Pubblicato da: remo | 16 ottobre 2013

Bernardi, lo Zeman dell’editoria

Luigi Bernardi era un fiume in piena, e non lo dava a vedere. Sembrava un fiume che scorre lento e placido verso il mare, sembrava. Era il 2009. Io avevo scritto un libro, Bastardo posto, che doveva uscire per Newton Compton (e la Newton lo aveva annunciato nel catalogo dei suoi primi quarant’anni). Con la Newton, però, le cose si misero male. C’è la crisi, ci sono 900 prenotazioni, mi scrissero, meglio aspettare. Dono un anno stavo ancora aspettando. Mi accordai con la Newton,  mi ripresi Bastardo posto, e lo proposi ad editori o editor che mi piacciono. La mandai quindi anche a Luigi Bernardi e la mandai a una casa editrice che mi è sempre piaciuta, piccola ma di grande visibilità, oggi, perché propone ottimi libri e autori anche noti. Mi risposero tutti e due, affermativamente. Bernardi-fiume-in-piena però mi lesse immediatamente. Invio del manoscritto (leggo a video, mandami pure il file, mi disse) e risposta nell’arco di due giorni. Quel che mi rispose lo ometto: ho sempre avuto la sensazione che Bernardi esagerasse nei complimenti con tutti i suoi autori, e quindi anche con me, così che tutti si sentissero considerati, e tanto, da lui. (Però era anche schietto. Mi scrisse: Lo scommettitore mi è piaciuto, Dicono di Clelia non mi ha convinto). Comunque. Feci, credo, l’errore della mia vita (editoriale): preferendo Bernardi e il suo Perdisa Pop all’altra casa editrice. MI spiace aver perso forse un treno importante, e non mi spiace: perché è stato bello lavorare con Luigi, vederlo, anche se solo tre, quattro volte, scambiare mail con lui ridendo di quelli che se la tirano e parlando di gatti.
Poi.
Ci siamo conosciuti su facebook, io e Bernardi, una domenica. Fece un commento da tifoso juventino e io, da tifoso fiorentino, gli risposi sbattendogli in faccia Zeman. Sarebbe un bel soggetto da raccontare in un romanzo, scrisse. Era lo Zeman della narrativa, lui. I suoi buoni campionati, con Einaudi e Perdisa Pop, insomma con la Juve e la Juve Stabia, li ha fatti. Insomma, mi ha allenato un po’.
Un abbraccio caro Luigi.
(Come scrittore eri un fuoriclasse, invece).

 


Responses

  1. anche come essere umano.
    un abbraccio, remo.

  2. Non lo conoscevo, ma mi dispiace.
    E per i treni che si prendono e si perdono, così è la vita, per quel poco che sono riuscita a imparare: vantaggi e svantaggi sono sempre mescolati e, qualunque strada si scelga, si devono sempre fare i conti con ombre (più o meno dense) di rimpianto.
    Un abbraccio da Rosalia.

  3. […] Due giorni fa è morto un mio carissimo amico, Luigi Bernardi, scrittore. Un grande scrittore, a mio avviso. “A chi vuoi che interessi uno scrittore quasi sessantenne, caro Remo?”, mi scrisse in una mail, un paio di anni fa. L’ho definito scrittore. Ma è stato anche direttore editoriale della serie noir di Einaudi Stile Libero e, poi, della casa editrice Perdisa Pop, ed è stato, Luigi, tanto altro. Era soprattutto una persona rara perché disponibile. Rispondeva alle mail degli sconosciuti, spronava a scrivere quando intravvedeva qualcosa di buono. Era un grande Luigi, e io l’ho ricordato così: Bernardi, lo Zeman dell’editoria. […]

  4. […] Due giorni fa è morto un mio carissimo amico, Luigi Bernardi, scrittore. Un grande scrittore, a mio avviso. “A chi vuoi che interessi uno scrittore quasi sessantenne, caro Remo?”, mi scrisse in una mail, un paio di anni fa. L’ho definito scrittore. Ma è stato anche direttore editoriale della serie noir di Einaudi Stile Libero e, poi, della casa editrice Perdisa Pop, ed è stato, Luigi, tanto altro. Era soprattutto una persona rara perché disponibile. Rispondeva alle mail degli sconosciuti, spronava a scrivere quando intravvedeva qualcosa di buono. Era un grande Luigi, e io l’ho ricordato così: Bernardi, lo Zeman dell’editoria. […]

  5. Credo di averlo veduto, in una presentazione appassionata, proprio qui, a Bologna.
    Si trattava di” Bastardo posto”, penso.
    Magari mi sbaglio perchè il tempo corre e, con lui, la memoria fugge via. :)

  6. Sì, presentò lui il mio libro, alla libreria dell’Irnerio.


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