Pubblicato da: remo | 2 agosto 2009

aquattromani: 27

SEMPRE LA SOLITA STORIA


Una precisazione: queste righe nascono dalla necessità di rispondere al vile attacco verso il Paese perpetuato a opera di Beppe Pazzinovi. Vorremmo dire, prima di tutto, che quanto affermato nelle sue recenti dichiarazioni non corrisponde minimamente a verità: non sono sussistite irregolarità e intimidazioni alla popolazione durante lo svolgimento delle ultime elezioni. Dunque Pazzinovi deve smetterla di chiederne la nullità e di ostinarsi, giorno dopo giorno, a minare la stabilità della Nazione accusando la classe dirigente del Governo di efferatezze e prepotenze a danno del popolo italiano. Sempre la solita storia. È infatti noto che Pazzinovi farcisce i suoi discorsi di menzogne utilizzando quella retorica comunista con cui sono soliti esprimersi i nemici dello Stato, coloro che operano per far precipitare l’Italia nell’anarchia e nella confusione. La verità è che il gruppo di sovversivi, di cui Pazzinovi fa parte, appoggia l’invasione del suolo nazionale a opera di torme di stranieri senza scrupoli, che cercano rifugio tra le nostre terre dopo essere stati ripudiati dalle loro, e vorrebbe far credere che i gruppi di Milizia volontaria per la sicurezza nazionale rappresentino un’usurpazione della libertà. Questo gruppuscolo di eversivi vorrebbe eguagliare in diritti, ma non in doveri, gli appartenenti a religioni destabilizzanti, incitando all’odio razziale verso gli italiani cristiani e cattolici, e si applica per infangare il nome e l’onore nonché la memoria del nostro Paese e della sua storia secolare. Per questo l’opposizione fomenta le infanganti dicerie sul Capo del Governo attribuendogli una condotta non corretta. Non vogliamo qui soffermarci sulle ridicole voci che questi signori e i loro amici della stampa estera stanno cercando di far circolare e che non sono degne di minima considerazione. È più importante ribadire che il cittadino italiano non deve e non può credere alle irresponsabili accuse lanciate contro le leggi approvate da questo Governo per la riforma elettorale, la sicurezza del Paese, la sua ripresa economica, lo sviluppo, l’apertura alla modernizzazione dei trasporti, del sistema sanitario, dell’istruzione, per la lotta alla malavita, all’anarchia. Pazzinovi, che osa definirsi “democratico e socialista”, continua a insinuare che il nostro Governo sarebbe capace di atti di violenza contro l’opposizione e contro i falsi testimoni assoldati da questa e lo accusa di orientare l’opinione pubblica per ottenerne il consenso manipolando i mezzi di comunicazione. Tutto questo proprio quando l’Italia, dopo anni di incertezza e di lotte intestine, si trova finalmente tra le salde mani di chi saprà traghettarla oltre le difficoltà economiche e politiche promuovendo la conciliazione delle forze sociali, finalizzata allo sviluppo della produzione, e ponendo ai vertici dei valori la Nazione e lo Stato. Ricordiamo che il Capo del Governo è stato scelto da una maggioranza schiacciante di italiani. Quando prese la decisione di scendere in campo fu indistintamente seguito, da nord a sud, come un nuovo unto del Signore da tutta la cittadinanza che aspettava una forza capace di prendere le redini di questa Nazione. Le opere già attuate dal Governo, che i suoi nemici accusano di essere atti fittizi di mera propaganda, stanno a testimonianza di quanto gli stia a cuore il benessere di tutti gli italiani. E quando gli oppositori affermano che il potenziamento delle nostre milizie implichi un desiderio guerrafondaio, mentono sapendo di mentire. Tale potenziamento, infatti, è solo preventivo. Ma la destabilizzazione del Paese non passa solo attraverso le accuse e le menzogne. Essa si manifesta anche nelle insane proposte di considerare uguali persone che vivono nell’illecito e nell’immoralità accusando proprio di ciò la nostra classe politica, sfruttando la virile prestanza e la naturale galanteria di chi ci rappresenta. Ma noi non ci stiamo. E l’indignazione che ci invade davanti a certi scritti, massicciamente distribuiti alla popolazione e che potrebbero farla cadere in errore, ci ha condotto a impugnare la penna per smascherare i nemici dello Stato. Primo fra tutti quel Pazzinovi che sia dagli scanni del Parlamento che dalle colonne dei fogliacci comunisti attenta alla dignità del Paese. Il deputato faccia attenzione alle persone con cui si accompagna. Riveda le sue posizioni prima di cadere vittima delle sue stesse malsane alleanze. Apra gli occhi e riconosca di essere stato strumentalizzato da forze estere che mirano al controllo del Paese. Personalmente non abbiamo nulla contro il deputato Pazzinovi che reputiamo vittima della propaganda sovversiva bolscevica. Di questi tempi, in cui l’Italia si sta rialzando dopo essere stata duramente colpita, è ancora più impellente la necessità di unire le nostre forze per ricostruire.


Onorevole Mario Farinata di Roma, membro della Federazione Nazionale Fascista, Responsabile delle Comunicazioni e della Propaganda, 6 giugno 1924

Annunci

Responses

  1. quanta gente al mondo mente sapendo di mentina.
    Vado in piscina, con Crepet.

    Ciao

    MinCulPop
    Che sembra ed è una brutta parola.

  2. Mah…. Tutta ‘sta propaganda…

    PerpetUato oppure perpetRato? A me parrebbe la seconda. Opinione personale, comunque, sia chiaro….

    Anarchia = confusione?
    Beh, sto leggendo un saggio in cui l’anarchia porterebbe al Paese tutto quello di cui necessita, soprattutto ordine e moralità. Scritto da Errico Malatesta, un sovversivo in piena regola. Che se ci leggesse ora (noi, qui, in questo contesto), riderebbe come un pazzo….

  3. diciamo che come metafora di critica a un regime preferisco Orwell, va’

  4. Perdonatemi, pezzo banale, superficiale, scontato e a tratti confusionario.
    Periodi lunghi, qualcuno farraginoso.
    Idea per nulla originale.
    La comoda ed abusata accusa di fascismo oramai sta diventando l’alibi per giustificare l’inerzia (per non dire l’incapacità, l’incompetenza e la scarsa conoscenza della storia) di chi dovrebbe fare opposizione.
    Una insalata estiva condita di luoghi comuni.
    L’Italia di oggi non la fanno solo i politici, ma anche e soprattutto i cittadini.

  5. Mi sembra che fu grazie alla non inerzia di pochi che fu evitata la rovina di molti…
    Direi che aquiparare il ventennio berlusconiano a quello fascista dovrebbe allarmarci, invece…
    Il pezzo devo dire che mi ha impressionata. Impatto emotivo, mimesi linguistica…

  6. L’inerzia è quella di oggi, accompagnata da incapacità e incompetenza. Si privilegia il gossip.
    Il paragone con il fascismo è quanto di più superficiale e sbrigativo possibile.
    Le idee latitano a sinistra, troppo occupati a stampare nuovi numeri di novella 2000 (su cui però non compaiono tutti i fatti di Bari, solo alcuni).

  7. E se avessimo dovuto sperare solo sui “pochi”… allora si buonanotte.

  8. Buono, credibile, scritto con un linguaggio che non ci appartiene e che invece si situa perfettamente nella retorica del 1924. Qualcosa su cui riflettere. Non è un racconto, quindi non lo pongo tra i miei primi sei (a mio parere, ovviamente), ma mi piacerebbe al momento di impaginare l’e-book se questo fosse una specie di prologo all’Italia descritta dai nostri racconti. Ci sta tutto e lo dico con la morte nel cuore.

  9. Dimenticavo, i miei preferiti restano questi:

    1) Paradiso perduto (la classe operaia non va mai in paradiso, ma si suicida sotto le ruspe del centro commerciale)
    2) Passaggio epocale (una buona fotografia di come siamo oggi)
    3)Miracolo italiano (l’Italia del GF e degli incidenti sul lavoro coniugata con originalità)
    4) Davvero. Nel sogno (il titolo ci azzecca poco, ma il racconto è una telecronaca appassionante)
    5) Come corpo morto (l’Italia dei nuovi poveri, con dignità)
    6) 2 Italians (scontro barbone-spocchioso, vince lo spocchioso ma non è così che va il mondo?)

  10. No, questo come prologo non lo voglio.
    Scherziamo, vero?

  11. Un prologo come si deve:

    l’elogio dell’Italiano nell’andare in soccorso del vincitore, da sempre;
    saper protestare ma soltanto ognuno pro domo sua;
    riempire piazze per ogni leader e vuotarle se il medesimo cade in disgrazia si chiami Mussolini, Craxi o Pinco Pallino;
    aderire con entusiasmo esagerato ad ogni moda americana ( sia che venga da destra che da sinistra), da buon suddito;
    sputare regolarmente in ogni piatto in cui mangi ( dall’America dopo la guerra al mondo sovietico anche se foraggiò il PCI per decenni);
    mostrare il pisello da buon amante latrino per affermare l’identità;
    fare strada con la fessa ( dalla fabbrica alla politica, trasversalmente ai partiti, vogliamo stendere l’elenco delle amanti in carriera degli Assessori per ogni Comune o Provincia :-)?;
    la mafiacamorrandrangheta sopra le parti e su tutto il territorio sparpagliata ( ma i cui capi sono assai vincoli), stategicamente spartita tra governo ed opposizione.

    C’era una erre di troppo? No.

    Eccolo, il prologo.
    Ed anche l’epilogo.
    Il Paese dei Cachi.

  12. Tralasciando Elio e le storie tese, anche se il paese dei cachi ci sta tutto, l’argomento è stato trattato restando in superficie, d’altra parte cosa si vuole da un racconto di poche battute.
    A me non dispiace, è pur sempre un memento ad hoc.
    Almeno per chi non vuole fare come gli struzzi.
    Certo che se ne è scritto o se ne può scrivere meglio, ma non così succintamente.
    Le 4mani sono in simbiosi.

  13. Molto omogeneo, scritto bene e realstico, anche se non è un racconto. Mi piace.

  14. Nulla da eccepire sulla qualità della scrittura.
    Lascia perdere Cafiero e Malatesta, Paola.
    Han fatto una brutta fine buggerati dai loro. Come sempre.

  15. Mi è piaciuto il linguaggio

  16. La classifica di Laura Costantini è anche la mia.
    Niente altro! :D

  17. 31 luglio 1923. Ermenegildo Gallardi, dalla prima pagina del giornale La Sesia, sfida a un comizio pubblico un importante gerarca fascista, tal cavalier Belloni

    «… Io ho fiancheggiato il movimento fascista del Vercellese quando era ancora un’esigua e coraggiosa minoranza; mi sono appartato da esso quando gli si avvicinarono i pescicani, gli imboscati, gli arrivisti, gli ambiziosi, i plutocrati, i falcioniani, i contumaci dell’ora del dovere.
    Potete far venire a Vercelli due, tre, diecimila squadristi, dalla provincia e fuori: ed io non tacerò. Venga adunque il manganello, l’olio di ricino non è più di moda. Ma badate: bisogna picchiare sodo: perché la testa è dura e perché se mi lasciate un filo di fiato me ne servirò ancora.
    Propongo al cavalier Belloni una equa soluzione della nostra vertenza. Facciamo un bel comizio pubblico in piazza, col patto civile della libertà di parola. Il pubblico non mancherà. Vuole? O preferisce il manganello che crede più persuasivo?

  18. L’Italia di ieri, Remo.
    Se poi la propaganda politica la vuole sbolognare come Italia di oggi…
    Di mezzo son trascorsi decenni.
    Tutto quel che c’era da crollare è crollato, nel frattempo. Niente torna indietro.
    E’ anche vero che aveva ragione Vico.cORSI E RICORSI.
    La storia si ripete?
    Lei sì, io no.
    Quanto mi resta da vivere? Di buono, dico, non da peso morto.
    Non a sufficienza per non pensare che a questo mondo tutto e dico tutto sia una FARSA. Tanto vale recitarla sul serio.

  19. insomma. bel linguaggio ma non è un racconto mi pare

  20. Sono perplessa.
    Da una parte mi piace lo stimolo alla discussione che un pezzo del genere può far scaturire, ricordo un passaggio di Calamandrei in relazione alle riforme Gelmini particolarmente calzante, (certi rimandi e riferimenti storici non così lontani, li ritengo molto importanti per cercare di comprendere ciò che viviamo ai giorni nostri) dall’altra però, proprio perchè da tempo sento ripetere le solite cose, spesso farcite di luoghi comuni, avrei preferito un aggancio e uno spunto più originali, più illuminanti. Poi non mi pare definibile, questo, un racconto. Non brutto però.
    Sgnapis

  21. non male il linguaggio, non un racconto in senso stretto.
    PS non facile un racconto in 5000 battute, il limite ha portato molti ad “inventarsi qualcosa”.
    PPS io spero ancora che la storia ripeta in farsa…


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: