2010

Auguro a tutti un sogno,almeno uno.(lo auguro a quelli con la maiuscola, neli link di questo blog,  persone che ho conosciuto; lo auguro, un sogno, a tutti quelli con la minuscola, che ho conosciuto o qui o su mail o via cavo telefonico; lo auguro a chi passa di qui, e non lascia segni.

lo auguro, insomma.

e lo auguro anche a me stesso, ché ci son stati giorni senza sogni e senza speranza, e non va bene, no).

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37 pensieri su “2010

  1. Il mio più affettuoso augurio perché il tuo 2010 sia sereno. In questi momenti credo che la serenità sia proprio ciò di cui tutti abbiamo più bisogno.
    Grazie e buon anno.
    Annarita

  2. Auguri, Remo (anzi remo, per il momento ;o), auguri a te a tutti i tuoi lettori, auguri di desideri che si realizzino (perché i sogni questi sono, no?, desideri da realizzare).

  3. Grazie, Remo…
    Siamo morti quando non riusciamo più a sognare.
    E ricorda che la tua riserva di sogni, nonostante i giorni neri, è ancora piena…
    Maria Lucia.
    Un abbraccio a te, Francesca e i Bassini tutti…
    :-)

  4. Sognare…. ancora. Un mondo possibile…. contro il Nulla
    Resitere resistere resistere

    Un caro augurio anche a te
    Paola

  5. Augurinfiniti Remo!
    [che per quanto lunga per quanto fonda sia la notte, l’alba sempre arriva. E compensa. Con neonata speranza].
    e tutta l’energia che serve per tradurre in realtà i sogni di tutti!

    Nel Grazie

  6. Le nascite mi emozionano sempre. Sono emozionata e felice per voi al tempo stesso.
    Il 2010 sarà certamente un bellissimo anno.
    Auguri e un bacio
    Sgnà

  7. Buon anno a te, a Francesca e a tutti coloro che ti sono vicini.
    Speriamo che il 2010 sia l’anno del SOGNO e che il SOGNO si avveri, per tutti noi.
    Un abbraccio
    Lory

  8. E’ un bellissimo augurio. Per ricambiare ti regalo una pagina del mio ultimo romanzo: Teresa dei ricordi.
    “Ricordati, la nostra vita è fatta di sogni, il giorno che smetti di sognare smetti di vivere” .
    “Cosa sogni adesso nonna?” chiedevo guardandola mentre stava seduta, le spalle ricurve, le mani abbandonate nel grembo, gli occhi persi tra le righe delle mattonelle.
    “A volte sogno una musica che si alza nell’aria, si infila dentro il mio petto e mi fa piangere di malinconia, a volte sogno di camminare in mezzo ad un bosco, sento le foglie secche che scricchiolano sotto le scarpe e raccolgo un riccio con la sua castagna. Altre volte sogno la neve che si posa leggera sulle mie labbra e io corro, corro, corro e poi mi lascio cadere su quel manto bianco e osservo i fiocchi danzare nell’aria, aspiro il suo profumo e resto immobile fino a diventare neve. Poi si alza il vento, non c’è più la neve, il vento mi porta il profumo del gelsomino, della rosa selvatica e dei gigli bianchi posati sull’altare davanti al Santo. La musica della banda irradia una giornata di sole. E’ bello il vento, mi porta sulla montagna, in riva al fiume, dietro le porte delle case, da Vittorio che mi sorride. A volte sogno di te che diventi grande e cammini libera per le strade, lo sguardo fiero e le spalle forti, la testa piena di sogni. La gente ti vede passare e si sposta, c’è chi ti regala un fiore, chi una nota, chi un sorriso, chi una lacrima, chi una parola, chi un sussurro, chi un sospiro. Tu raccogli tutto con le mani aperte e regali loro un sogno. A volte ti confondo con me stessa, d’altra parte abbiamo lo stesso nome e gli stessi occhi”.
    Le sue parole mi giungevano ovattate, chiudevo gli occhi e camminavo nei suoi sogni.
    “Nonna e ho le scarpe rosse, e suono nella banda?”
    “Le scarpe rosse? Non hanno le scarpe rosse quelli della banda!”
    “Ma è un sogno nonna! Io suono il trombone e ho le scarpe rosse e quando le appoggio per terra fanno un fragore di tuono o forse è solo il tamburo, e io sono davanti a tutti e faccio la marcia e ho le scarpe rosse e il gonnellino a pieghe bianco e suono il trombone” “Ma è troppo grande!”
    “Nonna è solo un sogno!” Allora abbassava le palpebre, restava in silenzio un attimo poi, con voce calma, chiara e profonda “Mentre mi guardo allo specchio un colpo di piatti e uno di tamburo mi giunge dalla strada “la banda, è arrivata la banda!” Corro giù per le scale, corro su per la salita, il sole mi picchia sulla faccia, i balconi si aprono, i bambini sciamano sulla via “La banda, la banda è arrivata la banda!!” Corro, corro sui ciottoli neri, la musica si avvicina, è dietro l’angolo! Vedo spuntare un paio di scarpe e sono rosse, delle scarpette rosse che si alzano e si abbassano, prima l’una e poi l’altra. Bum! Bum! Bum! batte il tamburo e sopra le scarpe rosse come il fuoco, due gambette magre e un gonnellino bianco, e poi un trombone, ma … chi suona il trombone? Bum! Bum! Bum! mi avvicino, ancora più vicino, non riesco a vedere chi suona il trombone, così grande, enorme, che copre tutta la faccia e i capelli e le orecchie. Il trombone sulle scarpette rosse scuote l’aria, la rivolta, fa correre i bambini, affacciare le donne, incuriosire gli uomini, sbalordire i vecchi, scappare i gatti, ringhiare i cani, volare via gli uccelli e io mi avvicino, mi avvicino, sono a due passi, mi tappo le orecchie, “bum! bum! bum!” spio dietro il trombone …. ma … è la mia piccina … la mia piccola Teresa!”. Mentre lei parlava io per la stanza marciavo e suonavo il trombone, e soffiavo, soffiavo, soffiavo, fino a quando sfinita mi buttavo per terra e con gli occhi aperti verso il soffitto vedevo i balconi aprirsi, le donne affacciarsi, le nuvole nel cielo, il filo della corrente che lo divideva, da una parte svettavano le cime dei camini, dall’altra un volo di rondini disegnava l’azzurro.
    Mi piaceva molto quel gioco, il gioco dei sogni, perciò non volevo mai che finisse.
    Un abbraccio Lucia

  9. Oh oh, nel mio status su facebook, poco fa, parlavo proprio di come sia necessario comunque sognare per il futuro e quindi per il 2010.
    Auguri sinceri, Remo, per un 2010 che ti approssimi sempre più ai tuoi sogni.

  10. Un duemilaedieci splendido per te e per tutti perchè oggi si può pensare in grande, anzi si deve sognare, sperare, credere nel futuro. Rita

  11. Grazie Remo. Ci pensavo proprio l’altro giorno, al fatto che ultimamente ho perso di vista i miei sogni e non li so riconoscere più. E pensavo proprio che la prima cosa da fare in questo nuovo anno è ritrovarli. Ti leggo sempre ma non commento quasi mai anche perché non ho granché da aggiungere ai tuoi post, ma ricambio gli auguri e siccome mi sembra di capire da alcuni commenti che nella tua famiglia è in arrivo uno dei Sogni più belli che si possano realizzare, mi sembra che questo 2010 per voi parta bene :-) Auguroni a te e tua moglie :-)

  12. A tutti quelli che non trovano più i loro sogni, a quelli che li hanno perduti, auguro quest’anno di trovare una ‘lanterna da sogni’.
    Perchè forse si sono solo nascosti.

  13. Prima ci sono i bisogni, e c’è poco da fare, si deve soddisfarli, in genere col lavoro, ma non è detto e sempre meno lo sarà.

    Poi ci sono i desideri, e l’uomo è un essere di desiderio. Occorre perseguirli, in genere nel tempo libero, e sempre più lo sarà.

    Poi ci sono i sogni. Nei sonnellini dopo pranzo o di notte. Vabbè, aiutano a conoscersi meglio, ma se non è zuppa è pan bagnato. Ne ho trascritti 1000, bastavano 300. E i sogni da svegli? Desideri senza patente di circolazione.

    E la speranza? I buddisti zen dicono che è una trappola di tipo furbo, che impedisce la consapevolezza attiva e organizzata nel presente, l’unico tempo che c’è. Credo così anch’io.

    Auguro a Remo Bassini e a tutta la compagnia un 2010 ricco di desideri consapevoli e ben finalizzati.
    In allegria umorosa ed amorosa.

    Primo Casalini (Solimano)

  14. Bello iniziare l’anno con lo slancio rinnovato verso il sogno e la speranza. Grazie, Remo, rimbalzo il tuo augurio invitante a te e alla comitiva riunita qui.

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