vivere con lentezza: vera

Una valle isolata dal mondo, che non sembra vera.
Dopo un rifugio e la chiesetta e un parcheggio per una decina di auto inizia un vicolo: porta a piccole frazioni, dove vivono poche anime, tutto l’anno.
Il vicolo è stretto, c’è neve, mi chiedo, ma quanto è lontano, da qui, un pronto soccorso?
Invece di chiedermi chiedo: Ma se qui a uno viene un infarto…?
Non mi fanno finire. Ridendo mi dicono: Muore.
Arriverà l’elicottero, penso (sempre che il cellulare prenda, perché qui i cellulari prendono e non prendono).
Vedo dei bambini giocare a pallone, parte del terreno è sterrato, parte è sterrato con neve.
Si sente, non lontano, il rumore dell’acqua di un ruscello.
Forse qui è difficile morire di infarto.
Perlomeno da giovani.
Parlo con una donna, ha un bimbo piccolo, mi dice che è suo figlio, io, ingannato dal suo abbigliamento da casalinga trasandata, dai suoi capelli un po’ sfibrati e che comunque non conoscono né parrucchiera né tinta, pensavo fosse la nonna.
S’invecchia come una volta, qui.
Qui, una vita fa, arrivò un poeta pazzo d’amore, Dino Campana. Cercava Sibilla, tra questi sentieri.
Lo vedo correre, seguito dallo sguardo lento della gente, qui: ché qui tutto è lento.  Lontano.

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime
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3 risposte a vivere con lentezza: vera

  1. aitan ha detto:

    Accidenti, m’è venuta voglia di rallentare…. E sono già in ritardo.

  2. Cinzia ha detto:

    Lunedì sono stata in un posto simile,mi son posta le stesse domande,davvero un’altra dimensione.tanto tempo fa provai a vivere in un posto isolato,non resistetti molto.Bisogna nascerci o volersi ritirare dal mondo,credo.
    una via di mezzo è quello che fa perme
    Buona giornata*

  3. morenafanti ha detto:

    Vorrei abitare in un posto simile. Basta pensare che Dino Campana cercava colà la sua Sibilla Aleramo…
    Oppure si potrebbe iniziare a pensare la vita in modo diverso, anche abiatndo dove siamo. Io credo di farlo già da tempo

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