parlare da soli

Quando ero ragazzo c’erano quelli che parlavano da soli per strada, magari sbraitando.
Ne rammento uno, sempre incazzato, in bicicletta, urlava agli automobilisti, a volte senza un perché. Mi dissero che da piccolo aveva visto fucilare i suoi genitori (presumibilemte fascisti) dai partigiani. Il bello è che lo incontravo spesso nella libreria di una signora comunistissima.

Mi accorsi che le cose stavano cambiando quando nel 2006, presi l’areo per andare a presentare Lo scommettitore a Roma. Ci saranno stati sei, sette ragazzi venti trentenni che sembravano fatti con lo stampino: eleganti, ben pettinati, gel a go go, occhiali di marca, ventiquattrore. Pure loro parlavano da soli, a voce alta, come i matti della mia infanzia: solo che loro lo facevano al microfono del telefonino.
Parlando di affari, donne, cene. Alcuni a voce molto alta.

Ieril’altro. Vedo a una decina di metri da me uno che conosco e che non mi sta particolarmente simpatico. Uno di quelli che ti spiegano il mondo. E la luna. Una volta mi ha anche offerto l’aperitivo: lui parlava, io ascoltavo pensando ad altro.
Comunque. Lo vedo, e lui mi fa un cenno di saluto.
Poi dice: Fai un salto da me?
(Io penso che anche sua moglie non è il massimo…).
Rispondo: Ho fretta, sto andando al giornale (vero era).
E lui: Sto parlando al telefono, ciao.
Ciao, dico.
Ciao, mi dice (ma anche l’altro o l’altra al telefonino avranno sentito dire Ciao: che casino).

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

3 thoughts on “parlare da soli

  1. Sto ridendo a crepapelle, perché poco tempo fa una signora in macchina ferma allo stop mi guardava e continuava a parlare, mi sono avvicinato e le ho urlato : “non sento niente perché non abbassa il finestrino” mi ha fulminato con lo sguardo alzando la mano sinistra con le cinque dita unite a fico. Solo allora mi sono accorto che aveva l’auricolare e il microfono sul lato destro del viso. Una figura di m….!

  2. A proposito del parlare da soli, c’era un vecchietto allampanato con un giornale sotto il bracio che girava, alla festa dell’unità (festa democratica non mi viene ancora di chiamarla) che ripeteva di continuo ” il cambiamento partit de merda ma che cambiamento sun trent anni ca vegni chi”.
    :)
    ciao Remo!

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