due recensioni

Due recensioni, oggi, Una scritta da me: in assolutà sincerità e ammirazione per la bravura (ché io ho pudore a usare il termine “talento”, non sapendo di preciso – io naturalmente – cosa esso sia) di Luigi Bernardi (che poi ho conosciuto e l’uomo e lo scrittore, in lui, coincidono), e l’altra , sul mio libretto Tamarri, scritta mesi fa da Maria Antonietta Pinna su Via delle belle donne.

Senza luce, di Luigi Bernardi*

Un paese qualsiasi in una serata qualsiasi. All’improvviso succedono due cose. Qualcuno spara e la luce va via. Se va via la luce non c’è internet, non c’è la tv, al bar non si può più giocare a carte o a biliardo. E insieme alle torce si accende, o si riaccende, qualcos’altro, magari covato da una vita. Qualcosa che rodeva e che aveva bisogno dei buio, che protegge o fa paura, dipende, per esplodere. Ma succede anche che certe cose proseguano, come se nulla fosse. Bernardi, che per scrivere Senza Luce è partito da un fatto vero (la polizia che chiede all’Enel di interrompere l’erogazione di luce perché c’è un pazzo che spara) narra e, chiaro, da scrittore, amplifica, semplifica, esaspera se serve. Il medico del paese ha una tresca con una donna sposata? Niente di strano. Corna e tresche del mondo: una storia infinita. La variante è: il dottore in questione suggerisce alla moglie del cornuto di far fuori il marito con piatti ad alto contenuto zuccherino…

Senza Luce di Luigi Bernardi non è né un giallo né un noir: è qualcosa di più. È un grande romanzo. Non spiega, racconta. E raccontando, invita al gioco: immaginare che. Un grande romanzo, dicevamo. Che si può leggere a due velocità. In fretta, come chiedono i noir che hanno ritmo. Lentamente, come si gusta un classico. Ogni pagina è un piccolo gioiello di scrittura. Bernardi ha un dono: non si scrive addosso. Non usa metafore o frasi con effetti speciali così da dire al lettore, Guarda come son bravo. Con una scrittura musicale, Bernardi racconta facendosi da parte. E le parole diventano stati d’animo, colori, immagini, diventano la pioggia che cade, il sedere e il seno di Loretta, la padrona del bar, diventano paura e nostalgia.

(questa recensione è apparsa sul Corriere Nazionale).
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Tamarri, remo bassini

Recensione
scritta da Maria Antonietta Pinna

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

3 thoughts on “due recensioni

  1. Ma che bella la tua recensione del libro di Bernardi! Lo vorrei proprio leggere. Me lo segnerò.
    La recensione di Tamarri, invece, l’avevo già letta.

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