paradosso dell’editoria

Ancora Luigi Bernardi, in una vecchia intervista:

Nelle grandi case editrici, nessuno legge un testo se non è passato al vaglio di almeno un paio di “lettori” esterni. Questi lettori esterni sono spesso molto giovani, senza altra esperienza che la propria passione. È l’ultimo paradosso dell’editoria: un testo per essere valutato da chi se ne intende deve prima essere apprezzato da persone alle prime armi, pagate pochissimo, il cui unico interesse è raggranellare una discreta cifretta a fine mese

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scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

4 thoughts on “paradosso dell’editoria

  1. E’ per questa ragione che in Italia o si ha un agente o non si è nessuno.

  2. E a dirla tutta la cifretta non è neppure discreta. Personalmente la definirei miserrima!

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