Pubblicato da: remo | 4 maggio 2010

è facile smettere di fumare, forse

Allora, sto leggendo il libro E’ facile smettere di fumare (se sai come farlo).  Prime trenta pagine.
Son due mesi che l’ho comprato, ché lo so mica, io, se voglio per davvero smettere di fumare.
Fumare è al contempo piacevole e stupido, molto stupido.
Chi fuma lo sa bene e cerca consolazioni: Tizio è morto e non ha mai toccato una sigaretta.
Oddio, il fumo farà male, e va bene dirlo, ma che faccia anche male il fumo delle marmitte delle non si dice, o comunque: nessuno farà scrivere sulle auto che nuocciono gravemente alla salute.
Torniamo al fumo e al libro, anche.
Avrei preferito leggere un libro intolato Come fumare poco e con gusto (io fumo di tutto: sigari, sigarette, a volte la pipa; avrò smesso 10 volte, la cosa più furba che mi riuscì di fare risale a una quindicina d’anni fa:  per qualche mese riuscii a fumare, e con piacere, o una sigaretta o un sigaro ogni due ore).
Comunque.
La prima volta che fumai non fumai una sigaretta, ma due, una di seguito all’altra. Erano due windsor. Avevo dodici anni.
Mi avevano detto, Ti girerà la testa, non ti piacerà: macché. Quella sera, addormentandomi, ripensavo al gusto di quelle due sigarette. Insomma, sono un tabagista grave.
Quel giorno d’inverno che fumai per la prima volta non ero solo. Un mio amico, di undici anni, mi portò in un posto al fiume Sesia, dove non ci avrebbe visto nessuno. Le sigarette erano sue.
Il padre di questo ragazzo è morto di cancro ai polmoni, lui, invece fumava 80 anche 100 sigarette al giorno: fino a qualche mese fa.
Lo sento al telefono e gli dico: quante ne fumi?
Ho smesso, mi dice.
Minchia. E come hai fatto?
Ho letto il libro…
Ah.
Tra le persone che conosco non è l’unico che ha leto il libro e che smesso. Ora lo leggo e poi vi dico.
Da un lato vorrei smettere. Dall’altro so che non vorrei privarmi del rito della prima sigaretta, la più buona, la più velenosa, al mattino dopo il primo caffè; e del rito di scrivere in una stanza piena di fumo di sigari o sigarette (solitamente: sigari quando scrivo, sigarette nelle fase più noiosa e importante, della riscrittura).

Ho già smesso altre volte, dicevo. Anche per un anno di seguito.
Una domenica mattina di quell’anno senza fumo mi ritrovo a camminare per la città. Avevo come al solito la testa tra le nuvole ma, camminando, mi stavo rendendo conto che non stavo andando né verso casa, né verso il giornale, né verso una delle mie solite destinazioni. Perché percorrevo strade che mi avrebbero portato in periferia? Perché stavo inseguendo il profumo di unsigaro che qualcuno stava fumando, davanti a me.

Stamani mi son detto. Leggo sto cavolo di libro e smetto per vent’anni. Quando avrò settantatré anni ricomincio. Mio nonno è morto a 89 anni prtaticamente col sigaro tra le labbra.

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Responses

  1. Ciao, a me i manuali “come vincere etc, etc…” mi insiprano diffidenza a priori, alle ricette ci credo poco.
    Però guarda in cosa incappo, oggi:

    http://www.bol.it/remainders/arte-smettere-fumare/Carmen-Covito/ea978880454671/

    Saluti.

  2. Io vorrei un libro: Come smettere di mangiare la Nutella… CHI ME LO SCRIVE?
    Un abbraccio, ti seguo sempre… Sandra

  3. :)
    Liz

  4. Quanto ti capisco; Remo! Io ho smesso per 2 volte, e ogni volta per tre anni consecutivi.
    Ora, a smettere, non ci penso. Domani, chissà…

    Ciao, Remo, buona giornata.

    Milvia

  5. Storia vera che sembra una barzelletta. C’erano due fratelli, uno fumava, l’altro no. Quello che non fumava e risparmiava si è fatto una bella casa, ma un giorno gli ha preso fuoco, tutto distrutto. Il fratello fumatore : ” io ho fumato, poco a poco, tu, tutto in una volta “. Ho passato una vita a dire a mio fratello di smettere e lui : ” ma a me piace fumare, non riesco a smettere, mi piace troppo”. I miei due figli hanno smesso di colpo e mio fratello ha dato loro mille euro a testa di premio. Mario, mio fratelllo fumatore, è morto da poco per un tumore ai polmoni a 60 anni. Ciao Remo e buona giornata a te e a chi passa da queste parti.

  6. ho un’amica che sostiene di aver smesso di fumare da due anni grazie a quel libro, se ti puo’ incoraggiare. poi c’e’ un altro tabagista grave come te (stesse considerazioni tue…) che ha quasi smesso con il libro, ma poi ha ripreso. l’unica cosa che ha funzionato per lui che le ha provate davvero tutte e’ stata l’ipnosi. ma credo fosse quasi pronto per smettere ad ogni modo.

  7. Potresti trovare un altro piccolo rito che sostituisca quello della sigaretta del mattino, dato che il fumo è anche abitudine della mente oltre che del corpo. Io per fortuna non ho mai veramente cominciato; ho provato, a 15 anni, perché parecchie mie amiche fumavano, ma quel saporaccio non mi piaceva, non mi piaceva puzzare di fumo e costava pure! Ho insistito per un po’, per fare la tipa tosta, ma poi un giorno mi son detta: “Ma chi me lo fa fare?”, ho regalato il mio pacchetto a un’amica e non ne ho sentito mai la nostalgia ;-)

  8. Monia,
    diffido anche io dei “Come vincere lo stress” o “Come avere successo con le donne” (Salvo solo, Come si fa una tesi di laurea di Eco, che mi fu utile assai) ma questo mi sembra un’eccezione valida; tanti hanno smesso e quasto mi basta. Il libro della Covito non mi attira invece e sa un po’ di furbata editoriale.

    Sandra,
    l’elenco allora è lungo; come smette di mangiare pastasciutta, di bere vino, gelati, formaggi, fritture… ecco come vincere tutte queste cose qui senza poi vivere depressi… già: come?

    Ciao Liz, in bocca al lupo per il nuovo libro

    Milvia, io vorrei tanto fumare una sigaretta al mattino, dopo il caffè, magari quando esco di casa, e un sigaro di notte, quando mi metto davanti al computer; ma dal momento che non penso di essere dotato di equlibrio mi sa tanto che o smetto o continuo a fumare tanto.

    Pier Emilia mai preso in considerazione l’idea di fare un blog? Non è la prima volta che racconto storie che si fan leggere (mi spiace per tuo fratello, ricordo ancora quando ti incontrai, mesi fa, nell’altrio dell’ospedale).

    nonsisamai,
    il cervello è una cosa strana; so fare un esercizio di autoipnosi che, ne son convinto, mi porterebbe a smettere di fumare. Eppure è cosa che non ho mai preso in considerazione. Sul fumo: io invece ho visto una persona di sessantanni smettere, di colpo, fumava 40-50 sigarette al giorno. Smettere e poi cadere in depressione.. Boh

    Cara Ilaria,
    aprile la finestra e respirare una boccata d’aria buona: solo che dovrei cambiare città

  9. Mi sono letteralmente fumato questo post da aspirante sigaromane

  10. … le windsor… a me piacevano anche le astor. sono bei nomi. io ho fumato a tredici anni per darmi un po’ di arie da grande. ma ho smesso subito.
    mi pare che tu non sia tanto convinto. secondo me puoi accantonare il libro e leggerti un romanzo :-)

    ciao remo

  11. Woody Allen, non lo so se ha smesso leggendo il libro di cui dici, comunque non fuma più: ” ho smesso di fumare e vivrò una settimana in più, ma di sicuro pioverà”. Grazie Remo.

  12. anche una coppia di amici miei ha smesso con quel libro.
    sull onda del loro entusiasmo ho preso quello pubblicato successivamente, che ti fa dimagrire mangiando “il tuo cibo preferito”.
    ho pensato “miiii mi strafogo di pizza e divento gnocca come carol alt in versione puffa”.
    ma no, pare non funzioni così…
    in bocca al lupo!

  13. remo, c’è la sigaretta finta in farmacia, la tieni in bocca, la giri tra le dita.
    posticipare l’accensione della sigaretta, ancora un’ora, ancora mezz’ora..
    e comunque secondo me si smette quando non c’è bisogno.
    ho interrotto per tre volte nella mia vita di fumatrice, senza obbligarmi mai.
    poi si riprende per motivi di stress secondo me, o perché la gente che frequenti non ti dice “ma spegni quella cazzo di sigaretta puzzolente!”
    è un deterrente tra i migliori per me :)

    mia mamma non fumava non beveva etc. a 63 anni ancora bella.
    mio babbo 3 pacchetti al giorno, vino, superalcolici, mangiare robe…ha quasi 84 anni.
    e allora ti vien da dire che se è il momento non guarda mica in faccia :)

  14. può anche succedere di smettere, avere i nervi e l’iseria e le crisi di astinenza per un po’ di tempo e poi bon, passa tutto e hai smesso.
    a me è capitato, saranno sette otto anni fa, non mi ricordo manco più.
    ti dici ok, smetto.
    ma non premeditato, altrimenti non vale: noi siamo furbi e l’autoinganno riesce perfettamente.
    devi prenderti alla sprovvista, mentre sei distratto.
    ah, non credo che il fumo sia un antidepressivo, ero triste uguale anche quando fumavo.

  15. Oh Remo… Mal comune,mezzo gaudio.Io ho dovuto fare un figlio, per smettere con le mie ROnhill verdi…non dico che mi manchi,ma sai, a volte il profumo dei sigari lo seguo anch’io.

  16. anche io ho smesso tre volte, seriamente.
    un anno, qualche mese, un anno.
    ma non riesco a ricordarmi “non fumatore”; rivedo i momenti di astinenza, rivedo i momenti in cui ho ripreso a fumare; insomma: mi sembra d’aver sempre fumato.
    sprattutto quando scrivo…

  17. Io ho provato a fumare. Avevo 13 anni, mio padre aveva lasciato sul tavolo il suo pacchetto di Nazionali senza filtro. La prima mi seccò la gola, la seconda me la bruciò. Però sentivo dire che fumare era piacevole, e insomma non riuscivo a credere che tutta quella gente fosse rincoglionita dalla pubblicità… qualcosa doveva esserci, no? E allora mi fumai anche la terza, ma la mia gola ormai era così irritata che non fu per niente piacevole.
    Fu l’ultima, per il resto della vita. E fu una lezione: potevano esistere delle esperienze cui non avrei mai avuto accesso, forse mi mancavano gli organi di senso adeguati. Quella lezione mi venne utile un quarto di secolo dopo, quando fu il mio turno di avere organi di senso fenomenali per esperienze cui molti altri non avevano accesso – non come me, non compromettendo l’esistenza come facevo io.
    Strane cose.

  18. ecco, io ti leggo e mi dico: questo è scrivere. io dovrei smettere subito.

    per il fumo, invece. anche io a 12. erano marloboro.
    poi, per la gestazione e l’allattamento, ho spurgato circa tre anni, ché mi dispiaceva farle del male.
    poi. poi ho deciso di morire.

    un caro saluto, remo.
    simonetta


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