Pubblicato da: remo | 5 ottobre 2009

c’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria?

Quando ero piccolo mio padre mi portava al fiume. C’era tante gente, c’erano i bagnini, c’erano le barche che ti portavano da una riva all’altra, c’era, insomma, una città che aveva il suo fiume.
Una manna dal cielo, specie per le famiglie più povere, magari senza auto.
Se qualcuno allora avesse detto, mentre con i salvagenti fatti con le camere d’aria noi ragazzi si faceva il bagno, o mentre i grandi preparavano i panini e le acque viscì, se, dicevo, qualcuno avesse detto che quell’acqua era già avvelenata, un po’ a causa dell’industrializzazione, un po’ a causa dei prodotti altamente nocivi usati e abusati dagli “agricoli”, sarebbe stato considerato un guastafeste.
Andava tutto bene.
A volte non va bene che ci dicano le cose come stanno.
Nuoce gravemente alla salute lo leggiamo nei pacchetti di sigarette. Dovremmo leggerlo anche nelle marmitte delle nostre auto.
Sembra che Geronimo abbia detto (e ne sono passati di decenni): Uomini bianchi, morirete sommersi dai vostri rifiuti.
Detto questo.
Un tempo l’acqua: e ora il fiume è solo un ricordo. La città ha un fiume da sentire e da vedere, ma da temere anche.
Anche l’aria si sa, è già inquinata.
Quanto lo sarà domani?
A chi interessa c’è questa cosa qua (grazie Roby).
http://www.cambiamoaria.org/index.php

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Responses

  1. Un’osservazione piccola piccola.
    Pur non conoscendo il fiume di cui lei sta parlando, penso che nel 1960, 1962 diciamo il “suo” fiume non fosse, neppur lontanamente, paragonabile ai mefitici corsi d’acqua attuali.
    Il punto di svolta, se così posso chiamarlo, io lo colloco attorno al 1965- 66.
    Nelle piane del Reno era tutto un ribollìo, un’affiorare di pesci impazziti, di lasche, a tonnellate, pance all’aria.
    Enormi carpe annichilite venivano raccolte dai monelli eccitati ed anche un poco spaventati.
    Eccetera.
    Cordialità.

  2. Nel mio fiume (la Sesia, che dà anche il nome al giornale in cui lavoro) si faceva il bagno fino agli anni settanta almeno.
    Andando verso la sorgente, ad Alagna, verso il Monte Rosa per intenderci, bagni e pesci sono di attualità, ancora oggi, per fortuna.
    Nel 1975, a Vercelli chiusero le grandi fabbriche, ma il fiume era già inquinato; erano gli anni, quelli, anche dei diserbanti che, in risaia, uccidevano tutto, ma tutto tutto.
    Solo le zanzare, restano, ormai qui.
    buone cose charlus


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