il buio oltre la finestra

hai lavorato, cresciuto figli…
sembra passata un’eternità, sembra un sogno.
c’è il presente, ora.
una casa di riposo per non autosufficienti con poche risorse e le famiglie indaffarate con figli e altro.
ti cambiamo il pannolone quando si ricordano di te.
il tuo cazzo e il tuo culo sono degli ornamenti inutili, ormai.
ti danno da mangiare il “pappone”, frullano tutto insieme, minestrone e budino, cos’ loro non perdono tempo e così tu hai tutte le vitamine e quel che serve all’organismo, insomma, potrai continuare a campare ancora un po’: accontentadoti di guardare, ogni tanto, oltre la finestra.
il tuo vicino di letto ha l’alzheimer: sta meglio lui.

Leggendo questo post di Giulio Mozzi a me è venuto in mente tutt’altro.
Non potevo commentare, sarei andato OT.

Annunci
Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da remo . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

6 thoughts on “il buio oltre la finestra

  1. quindi, non è mai buona cosa mettere in mani altrui il nostro destino.
    se non quando, come nelle righe del tuo post, non si è più autosufficienti.

  2. Guarda Remo che non è tutto un pappone mollo. I ghetti ci sono eccome, come esistono Case di riposo dignitose.
    Certo che ha ragione Foucault quando dice che se la società delega agli specialisti la gestione del dolore, della malattia e della sofferenza, allora non va bene, perchè rinuncia a fare i conti con la parte della vita che più ci fa paura.
    Nei servizi che ho il piacere di dirigere abbiamo una casa di riposo dove ti assicuro che il menù è buono e si cerca di equilibrare una dieta personalizzata. E gli animatori pagati e volontari si fanno un culo tanto. Chi è pagato lo fa per millecento euro.
    E il mio amico Dino è andato in pensione per seguire la mamma che sta da noi.
    Lei è in carrozzina e tutto il giorno fa eeeeeeeeee.
    Lui passa tutti i pomeriggi alla Casa, le accarezza il mento e quando lo incontro gli chiedo allora, come va? E lui, si tira avanti e mi sorride.
    E una volta al mese facciamo la riunione con il personale per capire che cosa possiamo migliorare, e insomma ci crediamo ancora nel nostro lavoro.
    E insomma è mica tutta merda quella che ci circonda.

    ( ps: domani inizio bastardo posto. ciao Remo)

    Renato

  3. Renato lo so.
    Ci sono ottime strutture, ed è giusto dirne.
    Ma quest’anno e l’anno passato con la scusa della crisi da qualche parte le cose invece stanno all’incirca come ho scritto io.
    Mesi fa, forse un anno fa, è venuta da me una dipendente di una cooperativa che gestisce una struttura per anziani.
    MI ha raccontato cose raccapriccianti; e io, cazzo, non sono riuscito a fare niente, ché la porta d’ingresso di quella struttura è invalicabile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...