Pubblicato da: remo | 3 luglio 2017

La notte del santo, un piccolo estratto

Piccolo brano tratto dal mio ultimo libro, La notte del santo. Time crime edizioni.

Giuliano Amadei vide il corpo senza vita di suo figlio pochi
minuti prima che arrivasse la polizia. Marco era seduto in auto, sul lato guidatore, bloccato dalla cintura di sicurezza. Con la testa penzoloni, quasi staccata dal corpo. La bocca incerottata. E sangue sul sedile, sui tappetini, sul vetro interno.
Non furono rilevate tracce di cocaina o di altre droghe, ma che il ragazzo fosse un assuntore e anche un piccolo spacciatore era noto, sebbene l’avesse sempre fatta franca (il padre era convinto che il figlio si fosse fermato alle canne).
E comunque, era rincasato da bravo figlio.
«È tornato perché mia moglie, proprio oggi, va sotto i ferri»
disse in lacrime il padre.
L’ispettore Tavoletti, entrando in casa Amadei, notò un grande poster appeso nell’ingresso: era una fotografia di una ventina d’anni addietro, di una manifestazione a Torino, con tante bandiere rosse e del sindacato. Giuliano Amadei, guardando l’obiettivo del fotografo, sorrideva orgoglioso di essere lì con un bel bimbo che stava portando sulle spalle.

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Responses

  1. Bello ricevere di nuovo i tuoi aggiornamenti. Stammi bene! Rosalia

    Inviato da Libero Mail per iOS

  2. Grazie Lia, ho il proposito di tornarci un po’ più spesso, qui. Un abbraccio

  3. Signor Bassini, non starò a ripeterle cosa penso de “La notte del santo”. La mia è un’opinione ma quello che ho pensato arrivando a pag 45 me lo riconfermano le successive Non le citerò un intera pagina ma se ne avrà tempo e occasione vada a pag 231: Dallavita ( in su o in giù?) sta guidando in autostrada; canticchia poi pensa a Luciana ( la dark assassina) lo contatta Alagna che gli dà appuntamento Quindi siccome non c’è nessuno stacco il lettore si immagina che Dallavita-in-su-o-in- giù stia guidando in autostrada
    Poi lei scrive “Aveva smesso ma poteva ricominciare a piovere da un momento all’altro. Pioveva spessissimo in quel lembo d’Italia, all’ombra della vetta innevata e maestosa del Monte Rosa.
    Ogni tanto Dallavita-in su-o-in giù si girava verso il lato guidatore, vuoto”
    Ci mancava solo la macchina con il pilota automatico cose da “Gianni Pinotto e l uomo invisibile”
    PS Per il suo prossimo lavoro pretenda dei correttori di bozze migliori


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