la vita sul computer

Quanti anni avà? Trentadue, trentacinque?
Laureata in architettura. Lettrice forte di romanzi.
L’ho conosciuta credo nel 2009 al Salone del libro.
E ci siamo visti ieri sera a Torino, dove ho presentato Vicolo del precipizio.
Mi fa: Continuiamo a tenerci in contatto… anche se io non sono su facebook.
E poi ha detto: Quando finisco di lavorare mi piace andare in giro, camminare, vedere persone, anche due ore. Meglio l’aria aperta a facebook.
Son sicuro che preferisce anche i libri di carta agli ebook.

Certo che facebook e internet e la posta elettronica la vita te la cambiano.
Ho due profili, io, su facebook.
Uno, da 5mila contatti, è come non averlo, appunto perché di 5mila contatti.
L’altro è di trecento e qualcosa.
Comunque.
In questi 5mila contatti c’è anche qualche amico. Vero.
C’è anche un’amica. Vera. Di vecchia data.
Brava giornalista.
Ci siamo visti un anno e qualche mese fa. Fu una bella giornata. Adulti e bambini.
Ha un bimbo piccolo, lei.
Che il padre del bimbo non ci sia più io l’ho saputo, appunto due giorni fa, sul profilo di facebook.
Ci eravamo lasciati ripromettendoci di rivederci.

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

6 thoughts on “la vita sul computer

  1. C’e’ molta resistenza contro facebook in Italia; io questo lo capisco perche’ in Italia c’e’ ancora la cultura di uscire la sera dopo cena, o magari durante il fine settimana e incontrare di persona gli amici, per qualche scambio interessante. Ma, qui, ad esempio, dove abito io, in America, la cultura di uscire per una passeggiata o di sera o durante il weekend, non esiste. Abitiamo tutti a minimo 30 miglia di distanza l’un da l’altro e vederci casualmente e’ quasi impossibile. Facebook e’ oggi una piazza virtuale, un’opportunita’ per tenersi in contatto con amici lontani, e tramite cui fare nuove belle amicizie. Io ho conosciuto cosi’ anche l’autore di un certo Vicolo del Precipizio, con cui ogni tanto, scambio una piccola e piacevole conversazione.

  2. Anche se non c’era facebook persino io ho conosciuto Remo così, almeno 8 anni fa. E anche Elisa, ormai son 10 anni: stessa pagina web si frequentava. Siamo distanti ma solo logisticamente. Elisa è l’altra parte di me. Vive a Torino, dove ieri ha incontrato Remo alla presentazione di “Vicolo del precipizio”. Mi ha preso una copia, anche, chè nel mio paese piccolino e provinciale vivo bene ma a volte non trovo tutto. A mezzo facebook già mi ha raccontato che è stata contenta ieri Elisa. Mi ha anche promesso che sabato spedisce il mio libro e che mi salutano Remo e family. Mi ha parlato di Cico anche.
    Appena posso scappo a trovarli e stavolta ci organizzeremo meglio che è ormai un anno comodo che non vedo più Remo e almeno due mesi che non vedo Elisa.
    Internet è proprio una grande piazza ma io ci ho fatto incontri bellissimi.

    Quanto a ciò che ha postato Remo, purtroppo, è vero. Ogni volta ci si ripromette di rivederci. Eppoi…

  3. Io sono Italiana e ho vissuto a NY ormai la maggior parte della mia vita. Due anni fa ho perso meta’ della mia famiglia qui a NY, e, devo dire, grazie a questa piazza virtuale, facebook, sono riuscita a riattaccare tutti i miei pezzi. Tramite facebook sono riuscita a stare in contatto con amici in Grecia, Irlanda, Italia, Francia, e altre parti del mondo, e con il loro contatto cosi’ virtuale, sono riuscita a guarire. Ho conosciuto molta bella gente di altre parti del mondo con cui spesso scambio idee brillanti. Capita spesso, anche, che percepisco che alcuni amici che vivono oltre quattro mila miglia lontano da me (distanza come tra NY e Roma), stanno attraversando momenti difficili, e, tramite questo schermo elettronico, riesco a farli ridere con barzellette o altre cavolate che m’invento strada facendo. Alcuni miei studenti usano facebook come una lavagna su cui praticare italiano con amici italiani che abitano dall’altra parte dell’oceano.

    Hai visto Remo che cosa hai fatto? Il tuo racconto ci stimola a condividere qui altri racconti. Grazie.

  4. Mi piace quel detto, “C’è più tempo che vita.” Riassume bene l’uso che a volte facciamo del nostro tempo. Non sono su Facebook per scelta, lo trovo dispersivo e impersonale, ma capisco che per alcuni sia quasi una necessità. Sono però su Twitter, che trovo più veloce e meno impegnativo. Al di là di queste scelte informatiche l’unico dato che mi si para davanti è quanto il mondo sia cambiato negli ultimi dieci anni. Fa paura a pensarci e mi scopro all’antica: preferisco, nella lontananza, una telefonata, al limite una mail; hanno ancora un tepore, un sentire. Preferisco i blog e i legami che si creano attraverso il raccontarsi tra bloggers. Remo l’ho conosciuto così, e Marina, e Riccardo, e Massimo, Maria Luisa, Paolo. Mi sono piaciuti e mi piacciono, anche senza pollice su.

  5. Capita anche di stare su Facebook perchè non hai tanto tempo per uscire… a quest’ora non uscirei a fare quattro passi, cioè, non dopo una giornata di lavoro e aver fatto la nonna sitter.
    A me piace tutto, e le persone conosciute dal vivo dopo che le avevo conosciute legendosi sul web non sono mai state una sorpresa, erano come me le aspettavo….
    mi piace vedere gli amici mangiando un gelato sulla panchina ai giardinetti, come andare a giocare a boccette, tovaglia a quadri, bicchiere di vino rosso e panino, e al cinema…
    e non tolgo nulla al mondo cosiddetto virtuale, ch mi ha dato tantissimo, in termini di rapporti umani e anche di fiducia in me stessa – impendendomi di arredare il tunnel in cui mi sentivo.
    Odio un po’ solo le situazioni”gente che gira con bicchiere in mano cercando di dire qualcosa agli altri”, e queste si vericano anche nei commentamenti di FB, che evito…

  6. Facebook è uno strumento straordinario per mantenersi in contatto con persone che altrimenti non vedresti spesso, perchè lontane, per impegni di lavoro, di famiglia. Per me è inutile fare ideologia su facebook. Io poi tramite internet ho conosciuto persone straordinarie che altrimenti non avrei mai incontrato.
    Aspetta il postino Paola
    Elisa (l’altra)

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