Pubblicato da: remo | 16 maggio 2011

“cose” al salone

Ho salutato gente, non ho salutato gente che dovevo vedere, perché il salone del libro, specie se ci si va per due mezze giornate, è un gran casino. Peggio, poi, se ci si va con un bimbo piccolo da inseguire perché non vuol dare la mano e strilla.
Alla stand di Perdisa, comunque, ho rispettato il mio turno (dovevo firmare copie di Bastardo posto dalle 10,30 alle 13 di domenica).
Sabato, il piccolo, proprio nelle vicinanze degli stand di Marcos y marcos e Perdisa, dove io stazionavo, ha dato spettacolo. Sento che qualcuno dice: Guarda quel bambino, pazzesco, non ha paura.
Alzo lo sguardo e vedo Federico Libero che sta giocando con gli attivisti di Greeen Peace travestiti da scimpanzé; a differenza degli altri bambini che fuggono lui ci gioca, li tocca, e la gente lo fotografa.
Mi avvicino, veglio fargli anche io una fotografia con il mio iPhone. Mentre lo sto par fare una signora, da dietro, mi tocca la spalla e, seria in viso, mostrando la sua macchina fotografia, mi fa, Si sposti che devo fotografare il bambino.
Se permette signora, dico, quel bambino sarebbe mio figlio.
Oh mi scusi, dice…

Gente che incontri, al salone. E discorsi che senti. Per esempio mentre mangio sento che al tavolo vicino tre uomini stanno parlando male di alcuni scrittori che io conosco. Dei tre, si dà il caso, ne conosco uno, che non mi ha visto: è uno scrittore pure lui.

Oppure.
Una giornalista (brava) di una radio locale (molto quotata) mi dice: Gli scrittori italiani? Be’, tanti se la tirano, devi fare le acrobazie per intervistarli. Con gli stranieri è tutto diverso, dicono sì e si rendono subito disponibili.
Non mi ha stupito sentire questo.

Vado di corsa, ora. Stasera il giornale lo chiudo tardi tardi, causa elezioni. Cenerò, se va bene, attorno all’una di notte.

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Responses

  1. Cico è un mito :-))

  2. Mi e’ dispiaciuto non esserci quest’anno. Mi avrebbe fatto piacere vederti e vedere la performance di Federico Libero con gli scimpanze’. Ti abbraccio forte :)

  3. Federico Libero, un fenomeno, una cosa più bella non potevi farla. Lo so bene che si è fatto tardi, tardi, l’ultimo pezzo l’ho spedito alle 22,33 e stamattina c’è, ma come avete fatto… Bravi, bravi.

  4. Invece di andare alla notte bianca …

  5. @cara paola, cico è comunque un mito che fa sudare; ciao
    @laura, sarà per il prossimo anno e comunque: quest’anno verrò per la prima volta alla fiera della piccola editoria di roma a presentare Vicolo del precipizio che uscirà a novembre, sempre per Perdisa; ciao
    @pier emilio, sapessi: dovevamo chiudere il giornale mezzanotte, il tipografo mi aveva detto, Al massimo ti concedo 7 minuti… e non scherzava, solo che sei minuti a mezzanotte mancava ancora la pagina di livorno ferraris; l’abbiamo chiusa in venti minuti, un record con piccolo ritardo; ciao
    @filippo, dirigo una testata io, e i miei editori, benché la notte bianca sia organizzata dai servizi pubblicitari del giornale, non mi chiedono di partecipare; ché lo sanno tutti, poi, che non vado a cene, rotary, notti bianche rosso o nere.

  6. Non ti chiedono di partecipare, ma eri tu che dovevi farlo

  7. No Giulia, sbagli, per tanti motivi. Il primo, io non c’entro, e c’entro poco, con le iniziative collaterali organizzate dal segmento pubblicità del giornale, anzi questa mia autonomia mi consente una maggiore credibilità di fronte ai lettori.
    Secondo, ai miei editori importa di più che io faccia un buon giorane, e quando c’era la Notte bianca ed ero a Torino ho comunque lavorato, coordinando il lavoro giornalistico, via telefono.
    E per la Notte bianca avevo già lavorato, curando io un inserto nei ritagli di tempo.
    Terzo, per i miei editori, soprattutto per l’amministratrice delegata, è importante che io non rinunci alla mia attività di scrittore.
    Quarto, io il giornale lo dirigo a modo mio (a novembre ho ricevuto una proposta: dirigere un quotidiano locale cinque volte più grande del giornale che dirigo ora, e, quindi, anche con uno stipendio superiore; ho rifiutato a malincuore, perché sarei andato a vivere in un posto di mare, ma ho rifiutato nell’arco di dieci minuti, perché appunto non avrei potuto fare il direttore a modo mio e, a modo mio, significa: la massima autonomia).
    Quinto, mi piacciono queste provocazioni che arrivano non so bene da chi, da qualche giorno

    Poi.
    (Sesto: il giornale con me ha registrato il record di vendite, che non è un piccolo particolare)

  8. Qui non è questione di sbagliare. Io ho detto la mia. Secondo me dovevi esserci. Ma ripeto, secondo me.

  9. OT in questo blog è lecito tutto, purché non si insulti.
    gradirei però che gli indirrizzi mail fossero veri e non tarocchi, grazie


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