Pubblicato da: remo | 12 maggio 2015

Buio assoluto: a Torino, venerdì 15

L’anno scorso non andai al salone perché impegnato, come candidato sindaco della sinistra radicale e moderata.
Quest’anno torno al Salone.
Ci sarà sabato e domenica, fin nel primo pomeriggio.

Ma la prima tappa torinese è prevista per venerdì: alla libreria Linea 451.
Venerdì 15 alle ore 19 prsenterò – con Marco Florio e Mario Bianco – il mio libro di racconti (un po’ nerim un po’ della crudentà, e un po’ di amori eccessivi) che si intitola Buio assoluto.

estratto del racconto “Non ti scordar di me”

Vincenzo, 79 anni e Simona, una giovane donna si sono conosciuti da poco. In realtà si sono già incontrati, una vita fa. Il vecchio, quando lei era bambina, era il cameriera di sua madre, alla Locanda del Vento, a Trino.

buioassoluto

Si sorridono. Hanno un basco verde lei e un copricapo di lana nero lui, umidi di neve, ma sembrano non accorgersene. Immobili così, sarebbero una bella fotografia in bianco e nero.
«Sopravviverò», sussurra la giovane donna, contenta del calore che stanno ricevendo le sue piccole mani.
Sa, perché glielo ha raccontato sua mamma, che quando era piccina Vincenzo stravedeva per lei («Ti viziava, ti teneva o in braccio o sul collo. E ti cantava Avevo una casetta piccinina in Canadà…»).
È da tanto… no, non è da tanto che le sue mani sono state accarezzate da un uomo, ma a lei sembrano così lontani quei giorni.
Aveva ragione mamma, sta pensando ora, quando le diceva che Vincenzo, oltre a essere bello, sembrava un nobile. Simona non sa, perché Lucilla non ha voluto che lo sapesse, che il portamento nobile di Vincenzo, dalla camminata da principe alla parlata con una erre francese costruita, era anche il suo punto debole: qualche cliente cafone, a volte, dopo aver bevuto oltre il lecito lo chiamava Maria.
Lui incassava, ma se c’era anche Lucilla scoppiava il putiferio: «Esca e non torni mai più», tuonava.
E comunque. Il marchio della sua omosessuaità lo aveva allontanato da Genova e inseguito in locanda.
Simona, adesso, si sente quasi attratta da lui, nonostante sia vecchio, nonostante le stampelle, la neve, il freddo e i pensieri tristi e sporchi, come le pozzanghere.
È indecisa. Vorrebbe parlargli di sé, farsi consolare. Vorrebbe raccontargli della donna, la vicina di casa arrivata dai paesi dell’est, che le ha portato via il marito. E quando ha ricevuto la telefonata del vecchio cameriere si è commossa e ha pensato: Piangeremo insieme, io e Vincenzo, il cameriere di cui ha un vago ricordo e che mamma ha sempre rimpianto.
Ha tanta voglia di piangere, ora, Simona. Ma forse no, forse le lacrime sono finite. Ha pianto pochi minuti fa, ha pianto tanto ogni sera, per settimane. Mesi.


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