Pubblicato da: remo | 15 giugno 2011

i miei libri: il punto

E’ confermato, dunque: il 9 novembre esce il mio sesto romanzo, Vicolo del precipizio, con Perdisa. Sono contento di uscire di nuovo con Peridisa (a cui sono approdato grazie a Luigi Bernardi),  meglio un piccolo editore serio che uno medio grande ma menefreghista. Mai avuto, io, la fregola di pubblicare con l’editoria nota e potente (quella più distribuita, quella che ti fa guadagnare di più, quella che ti fa ottenere qualche recensione in più).
L’editore più grande con cui ho pubblicato è stato Newton Compton. Mi contattarono loro, avevo scritto Lo scommettitore (che, pubblicato da Fernandel, era diventato il libro del mese a Fahrenheit nell’agosto 2006 e che fu anche finalista per il libro dell’anno Fahrenheit) e sul mio blog avevo annunciato che stavo scrivendo un altro libro, La donna che parlava con i morti.
La Newton mi chiese la sinossi e un capitolo, dopodiché mi proposero un contratto. Dissi di sì a loro e ignorai altre possibilità: la Newton era stata la prima a farsi avanti e io diedi la precedenza alla casa editrice di Raffaello Avanzini.
(Non solo: La donna che parlava con i morti io l’avevo già proposta agli editori con cui avevo già pubblicato, cioè Mursia e Fernandel, appunto perché non vado alla ricerca spasmodica della grande editoria; dallo sguardo “a entusiasmo zero” dei miei interlocutori avevo però capito che era meglio battere ad altre porte).
A novembre, quindi, esce Vicolo del precipizio, il prossimo anno, invece, dovrebbe uscire un’antologia della Marcos y marcos con otto racconti noir (e uno degli otto è il mio) ambientati a Milano e dai quali verranno tratti dei cortometraggi. E con i racconti Marcos y marcos proporrà il cd dei cortometraggi (forse un cofanetto), che prima verrà trasmesso da Sky.
Il progetto è partito da alcuni giovani registi milanesi.
Intanto devo scrivere due racconti per due antologie e procedere con un altro romanzo, il settimo.
La situazioni dei miei libri è comunque questa.
Il quaderno delle voci rubate, che fu pubblicato nel 2002 dal giornale La Sesia (allora ero giornalista, ora lo dirigo) è fuori commercio. Il romanzo, che ebbe una diffusione solo locale, è in lettura da alcuni editori, per una ristampa.
So che la mia agente lo ha proposto anche ad editori stranieri. Vedremo.
Lo scommettitore, pubblicato da Fernandel nel 2006, si trova ancora: basta scrivere alla casa editrice.
Dicono di Clelia, Mursia 2006, stessa cosa; credo che Dicono di Clelia sia il mio libro andato peggio. Poche recensioni, poche vendite. E’ in vebndita su Ibs.
La donna che parlava con i morti, Newton Cmpton 2007, è fuori catalogo e io sono rientrato in possesso dei diritti del libro. Per ora è al vaglio di Perdisa per una eventuale ristampa nel 2012.
Tamarri, raccolta di racconti (molti dei quali già comparsi in rete) pubblicati da Historica è ancora in vendita su Ibs.
Bastardo posto, Perdisa Pop 2010, è ancora in circolazione; in libreria si trova poco, la casa editrice comunque ha ancora copie; e a luglio farò un’altra presentazione, a Torino.
Il monastero della risaia, racconto lungo pubblicato da SenzaPatria, è ancora reperibile: in qualche libreria, su Ibs.
E adesso è quasi tempo di editing per Vicolo del precipizio, libro strano, questo. Il protagonista è un editor che lavora per un agente letterario e che insegue i ricordi suoi e della sua famiglia, in quel di Cortona, che è il mio paese. Alcuni ricordi sono boccacceschi, i richiami all’editoria, invece, hanno il sapore dell’invettiva. In pratica: il mio protagonista dice dell’editoria quello che ho sempre pensato e detto, in questo blog.
Ma il punto di partenza vero è stato il quaderno di mia madre.

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Responses

  1. Io mi prenoto fin da ora, Per Vicolo del precipizio (già il titolo è bellissimo), e anche per l’antologia di MarcosYMarcos. Come sai, gli altri tuoi libri li ho tutti (e tutti con dedica…). Sarei poi felicissima se Il quaderno fosse ripubblicato, lo amo tanto, quel libro. Mi è piaciuto questo ripercorrere la storia dei tuoi libri. Mi ha riportato anche all’inizio della nostra amicizia.
    Quanto alle tue osservazioni sul pubblicare con un piccolo p grande editore le condivido.
    Buona scrittura, Remo. E un abbraccio.

    Milvia

  2. Proprio partendo, grazie a te, dal Quaderno delle voci rubate, ho letto quasi tutti i libri che hai menzionato nella tua rapida ed efficace panoramica. Nel rileggere il Quaderno di mia madre, sono stata colpita dalla frase “sei uno zingaraccio”. Ho trovato, in questa sola frase, spunti di familiarità con altre scritture che amo: chissà se vorrai parlarne anche qui a Roma. Aspetto la ristampa de “La donna che parlava con i morti” e l’uscita di “Vicolo del precipizio”, un abbraccio
    Anna Maria
    P.S. A me “Dicono di Clelia” è piaciuto. L’ho atteso inutilmente per settimane, un paio d’anni fa, dopo averlo ordinato in libreria. Via rete l’ho avuto in pochi giorni

  3. Complimentoni!
    Di tutto cuore.
    luigi

  4. beh Remo, complimenti!! Come vorrei dire di sì anch’io a Newton ;-)

  5. Ti continuo a leggere sempre, e sempre mi stupisco di quanto poco si parli della tua scrittura. Sono meccanismi strani che non capisco bene, ma da lettrice ho la presunzione di immaginare che molti e molti altri lettori vorrebbero leggere storie come le tue.
    Un saluto dalle Marche, Remo.

  6. dal quaderno di mia madre ad altri appunti è un attimo e lì ci si perde in ricordi comuni.
    Mia madre ha 89 anni, anche lei è arrivata fino in quarta, quando ero militare mi scriveva lettere tutte uguali, aveva poca inventiva diceva , in compenso sapeva fare molto bene i conti.
    Quello che scrivi si legge come se tu camminassi nelle nostre stesse strade.


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