Pubblicato da: remo | 9 settembre 2009

bastarde dentro: le donne

Immaginatevi la scena: cascinale patriarcale nella campagna toscana, una sera d’estate. Una ventina di persone, dopo cena, scendono sull’aia, a prendere il fresco, parlare.
Tra i venti ci sono anche tre parenti, che vengono dalla città: padre, madre, bimbo di 7 anni, bimbo che – piccolo particolare ma importante, ai fini del colpo di scena racchiuso da questa storiella – che, dicevo, era reduce da un intervento chirurgico: circoncisione.
Son lì, i tre, per le ferie.
Ecco, la gente ride e scherza, che è presto ancora. E i ragazzi, son tutti cugini e cugine, corrono e si fan dispetti e cani e gatti girano al largo, troppi rompicoglioni, stasera, sull’aia.
D’un tratto il cittadino di sette anni riceve un invito: Che si va in camera nostra a saltare sui letti?, gli propongono tre cugine, grandicelle (dai dodici ai quattordici).
Lui ne è felice, e accetta.
E vanno nella stanza, dove ci son tre letti; che bello, il cugino di città può saltare da un letto all’altro, cosa mai fatta, ché si è sempre accontentato di provare, clandestinamente, ovvio, i molloni del letto matrimoniale di mamma e papà, poi si diverte tanto ma tanto, che le tre cugine (di campagna), anziché saltare, fanno le sceme ai bordi del letto, cantano, ballano, gli dicono “oh che bravo che sei”.
Dopo un po’, mentre il ragazzo cittadino, tutto sudato, sta continuando a saltare, le tre sono esauste e sedute, su un letto.
Senti, che t’han fatto male all’ospedale quando t’han messo a posto il gingillo?, chiedono.
Un po’, risponde lui saltando.
Senti, ma adesso l’è più bello di prima?, domandano ancora.
Boh, risponde lui, sempre saltando.
Senti, ma che ce lo faresti vedere?
Non dice niente, lui, saltando.
Però pensa che lui, in sette anni di vita, non ha mai visto com’è fatta una passera (sì, certo, ha spiato la zia a un’altra cugina dal buco della serratura, ma ha visto poco e soprattutto ha visto in fretta: ché se la mamma si accorge son botte, o grane comunque) e che forse è giunta l’ora di vederla davvero, e da vicino, una passera, proprio stasera, proponendo – quindi – un baratto.
Io ve lo fo’ vedere, voi però, dopo, me la fate vedere.
Sì dice una: Dice sì anche l’altra. Pure la terza lo dice.
Il cugino di città, a questo punto, non ci pensa due volte: e alza il sipario… calando i calzoni, solo che…
Solo che li tiene calati poco, lui, i calzoni: le cugine di campagna, infatti, ridono. E lui capisce che ridono e sa bene che rideranno ancora di più: quando scapperanno fuori dalla stanza mentre lui, rincorrendole, sta dicendo, “M…. fammela vedere, E….. fammela vedere, A… fammela vedere”.
Poi dicono che delle donne bisogna solo dir bene: puà…

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Responses

  1. Vita vissuta? (*___^)

  2. eh

  3. tre contro uno, non vale.

  4. ma la cosa potrebbe anche essere rovesciata (esclusa la circoncisione, ovvio). nel qual caso, si direbbe: “bastardi dentro: gli uomini”
    :-)

  5. se si ha la fortuna di non dover mai pagare, “essa” è il divertimento più sano ed economico. altro che la settimana enigmistica!

  6. chissà se da lì a 10, 15 anni sarebbero ancora scappate ridendo…

  7. Malandrine…
    Ma loro forse erano già troppo grandicelle per questo piccolo cittadino curioso.
    Buona giornata:)
    Sgnà

  8. ma come si farebbe da grandi senza questo ripo di ricordi! sul subito certo, però…

  9. Ahhh…, le guerre tra i sessi! ma che sarebbe senza?
    Comunque avrai imparato già da allora che le coalizioni femminili son perniciosissime per noi maschietti.
    Vale anche all’inverso, certo, ma in questo caso le coalizioni maschili o non si formano proprio oppure facilmente trascendono nella criminalità sessuale.
    Noi non conosciamo mezze misure, insomma.

  10. oh, ma che bella l’immagine dell’header!
    vorrei passeggiare lì.

    buona giornata remo :-)


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