il 18 agosto, un’eccezione

Ci sono i miei ricordi cortonesi, i miei ricordi degli anni della fabbrica ma, in questo blog, sebbene io racconti di incontri o di scampoli delle mie giornate, in questo blog, dicevo, non parlo quasi mai della mia vita.
Questo blog è soprattutto un piacevole passatempo ed è anche un luogo virtuale che mi ha permesso, poi, di conoscere per davvero persone speciali.
Nacque, questo blog, per scherzo. Dissi a un mio cugino acquisito: Stanno per uscire due miei libri, fammi un sito.
Mi disse, Aspetta, e comincia a vedere come ti trovi con questa cosa qua.
Era il 23 marzo del 2006…
Dicevo, questo blog non è un diario.
Qui scrivo quel che mi passa per la testa…
Io, lo sapete, scrivo: articoli e libri (magari non per molto…).
Il 18 agosto del 2005 morì mio fratello Moreno, aveva trent’anni.
Scrissi una lettera (che prima apparve sul giornale che dirigo), che per me è una preghiera.
Da rileggere, da condividere, anche.
E’ nella sezione ricordi (il primo) di questo blog, si intitola Fratello fragile.
Questo blog non è un diario ma il 18 di agosto di ogni anno lo è, almeno un po’.
Solo per un giorno.

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime
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17 risposte a il 18 agosto, un’eccezione

  1. Cristina ha detto:

    “con quel suo sorriso ingenuo, da perdente”.

    Ho letto e non credo ci sia da nulla commentare, ma si deve leggere, pensare e provare grande pietà e grande stima.

  2. morenafanti ha detto:

    certe date sono imprescindibili. giri e giri, ma non si può fare a meno.

  3. donatellarighi ha detto:

    Ogni parola diventa inutile, rimane la commozione che la tua lettera continua a suscitare.

  4. Silvia ha detto:

    Un abbraccio

  5. Monia ha detto:

    Succede che certi giorni si passino in apnea.

  6. sandra ha detto:

    Penso ai tuoi genitori, non si può sopravvivere ai figli. No. E’ la sfida più feroce che la vita può darti. Un abbraccio forte Remo, e che Moreno da quel volo da quattro piani sia volato in una pace eterna che qui in questa dimensione non ha trovato…
    Sandra

  7. archipaola ha detto:

    Pensala così: il 18 agosto non sei mai solo, a ricordare, a riflettere. Il blog porta anche questo. Condivisione.
    Io ci sono.
    ciao Remo

  8. Gloria Gerecht ha detto:

    Pur non conoscendoti, permettimi di associarmi ai tuoi ricordi. Tutto il tuo racconto mi ha molto colpita e mi ha fatto molto riflettere.
    Abbi cura di te, fratello forte.
    Gloria

  9. remo ha detto:

    un abbraccio a tutti, grazie

  10. cristina bove ha detto:

    ciao, remo,
    hai la mia vicinanza affettuosa e un abbraccio, come allora.

  11. Francesca Ramacciotti ha detto:

    Una lettera toccante, di una sobria ma profonda sofferenza. Permetti anche a me di associarmi al tuo doloroso ricordo. Un abbraccio

  12. Un abbraccio grande.
    E due parole sulla mia amica indiana che proprio stanotte, dopo vicissitudini burocratiche assurde, è tornata in Italia. Il 18 agosto è il suo compleanno e ha realizzato il sogno di festeggiarlo qui in Italia. Una gioia dopo le ansie, le lacrime, gli avvocati, soldi spesi, carte e silenzio.
    La vita è così: dà e toglie, coltiva fratelli fragili e forti, ci fa sorridere e disperare.
    Tu, Remo, continua ad amarla, incazzati con lei, scrivila nei tuoi libri e articoli. E continua a farlo in questo blog, che è diario tuo e crocevia di molti.

  13. Milvia ha detto:

    Caro Remo, ero entrata qui per recuperare tutti gli ultimi racconti che non ho letto. Ma poi ho ri-letto Fratello fragile, e adesso non mi sento di leggere altro.
    E mi sento, però, di abbracciati forte.

    Milvia

  14. remo ha detto:

    grazie ancora

  15. simonetta bumbi ha detto:

    ci sono date che sono marchi. e lo stampo a fuoco, non si toglie. e buchi, che sono come quando si giocava a campana, ché prima o poi su quel numero ci devi mettere il piede…
    remo, grazie.
    t’abbraccio.

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