Pubblicato da: remo | 17 giugno 2011

cara Monia ti scrivo

Ti continuo a leggere sempre, e sempre mi stupisco di quanto poco si parli della tua scrittura. Sono meccanismi strani che non capisco bene, ma da lettrice ho la presunzione di immaginare che molti e molti altri lettori vorrebbero leggere storie come le tue. Un saluto dalle Marche, Remo.

Sono due giorni che penso a queste tue poche righe, cara Monia, e vorrei poterti rispondere ma mi è difficile. Ti spiego: per risponderti vorrei avere a disposizioni almeno due bocche, ma forse tre sarebbero meglio, così da poter dire cose diverse ma vere, contemporaneamente.

Allora provo a risponderti con altro, cara Monia.
Il mio prossimo libro è sulla scrittura, per esempio, ma lo è ancora di più sul tempo e sui ricordi: sono l’unica cosa che ci resterà quando diremo addio a questo mondo.
I ricordi, e non i libri (anche se, io, ora, senza scrittura, senza lettura, senza libri non saprei vivere).

Sai Monia, c’è anche chi dice che io scriva schifezze. Alcuni ce l’hanno con me per partito preso, ma altri no, son sinceri.

Qui sul blog c’è un vecchio commento che incornicerei.
Una donna mi racconta di aver letto La donna che parlava con i morti, e mi ringraziava per averlo scritto. Ma il bello di quel commento era il modo in cui questa donna, di cui non so l’età e non ricordo il nome, so solo che vive a Genova, arrivò ad avere tra le mani il mio libro. Glielo avevo portato suo marito, che lavora in una discarica. Vedendolo galleggiare tra i rifiuti aveva pensato di avere una moglie che leggeva tanto e che forse avrebbe apprezzato.
Mi sono rimasti impressi tanto la storia del libro recuperato dalla discarica quanto questa donna, che dopo averlo letto mi aveva cercato su google, per scrivermi.
Ma non posso dimenticare nemmeno che qualcuno o qualcuna aveva pensato che quel mio libro meritava di galleggiare tra i rifiuti.

Quando si scrive, cara Monia, si soffre di depressione, perché ci si sente poco capiti, e si diventa dei frustrati. Sospettosi, anche.
Una volta (sempre a proposito de La donna che parlava con i morti) mi capita di ricevere una mail di una certa Silvia.
Diceva che il libro l’aveva stregata. Diceva che lei e sua sorella erano andate allo stand del salone del libro e ne avevano comperate due copie. Diceva altro quella mail, che io catalogai come scherzo di qualcuno (pensai, qui è qualcuno dei due tre che l’han con me e quando possono vanno in giro per la rete a dire che scrivo cazzate) così la archivia, ma non la distrussi.
C’è voluto facebook per capire che non era uno scherzo: quella Silvia esiste per davvero, e mi ha chiesto l’amicizia su facebook confermando quanto aveva scritto. Io non ho avuto il coraggio di dirle che aveva ipotizzato fosse uno scherzo.

Però son contento, cara Monia, quando tu e qualcun altro dite bene dei mie libri, chiaro. Mi va bene così, e mi basta così diceva Adriano Pappalardo in una sua canzone che ascoltavo al juke boxe quando ero ragazzo.

In fondo quando ero ragazzo io sognavo di scrivere un libro, mica altro. Ricordo un film, in bianco e nero: c’è uno scrittore che tutte le mattine aspetta che il postino gli porti buone nuove da qualche editore. Quello volevo, io: scrivere, attendere. Era meglio il sogno, ma non devo nemmeno lamentarmi.
La vita è bastarda e corre via, ho scritto nel quaderno delle voci rubate.
Ti abbraccio Monia, grazie.

PS Avrai tempo tra un mese a farmi da segretaria di redazione alla quarta edizione dei Racconti a quattro mani? E la signora T. che non sente da tempo farà ancora l’e-book?

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=A7q7Zgve2iI

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Responses

  1. Che dire se non che sono contenta si levino altre voci dalle Marche oltre la mia ?
    Ciao Remo e un saluto anche a Monia !

  2. Grazie, Remo. Ma grazie non basta, perchè mi hai scaldato il cuore, chel a frustrazione e la delusione non sono solo appannaggio degli scrittori. (!) Poche cose sono tristi come una domanda senza risposta.
    Farti da segretaria? Ovvio che sì, onorata.Ciao.
    Anche a Paola marchigiana. Di dove?

  3. Ciao Monia, Porto Potenza Picena (MC) e tu ?

  4. Ciao Remo, ho cominciato a leggere il tuo blog dall’agosto 2010, qualche volta lascio un commento, sono sincero mi piace tutto quello che scrivi anche se non possiedo nessuno dei tuoi libri, perché non ho mai acquistato libri visto che ero un abituè della biblioteca comunale fin da ragazzo, però voglio dirti che mi piace lasciare fare al caso e sono sicuro che prima o poi da qualche parte troverò su uno scaffale o una bancarella un tuo libro qualsiasi , non importa il titolo, lo riconoscerò dal nome dell’autore, ecco sarà il primo libro acquistato da me. Spero accada prima del gennaio 2016 , ho saputo in questi giorni che per una serie di disavventure, quella sarà la data della mia entrata in pensione, mi piacerebbe arrivare lì davanti alla tua redazione ed aspettarti all’uscita per farti autografare il volume che porterò tra le mani. C’è tempo ma arriverà anche quel giorno. Intanto vengo qui e leggo.
    Fausto il falconier

  5. Per Paola: Ripe (AN), 4.300 abitanti nell’entroterra di Senigallia. Ciao.

  6. Per Monia:
    potremmo incontrarci alla stazione di Ancona, ad esempio :-)


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