io penso che la vita è una molto triste buffoneria

Vivo a Roma quanto più posso ritirato; non esco che per poche ore soltanto sul far della sera, per fare un po’ di moto, e m’accompagno se mi capita, con qualche amico: Giustino Ferri o Ugo Fleres. Non vado che rarissimamente a teatro. Alle 10, ogni sera, sono a letto. Mi levo la mattina per tempo e lavoro abitualmente sino alle 12. Il dopo pranzo, di solito, mi rimetto a tavolino alle 2 e mezza, e sto fino alle 5 e mezza; ma, dopo le ore della mattina, non scrivo più, se non per qualche urgente necessità; piuttosto leggo o studio. La sera, dopo cena, sto un po’ a conversar con la mia famigliuola, leggo i titoli degli articoli, e a letto. Come si vede nella mia vita non c’è niente che meriti di essere rilevato: è tutta inferiore, nel mio lavoro e nei miei pensieri che… non sono lieti. Io penso che la vita è una molto triste buffoneria, poiché abbiamo in noi, senza poter sapere né come né perché né da chi, la necessità d’ingannare di continuo, noi stessi con la spontanea creazione di una realtà (una per ciascuno e non mai la stessa per tutti) la quale di tratto in tratto si scopre vana e illusoria. Chi ha capito il giuoco, non riesce più ad ingannarsi; ma chi non riesce più ad ingannarsi non può più prendere né gusto né piacere alla vita. Cosi è. La mia arte è piena di compassione amara per tutti quelli che s’ingannano; ma questa compassione non può non essere seguita dalla feroce irrisione del destino, che condanna l’uomo all’inganno
Luigi Pirandello, 15 ottobre, 1924

(Quando scrisse questa lettera, Pirandello aveva 57 anni, essendo nato nel 1867. Dieci anni dopo riceve il Nobel per la letteratura. Muore nel 1936: chiedendo di essere avvolto in un lenzuolo bianco e di non essere ricordato nei giornali).

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

5 thoughts on “io penso che la vita è una molto triste buffoneria

  1. Questa lettera spiega, in poche righe, ciò che si tenta vagamente di capire nel corso di una vita intera, quasi sempre senza riuscirci.

  2. Una tristissima lettera per una poetica dell’umorismo e della disperazione, che sono due regioni pericolosamente confinanti.
    Pirandello, un grande che amo dai tempi della scuola. Leggete le novelle… resta poco da scrivere una volta che le abbiamo sottomano.

  3. Incredibilmente proprio l’altro ieri avevo preso in mano un opuscolo critico su “Il fu Mattia Pascal” che il prof. di italiano mi aveva fatto comprare per gli esami di maturità nel lontano 1993 e che non avevo più aperto da anni. Indovinate un po’? Mi era capitato di leggere proprio questa letterae avevo annotato la frase del titolo. Incredibile coincidenza.

  4. Pingback: Nomadi « currenti calamo

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