I cinesi-napoletani

L’altro giorno parlavo con un ambulante.
Mi ha detto che lui si trova bene, anzi benissimo, con ambulanti africani, russi, albanesi eccetera.
Mi fa: Tutte minchiate quelle della Lega. Vado a comprare le sigarette e loro mi guardano il banchetto, e sono tranquillo, sai?
Poi riflettendo sull’argomento e temendo di non aver detto tutto tutto, aggiunge: Sai con chi non mi trovo bene?
No, dico io.
Coi cinesi, fa lui.
Ah, dico io.
E lui: E sai perché non mi trovo bene con i cinesi?
No, dico io.
Grattatina alla testa, accensione di sigaretta, sguardo perplesso.
Poi fa: Come faccio a spiegarmi.
Pausa.
Poi finalmente: Ah sì ho trovato: sono un po’… napoletani.
Ah.
Mica tutti però, conclude.
(E i cinesi un po’ romagnoli, invece?, mi son chiesto).

questa cosa qua me l’ha fatta venire in mente questo post di Giulio Mozzi.

Annunci

6 pensieri su “I cinesi-napoletani

  1. ah beh, ecco.
    è possibile che questo signore abbia trovato solo cinesi con uguale modo di fare e che li abbia assimilati al comportamento di certi napoletani da lui conosciuti, e che, nella sua mente, abbia costruito un ‘gruppo’ omogeneo in cui incasellare le persone per luogo di nascita.
    è forse una tendenza diffusa e non riscontrabile solo in questi casi. si tende a etichettare ogni persona, dividendendola in ‘categorie’, cosa che a me non è mai garbata.

  2. E’ anche un problema di chi non ha molti strumenti linguistici (culturali?) per ersprimersi. O no?

    Però, non è che per non “generalizzare”, non si può dire un’opinione, secondo me.
    Perché allora sbaglierebbe anche questo signore qui:

    Vi siete mai chiesti perché l’Italia non ha avuta, in tutta la sua storia- da Roma ad oggi- una sola vera rivoluzione? […] Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi. Romolo e Remo, Ferruccio e Maramaldo, Mussolini e i socialisti, Badoglio e Graziani.[…] Gli italiani sono l’unico popolo (credo) che abbiano, alla base della loro storia ( o della loro leggenda) un fratricidio. Ed è solo col parricidio che si inizia una rivoluzione. Gli italiani vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere altri fratelli.

    (Umberto Saba- Scorciatoie e racconini- Mondadori- 1963)

  3. Questa faccenda l’ho capita a poco più di vent’anni. Facevo Ingegneria a Bologna e conobbi una ragazza indonesiana cattolica, ospitata in un collegio religioso. Si chiamava Teresa. Le chiesi quale era stata la difficoltà più grande che aveva incontrato nell’amibientarsi in Italia. Rispose: “Distinguervi l’uno dall’altro e riconoscervi, proprio come faccia. Per molti mesi mi siete sembrati uguali l’uno all’altro “. Non mi stava prendendo per i fondelli, per lei era stato proprio così, cosa che a noi sembra incredibile. Tale e quale come succede a noi con i cinesi, i giapponesi, gli indonesiani etc etc. Prevale la somatizzazione (non so se è la parola giusta) di tipo generale su quella individuale e su questo si creano una serie di pregiudizi che poi è molto difficile schiodare. Ci sono delle specificità storiche ed etniche, ma la soluzione è in quel grande motto del Musée de l’Homme di Parigi (una visita che consiglio a tutti): “Tous parents, tous différents”. Lì non si fa dello sterile buonismo, ma ci sono una serie di misurazioni anche sofisticate per stabilire la probabilità di appartenenza etnica, e quando, come è capitato a me, ri senti dire che il risultato è che sono uno svedese (statura), un turco (colore degli occhi) etc etc etc ti senti parente e differente. O mamma mia, che bella cosa, questa famigliona planetaria!

    grazie Remo e saluti
    Solimano

  4. L’ignoranza è come le bugie: ha le gambe corte. E coi preguidizi si va poco lontano, anzi. Sono convinto che l’umanità esiste solo nella molteplicità e diversità delle varie etnie e razze umane. Se non esiste rispetto e apertura mentale non esisterà mai integrazione.

  5. … anche perché ” l’altro” muta in continuazione: Prima i meridionali, poi i marocchini, poi i senegalesi, quelli però sono gentili mentre i nigeriani sono più cattivi per non parlare degli albanesi e gli slavi, tutti avanzi di galera ma poi arrivano i rumeni, tutti zingari ( gli zingari poi sono un caso a parte perché mettono d’accordo più o meno tutti) e i cinesi che non si integrano ( ne conosco un paio che parlano in romagnolo meglio di me)
    Un giorno discutevo con un collega meridionale, residente a bologna che difendeva alcune tesi della lega dando la colpa di tutto agli stranieri e gli ho detto scherzando: ” guarda che se se ne vanno poi ricominciano con i meridionali” lui mi ha risposto: ” ma noi eravamo un’altra cosa, noi venivamo a lavorare mica a stuprare e a rubare”
    Il problema sta nel fatto che abbiamo sempre bisogno di trovare qualcuno che nella scala gerarchica sia sotto di noi, questo forse ci fa sentire meglio oppure è solo mancanza di voglia di conoscere l”altro perché per conoscere ci vuole tempo e fatica, molto meglio trovare una scorciatoia soprattutto se si è lasciati soli ad affrontare i problemi che un afflusso così importante di persone, per forza di cosa, crea…
    stefano

  6. La pizzeria sotto casa mia (all’inizio di viale monza a milano) stata ceduta l’anno scorso dalla famiglia napoletana, che l’aveva in gestione da anni, a una famiglia cinese. Vi assicuro che le pizze sono rimaste identiche …

    un abbraccio
    Donatella

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...