Pubblicato da: remo | 3 dicembre 2010

uno, due e tre

UNO.
Ha scritto tanti bei libri, gli ultimi due, nell’ordine di tempo, sono: Non ti voglio vicino, edito da Frassinelli, e Davi, edito da Senzapatria.
Sono contento di essere amico di Barbara Garlaschelli, che oggi mi ospita nel suo blog (e, su Bastardo Posto, Barbara scrive
è una brutta storia di provincia, di dolore, omertà e amore. Nessuno vince, in questo romanzo, e la giustizia non trionfa. Forse è per questo che, leggerlo, fa anche male.
In una scrittura dolente e poetica, Remo Bassini disegna personaggi che restano nella testa, anche molto dopo aver chiuso il libro.)
Ringrazio Barbara per aver scritto che a leggere Bastardo posto ci si fa male: io mi son fatto male, scrivendolo.

DUE.
Arriva una nuova casa editrice, e il mio amico Antonio Consoli spiega (su mio invito) come saranno i primi passi.
Valjean Edizioni è una micro casa editrice da combattimento, come amiamo definirla da queste parti. E’ nata nel luglio del 2010 e il suo piano editoriale prevede la pubblicazione di tre libri cartacei entro il 2011 – 2012. Ma Valjean è una casa editrice ibrida. I suoi libri vivranno anche in versione digitale, vivranno nella rete e si nutriranno di essa. Pur non avendo reclusioni o barriere di sorta, prediligeremo le narrazioni che siano in grado di raccontare il presente in tutte le sue declinazioni. Cerchiamo autori sensibili, appassionati, impegnati. Vogliamo scritture che costringano il lettore a riflettere e a porsi delle domande.

Tre le collane principali, dalla narrativa italiana e francese contemporanea alla saggistica. E un progetto di rivista che si concretizzerà entro i primi mesi del 2011.
L’indirizzo della casa editrice è:
http://valjean.it.

TRE.
Trent’anni dopo, avevo 23 anni la prima volta, mi ritrovo a fare il papà (preferisco babbo). Federico Libero, che ha dieci mesi, proprio in questi giorni comincia a camminare, seppure col supporto di una mano. Barcollando, riesce anche a fare due metri da solo. Per ora è cascata solo tre volte, o quattro.
Comunque.
Federico Libero mi ha fatto ricordare le canzoncine dimenticate: me le cantavano da piccolo e io poi le ho cantate ai miei fratelli, Silvia e Moreno, e a mia figlia Sonia.
Filastrocche che la mia mente aveva archiviato e che ora, invece, ha rispolverato.

questo è l’occhio bello
questo è tuo suo fratello
questa è la guancia bella
questa è sua sorella
(… poi basta, ché non mi ricordo più)
(questa invece dondolando il bimbo)
staccia minaccia
domani si fa la ciaccia
la ciaccia del bubù
prendi federicolibero e buttalo giù

oggi me ne sono ricordata un’altra

Din don domani è festa si mangia la minestra
la minestra non mi piace si mangia pane e brace
la brace è troppo nera si mangia pane e pera
la pera è troppo bianca si mangia pane e panca
la panca è troppo dura… si va a letto addirittura

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Responses

  1. :-)

  2. Tre cose belle, ma la terza, le sorpassa tutte.
    Quando ero piu grandicella di Federico Libero mia mamma mi dava la buona notte così:
    Polvere di stelle nei tuoi occhi ho gettato
    ora sorridi e dormi beata.
    Un abbraccio, Remo e un bacetto al piccolo camminatore.

    Milvia

  3. […] This post was mentioned on Twitter by Antonio Consoli, Valjean Edizioni. Valjean Edizioni said: Remo Bassini parla di noi http://ow.ly/3jR4u […]

  4. Grazie Remo per aver dato ospitalità al mio piccolo progetto. :-)

    Valjean ringrazia!

  5. accavalla un piede sull’altro fai sedere lì sopra il tuo Federico tenedovi con le mani,comicia a dondolare le gambe e canta:
    Trotta trotta cavallo di legno
    con tuo gran cavalier sulla groppa
    e se tu poi arrivi a quel segno
    alla corsa ti voglio portar
    Su galoppa galoppa galoppa
    su galoppa galoppa galoppa.

  6. Dimane è festa,

    ‘o sorice menesta,

    ‘a jatta porta ‘o vino

    e ‘o sorice cucina.

  7. Pare che saremo compagni d’avventura per quanto riguarda Valjean Edizioni (sulla rivista).
    Riguardo il tuo bellissimo bambino, io la filastrocca la so diversa:
    Questo e’ l’occhio bello
    questo e’ suo fratello
    questa e’ la chiesetta (cioe’ la bocca)
    e questo e’ il campanello (si afferra il nasino e si sdondola facendo din don dan)
    Un abbraccio forte.

  8. Integrazione alla prima:
    questo è il portoncino (la bocca)
    e questo è il campanello (il naso)… la parte che fa ridere il bambino perché praticamente il nasino diventa un dlin dlon come quello della porta di casa!


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