più si allontana dall’immagine patinata del Bel Paese,
scrive Cinzia Ciarmatori, in
questa recensione
de La Notte del santo.

 

 

http://www.dasapere.it/2017/12/12/la-notte-del-santo-remo-bassini-libreria/

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