Pubblicato da: remo | 5 marzo 2012

Pasolini dimenticato

Credo proprio che il commento scritto da Enrico Gregori nel precedente post meriti maggiore visibilità.
Lo copio e incollo. E ringrazio Gregori.

Off, very off, extra off… topic, e me ne scuso con Remo. Ma utilizzo questo suo blog per una considerazione che, non essendo io un rinomato intellettuale, lascia il tempo che trova. In giornata, però, ho dato un’occhiata qui e là in alcuni blog cosiddetti “letterari” e non ho trovato traccia di un ricordo, di un pensiero, di una semplice parola sul fatto che oggi avrebbe compiuto 90 anni Pier Paolo Pasolini. Potrebbe essere non dovuto, per carità. Non è che i blog, seppur “letterari”, debbano essere una sorta di almanacco. Però è singolare che i suddetti blog non dimentichino che tra 3 giorni è l’8 marzo. Oppure sono molto solleciti nel celebrare l’anniversario della morte di un poeta del Turkmenistan (tradotto solo a Ulan Bator, ovviamente). Più solleciti ancora lo sono nel segnalare e proporre nuovi Pasolini, nuovi Moravia, nuovi Flaiano spesso con la qualità fondamentale di essere TQ e amici cari dei tenutari dei blog. Sempre più spazio, vedo, per “nuovi qualcuno” e meno propensione a ricordare gli originali. Pasolini non è TQ, era già fuori quota quando fu ammazzato. Quindi, nei fatti, per molti blog “letterari”, era poco più di un frocio che scriveva qualcosina di decente. E sono gli stessi blog sui quali, per esempio, si legge che Fabio Volo non deve avere albergo nel mondo della letteratura. Può darsi, ma è un’affermazione che poco mi convince se arriva da chi gestisce un blog letterario come se fosse un ufficio raccomandazioni o una palestra nella quale allenarsi a farsi delle seghe. Mentali, ovviamente. Di quelle d’altro genere ne scriveva, per esempio, proprio Pasolini. Sarà per quello che ancor oggi i titolari di “quei blog lì” gli preferiscono l’ultima silloge poetica del loro idraulico. Che fa tanto alternativo.

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Responses

  1. con quello che costano gli idraulici è meglio tenerseli buoni.
    per quel che riguarda il frocio, non è cambiato niente da allora , vedi cosa stanno dicendo e scrivendo dappertutto di Dalla invece di dare spazio alla sua musica.
    Pasolini c’è chi continua ad amarlo e non aspetta anniversari per leggere i libri, guardare i suoi film o le interviste che possiamo trovare su YT.
    Per quel che mi riguarda me ne sono ricordato stamattina guardando in faccia mia madre che è del “22 , stessa classe del poeta- regista che se non compare sui blog letterari per me fa lo stesso.
    e per quel che dice Enrico Gregori su certi blog come ufficio raccomandazioni sono perfettamente d’accordo anche se non sono rinomato, tanto meno intellettuale.
    Forse Pasolini mangiava con gusto il pane nostrano.

  2. passiamo gli anni di studio a cercare qualcosa di nuovo, alternativo, sconosciuto, fuori dal mercato e dalla memoria, e tutto quello di cui abbiamo bisogno è dietro di noi, basterebbe non essere così allergici all’autorità dei grandi, per capirlo.
    bel post.

  3. Direi che alcune osservazioni sui siti (non limiterei ai blog) letterari, anche se non li consulto con assiduità, siano condivisibili. Il vituperato FB tutto sommato contiene di tutto, e si può scegliere. Un’amica ha postato questo::

    La forza di essere impopolare

    QUANDO IERI A VALLE GIULIA AVETE FATTO A BOTTE CON I POLIZIOTTI
    IO SIMPATIZZAVO COI POLIZIOTTI
    PERCHE’ I POLIZIOTTI SONO FIGLI DI POVERI
    … VENGONO DA PERIFERIE
    CONTADINE O URBANE CHE SIANO

    QUANTO A ME CONOSCO ASSAI BENE
    IL LORO MODO DI ESSERE STATI BAMBINI E RAGAZZI
    LE PREZIOSE MILLE LIRE IL PADRE RIMASTO RAGAZZO ANCHE LUI
    A CAUSA DELLA MISERIA CHE NON DA AUTORITA’
    LA MADRE INCALLITA COME UN FACCHINO
    O TENERA PER QUALCHE MALATTIA COME UN UCCELLINO
    I TANTI FRATELLI
    LA CASUPOLA TRA GLI ORTI CON LA SALVIA ROSSA
    IN TERRENI ALTRUI LOTTIZZATI
    I BASSI SULLE CLOACHE
    O GLI APPARTAMENTI NEI GRANDI CASEGGIATI POPOLARI

    E POI GUARDATE COME LI VESTONO
    COME PAGLIACCI CON QUELLA STOFFA RUVIDA CHE PUZZA DI RANCIO, FURERIA E POPOLO
    PEGGIO DI TUTTO NATURALMENTE E’ LO STATO PSICOLOGICO A CUI SONO RIDOTTI
    PER UNA QUARANTINA DI MIGLIAIA DI LIRE AL MESE
    SENZA PIU’ SORRISO SENZA PIU’ AMICIZIE CON IL MONDO SEPARATI ESCLUSI
    IN UN’ESCLUSIONE CHE NON HA EGUALI
    UMILIATI DALLA PERDITA DELLA QUALITA’ DI UOMINI PER QUELLA DI POLIZIOTTI
    L’ESSERE ODIATI FA ODIARE

    (P.P.P.)

  4. Condivido la riflessione di Gregori, anche se personalmente sono allergica agli anniversari di nascita e di morte e di quant’altro. Pasolini e’ un immortale ormai e di sicuro non gli servono quei blog li’ che chiunque e’ in grado di identificare per quel che sono: vetrine. In quanto al discorso Fabio Volo, io non l’ho mai letto. Ma diffido istintivamente di chi decide a tavolino chi possa o non possa annoverarsi alla categoria scrittori.

  5. In verità, proprio in questi giorni di PPP si è parlato tanto, anche fuor di commemorazione, ed io mi sono chiesto (anche altrove, in rete) come sia possibile che l’unico Pasolini che la maggior parte dei giornalisti italiani conoscano sia quello dei poliziotti di Valle Giulia da una quarantina di migliaia di lire al mese.

    Adesso i giornalisti di tutta Italia (compresi
    quelli delle televisioni)
    vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
    delle Università) il culo. Io no…

  6. Ti dirò, si vede che sono una lettrice distratta, ma quel pezzo l’ho letto per la prima volta ieri.
    Grazie delle osservazioni.


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