Pubblicato da: remo | 1 dicembre 2011

Il vicolo visto da Lucia

Lucia Tilde Ingrosso, giornalista e scrittrice, su Vicolo del precipizio ha scritto questa nota, che è apparsa su Facebook.

Io pensavo che tutti avessero il loro luogo dell’anima. Poi, con il tempo, ho scoperto che non era così. Che il luogo dell’anima era un privilegio di pochi.
C’è chi sente così la città in cui è nato o quella in cui si è innamorato, una località di vacanza o una meta lontana. Ma il più delle volte i posti ci limitiamo a usarli, al pari di come si usa un’auto o un televisore, senza lasciarli penetrare nella nostra interiorità.
Remo Bassini un luogo dell’anima ce l’ha ed è lo stesso che ho io: Cortona. Per chi non la conoscesse, è una cittadina magica della Toscana, ai confini con l’Umbria, adagiata su una collina che domina la Val di Chiana e il lago Trasimeno. A Cortona Remo ci è nato. Io ci ho vissuto dai 2 ai 19 anni.
Che Cortona sia un elemento cardine di questo libro lo si capisce già dal titolo, dedicato a un vicoletto scosceso che sfocia in via Nazionale (Ruga piana, per i locali, in quanto una delle poche strade pianeggianti).
In Vicolo del Precipizio Remo Bassini si lancia in un quintuplo salto mortale: una narrazione che si snoda tra passato e presente, realtà e fantasia, ricordi e leggenda, Torino e (appunto) Cortona, prima persona e io narrante.
Ambizioso, viene da dire. Ma l’ambizione è un ottimo stimolo per chi ha talento da vendere.
Bassini riesce a essere lirico e crudo. Disegna un personaggio che ami e odi allo stesso tempo. Ti appassiona alla trama quanto alle atmosfere. Sorprende, indigna, diverte, commuove. E, alla fine, spiazza.
Un bel libro, davvero, opera di un autore che è anche un giornalista affermato e che usa la scrittura per comunicare a tutto tondo.
Tempo fa, colpito da una tragedia familiare, non ha potuto non scriverne. Ecco, in quelle righe, lievi e profonde, è riuscito a mettere a nudo il proprio dolore senza pietismo né autocompiacimento. Un grande atto d’amore sia per il compianto fratello che per la scrittura stessa.
Remo, che oggi vive a Vercelli e a Cortona torna sempre volentieri, in Vicolo del Precipizio ha scritto tutto il suo amore per la cittadina natale. Ci sono ricordi, suggestioni, aneddoti, sapori, luoghi che tutti i cortonesi doc hanno nel loro Dna. Ecco perché è una lettura che consiglio a loro in particolare (naturalmente dopo averlo acquistato dal Nocentini, che è anche citato nel libro).
Nel romanzo, Cortona emerge in tutta la sua spiccatissima personalità. Un luogo a cui può essere difficile tornare. Un luogo che è impossibile strapparsi dal cuore.

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