mi nasconda la notte (Sandro Penna)

Mi nasconda la notte e il dolce vento.
Da casa mia cacciato e a te venuto
mio romantico antico fiume lento.

Guardo il cielo e le nuvole e le luci
degli uomini laggiù così lontani
sempre da me. Ed io non so chi voglio
amare ormai se non il mio dolore.

La luna si nasconde e poi riappare
– lenta vicenda inutilmente mossa
sovra il mio capo stanco di guardare.

Sandro Penna

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8 pensieri su “mi nasconda la notte (Sandro Penna)

  1. Notte – sogno di sparse
    finestre illuminate.
    Sentire la chiara voce
    dal mare. Da un amato
    libro veder parole
    sparire… – Oh stelle in corsa
    l’amore della vita!
    (Sandro Penna)

  2. nel buio mi consolo.
    nascondo le ombre
    – unghie che graffiano
    la luce della luna-
    e avvolgo di me
    la parte più chiara
    in quel pensiero
    che fa tremare il cuore

  3. fu un maestro per molti che, poi, ebbero anche maggior fortuna della sua e/o maggior visibilità. che possano essre stati al suo livello, però, ho dei dubbi. non per invadenza, ma per notizia, segnalo che Azimut ha pubblicato un’antologia intitolata “Roma per le stade”. Racconti in cui ciascun autore “viaggia” per Roma, sia nello spazio che nel tempo. Vi compare il racconto di Dacia Maraini nel quale ricorda le sue serate romane con Moravia e Sandro Penna.

  4. splendida questa tua scelta, remo
    anche Pier Paolo Pasolini artista “politico”, amava il lirismo di Sandro Penna
    e qui il lettore fa vibrare i versi
    dopo qualche vicissitudine da assestamento lavorativo riesco a tornare sui blog prediletti.
    Qui sono Paolo Ferrario, ma tu mi conosci come Amalteo
    buoni giorni

  5. Meraviglioso, adorato Penna…molto molto amato da Pasolini sì….

    Mi perdo nel quartiere popolare
    tanto animato se la sera è prossima.
    Sono fra gli uomini da me così
    lontani: agli occhi miei meravigliosi
    uomini: vivi e chiari, non valori
    segnati. E tutti uguali e ignoti e nuovi.
    In un angolo buio prendo il posto
    che mi ha lasciato un operaio accorso
    (appena in tempo) un autobus fuggente.
    lo non gli ho visto il viso ma i suoi modi
    svelti ho nel cuore adesso. E mi rimane
    (di lui anonimo, a me dalla vita
    preso) in quell’angolo buio un suo onesto
    odore di animale, come il mio.

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