Pubblicato da: remo | 10 aprile 2012

La porta del morto (e i due ceffoni)

Una lettrice di Vicolo del precipizio, tempo fa mi domandava se sapessi qualcosa della “Porta del morto” a Cortona, dove appunto il libro è ambientato.
E a Cortona ho preso informazioni.
L’origine è etrusca.
Entrando in Cortona dalla porta principale, Porta Colonia, e percorrendo via Dardano, ci si imbatte in Palazzo Mancini. C’è una porta: murata.
“La porta del morto”.
L’ultima rimasta. O della quale si sappia.
“La porta del morto” veniva murata subito dopo il passaggio del morto, così da impedire – questa è la credenza etrusca che ha resistito fino al 1600 – il ritorno della morte in quella casa.
Che se ne andasse da altre parti, la morte, a romper l’anima.

Sempre a Cortona, per sdrammatizzare.
Al ristorante.
Ho voglia di fumare un mezzo sigaro toscano.
Le coincidenze delle vita. Accanto al tavolo, dove sono con amici, c’è un signore che, altre donne che son sedute con lui, sta dicendo che avrebbe tanta voglia di fumare un sigaro toscano, anche mezzo, perché lo rilassava, poi però il dottore glielo ha proibito, e quindi, accidenti, non può, però vorrebbe, eccome se lo vorrebbe un mezzo toscano da respirare con l’aria buona, della Toscana.
Se vuoi ti rilasso con due ceffoni, dice una delle tre, la moglie insomma.
Non ha replicato, lui.

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