dunque

siamo a 26, ne mancano tre, di raccontiaquattromani.
– Sempre la solita storia.
– Da padre in figlio.
– Tomas senz’acca.

qualche cifra.
l’anno scorso i racconti furono 27.
due in più quest’anno.
Non so dire se i migliori di quest’anno son belli come i migliori dell’anno scorso, o viceversa. Ma quest’anno – credetemi – è migliorata la qualità. Non per altro: nella scorsa edizione non dico che feci degli editing, ma delle correzioni, anche laboriose, delle bozze sì. Quest’anno quasi nulla. L’anno scorso qualche bestialata la corressi.

Poi. Qualcuno temeva (giustamente) un calo di interesse dopo che i giurati han detto “via dalla pazza folla”.
Non è così. Oggi c’era il triplo dei visitatori di quando ho postato i primi racconti (io penso che Face sottragga, ma penso anche che Face abbia un effetto moltiplicatore), oggi c’erano gli stessi visitatori di quando, l’anno passato, postai “adesso si vota”.
Fu il giorno record di visitatori.

Poi.
Se mi sentissi all’altezza di valutare i racconti direi: Decido io chi sono i sei migliori, e se a qualcuno non va bene lo dica, che tolgo il racconto che mi ha mandato.
Certo, ho commentato, e ci mancherebbe, e ho pure partecipato, ma tenendo conto (anche) dei commenti poco lusinghieri che io e la mia socia abbiamo ricevuto, non mi metterei di sicuro tra i sei eletti.
Non faccio l’unico giurato anche perché non sono un esperto di racconti, come lo è invece la mia amica Barbara Garlaschelli, e soprattutto: non ho né tempo né voglia.

Finiti di postare i racconti dirò chi sono stati gli autori.
Le biografie e il metodo di lavoro verranno inseriti se la mia amica “t” avrà voglia e tempo di fare l’ebook come l’anno passato.
Altrimenti creerò una pagina con tutto: racconti e biografie.

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28 pensieri su “dunque

  1. Lo faccio volentieri, Remo.

    Saranno le ore troppopoche di sonno ma non ho capito se Barbara Garlaschelli l’hai nominata come esempio di esperta lettrice o che tu l’abbia nominata giurata unica.
    Se così non fosse, e fossi in te – e considerato tutto – inserirei i racconti nell’ordine in cui tu li hai postati. Che poi è circa l’ordine cronologico con il quale ti sono stati inviati.

    Sarebbe bello se Mario Bianco avesse voglia anche quest’anno di fare l’immagine della copertina. Perciò faccio un appello:
    Signore Maaaaarioooooo!!!!
    :)

  2. Bene.
    Giuria?
    Composta da chi?
    Ci votiamo da soli, escludendo il proprio, alla fine della fiera?
    Ordine di apparizione?
    Ordine alfabetico?

    Qualità: i racconti sono comparsi corretti, quest’anno e lo scorso anno, anche se Remo dice grazie ad un lavoro di correzione. La qualità mi pare la stessa.Gli svarioni di carattere storico e geografico di quest’anno, ad esempio, non li ho notati in passato.

    Semmai il tema era meno netto e le possibilità interpretative vaghe, quest’anno mi pare ci sia più coesione per tematica.

    L’Italia di oggi c’è, come c’era in bene ed in male anche nei commenti.

  3. ho fatto questo post per dire due cose.
    i racconti da postare.
    che non c’è un calo di interesse: c’è stato un bel passaparola in rete, con, negli ultimi giorni (prima e dopo la polemica sulla giuria) un numero di visitatori altissimo, mai registrato (da 1800 a 2300; l’anno passato ce ne furono 1700 quando si votò, “durante” si era sempre sotto ai mille).
    poi.
    la giuria non c’è.
    c’era, non c’è più.
    e si procede così. e un po’ mi spiace.
    votare come l’anno scorso non se ne parla.
    sarebbe carino, ma ci sono due controindicazioni.
    la prima.
    perché devo andare in giro col pc quando sono in ferie a far di conto quando mi è passata la voglia?
    lo feci l’anno passato.
    mi arrivavano i voti, io ero a marsiglia, ogni tanto mi fermavo, cnteggiavo, postavo.
    lo feci volentieri, l’anno passato; quest’anno non lo farei volentieri.
    secondo motivo.
    non si farà una votazione finale per rispetto nei confronti di aitan e stefania mola e gloria pozzo.
    pure a loro è passata – giustamente – la voglia.

    loro – lo ricordo – avrebbero dovuto dare scegliere sei racconti, un primo (6 voti), un secondo (5), fino ad arrivare a un sesto (1 voto).
    i partecipanti, invece, chi voleva, avrebbe dato 1 solo voto (al miglior racconto).

    in pratica: la maggior parte degli aventi diritto al voto aveva – sancito da una legge non scritta – anche diritto di commento: esattamente come è successo per la prima edizione.

    mercoledì scorso scrissi ad aitan, tieni duro, continua a far parte della giuria.
    poi ho staccato la spina dal pc, e sono andato da un amico, a torino.
    quando son tornato ho visto che Aitan, giustamente, aveva comunicato di non voler far più parte della giuria.
    di notte ho fatto, in extremis, un altro tentativo.
    ho chiesto a stefania mola e gloria pozzo di votare anche per aitan.
    a quello che avrebbero ritenuto il miglior racconto avrebbero dato 9 voti anziché sei, al secondo 7,5, fino ad arrivare al sesto, 1,5.
    Stefania Mola, giustamente, ha preferito ritirarsi e Gloria Pozzo ha tirato un sospiro di sollievo.
    per me la composizione della giuria resta quella.
    aita, stefania, gloria più i partecipanti: 1 voto al miglior racconto.
    la giuria non c’è più, si va avanti senza giuria.

  4. ho partecipato a numerose iniziative di questo tipo, anche perché sono abituato a scrivere velocemente. il risultato, poi, è quel che è, ma sono sicuro che se a scrivere un racconto ci impiegassi una settimana invece di un quarto d’ora, le cose non cambierebbero. le iniziative, dunque, nelle quali non sia scoppiata almeno una polemica le posso contare sulle dita di una mano. qui, per una serie di circosatanze riguardanti la giuria, è successo un bel casino. polemiche degne di miglior causa, secondo me, anche se posso comprendere le ragioni di chi le ha sollevate. E’ un gioco, questo, ma le regole ci devono essere: poche e chiare fin da subito.
    Se uno incassa la quaterna quando fa ambo, persino la tombola natalizia diventa fastidiosa.
    Immagino che remo non ne abbia voglia né tempo, ma per quanto riguarda me potrebbe fare tranquillamente lui il giudice unico.

  5. io non concordo con enrico gregori.

    qui, per una serie di circosatanze riguardanti la giuria, è successo un bel casino. polemiche degne di miglior causa, secondo me, anche se posso comprendere le ragioni di chi le ha sollevate.

    qui è successo solo che non c’erano regole riguardo i commenti: l’unica regola l’aveva sancita la consuetudine.
    io – responsabile dei racconti a quattro mani – non avevo detto nulla in merito ai commenti.
    ho solo chiesto che gli autori restassero anonimi.
    aitan poteva commentare, così come si è sempre fatto, qui.
    aitan ha fatto commenti positivi e negativi.
    per UN commento negativo è nato tutto un gran casino che io, proprio mercoledì scorso, non ho potuto gestire, perché sono lontano dal pc un intero pomeriggio.

    le regole sono paturnie, e basta.
    l’anno passato c’era la regola delle 5mila battute, qualcuno sfiorò, io chiesi di lasciar perdere: mai fatto il vigile e mai lo farò.
    l’anno scorso c’era la regola che TUTTI i partecipanti votassero.
    non fu così.
    pensai che si potesse procedere lo stesso.
    quest’anno per un comento è saltato tutto: ma scherziamo?

    se io mercoledì pomeriggio ci fossi stato avrei detto alla signora Eva Carriego ora basta: o accetti Aitan come giurato oppure sei libera di togliere il tuo racconto.

    qualcosa di analogo lo feci l’anno passato. solo che avvenne in privato, con una mail, e quindi, ora, non lo racconto.

    mi spiegate, poi, perché è stato solo contestato aitan e non stefania mola.
    anche stefania ha fatto dei commenti, alternati a dei silenzi.
    emblematici.
    però non andava bene aitan, già perché non andava bene quel suo commento: perché aveva scritto questo è un racconto così così; avesse scritto “che bello” figuriamoci se.

  6. Io concordo con Remo U___U. Anche secondo me se Aitan avesse scritto un commento positivo a quel tale racconto il casino che ho letto non ci sarebbe stato. Mah!

    P.S.
    Remo ti devo rispedire le biografie mie e della mia socia?

  7. Remo,
    potevo dirtelo in privato, invece te lo dico qui: sottoscrivo ogni tua parola. Sono intervenuta due volte manifestando apprezzamento (per due racconti che sono tra i miei 7 con un “sì” pieno e incondizionato). Due commenti positivi più un’osservazione buttata lì per un terzo racconto in cui i più discutevano animatamente sul fatto che non ci si capisse nulla (e non era vero).
    Sottoscrivo soprattutto perché sei tra i pochi che danno un peso anche ai silenzi e all’astensione.
    E aggiungo che mi dispiace molto questo epilogo, per tutti coloro che hanno partecipato con lo spirito che a questa partecipazione si doveva, riponendo fiducia nelle tue scelte.

  8. La reverendissima Carriego ed il suo socio non spiegheranno mai e mai e mai il perchè della loro polemica.

  9. Per quanto mi riguarda, l’avevo già scritto in occasione di “QUEL” commento della signora Carriego, Aitan aveva “cassato” anche il racconto mio e di Mario. Eppure non ci vedevo nulla di male nella sua partecipazione in giuria.
    Speravo che questo contesto fosse un’occasione di confronto amichevole e di unità, ma così non è stato.
    Purtroppo, come ho già scritto, di scontri ne vivo già a sufficienza ogni giorno, e per cose davvero serie.
    Questo, lo ribadisco, pur nella sua serietà era un gioco e come tale andava preso.
    Ma, evidentemente, alcuni personaggi dovevano riscuotere SOLO consensi, possibilmente all’unanimità. Come i bambini che non accettano che NON gli si dica “Ma come sei bravo, ma come sei bello”. Uguali. Altro che asilo, i bambini dell’asilo sono molto più giudiziosi.
    Si sono sentiti toccati nella propria perfezione, povere stelle….

    Beh, fortunatamente la mia vita è altrove. Per altre persone, evidentemente non è così.
    E ci abbiamo rimesso tutti, grazie alle “seghe mentali” di qualcuno.
    Per la copertina, consiglierei una bella immagine di persone che litigano. Credo che sia la migliore rappresentazione sia dell’Italia di oggi che di molti partecipanti a questa rassegna.
    Umiltà, che parola sconosciuta, in certi frangenti….

  10. devo essermi espresso male. aitan aveva commentato alcuni racconti (anonimi). se avesse fatto parte della giuria, li avrebbe “ufficialmente” valutati, ma sempre anonimi sarebbero stati. quindi, un suo eventuale cambiamento di opinione in merito a un racconto, sarebbe avvenuto in base a una rilettura più attenta e non per essere venuto a conoscenza degli autori. per me, quindi, aitan, stefania e gloria potevano tranquillamente comporre la giuria. visto che però è saltato tutto, ho detto che remo, per me, potrebbe (volendo) esprimere la propria opinione sui racconti. se non altro, credo, le discussioni e le polemiche si sposterebbero sul piano della scrittura abbandonando quello delle regole. le quali, remo, è vero che sono paturnie. ma è anche vero che la loro assenza o il loro cambiamento in corso d’opera, le paturnie possono farle venire. magari non a me, non a te, non a mio zio. ma a qualcuno sì, e va compreso.

  11. 1.Premetto e ridico, insensatamente, che era meglio non trasformare la raccolta Italia di oggi a quattromani in un concorso.
    E’ inutile dire che la vita è tutta un concorso, ovunque ci sono vinti e vincitori, perché non è così in assoluto. Ci sono talvolta persone appassionate alla narrativa che fanno fuoco e fiamme (sul web) per premi Streghe & Viarreggi & varie, tuonano su case editrici, monopoli, rivalità, grossi nomi e poi qui s’incazzano fieramente per bazzeccole di critiche o giudizi sui loro scritti.
    2.Visto che concorso era ed è, mi andava benissimo a genio Gaetano come giudice, perché è capace, onesto e sagace ( criticò giustamente, con agudeza, il testo di Fem e mio)
    Ciau nè

  12. enrico, non trovo più la mail di una paturnia dell’anno passato.
    diceva pressappoco così.
    tu remobassini.punto.com hai detto che si sarà una votazione finale, dove verranno espressi i migliori sei. perché la signora laura costantini viola questa regola esprimendo valutazioni in itinere?
    risposi.
    dal momento che io gestisco tanto il blog quanto i racconti a me va bene che laura costantini faccia così, è vero, deve esprimersi alla fine, ma nessuno (cioè io) ha mai scritto che non può farlo prima.
    poi.
    qualcuno mi ha chiesto.
    posso fare editare il mio?
    poi.
    qualcuno mi ha chiesto.
    posso partire da un racconto già apparso qui o qui e lavoraci con un socio?
    poi.
    qualcuno ha (giustamente) osservato e chisto.
    dal momento che alcuni scrivono e altri sono dilettanti perché non fare due classfiche seperate?
    allora, le regole ci sono e sono poche e sono chiare.
    una c’era, sancita dalla consuetudine della prima edizione (il contrario, insomma, di quanto lamentato da eva carriego): che chi vota può anche commentare.
    altrimenti, sarebbe da invalidare anche la prima edizione.
    mi veniva chiesto – in buona sostanza – di togliere dalla giuria chi aveva un peso specifico maggiore (voto da 6 a 1), ma di lasciare tutti gli altri (1 voto per ogni partecipanti).
    una regola più bislacca di così è dura da inventare.
    sarebbe stato più corretto (e sincero) dire: Aitan non mi piace come giurato, capisce un tubo, ha bocciato il mio racconto, mi ritiro.
    (il bello è che a mio avviso il racconto di eva carriego ed eventounico era un gran bel racconto, e son quasi convinto, conoscendo gli altri giurati, che sarebbe rientrato nelle loro corde).
    e poi sinceramente – scusate la lamentazione – dirmi Cerca un altro giurato è stata anche mancanza di rispetto nei miei confronti.
    Questa cosa qui la faccio volentieri: finché non la percepisco come una perdita di tempo.
    Cercare un’alternativa ad Aitan sarebbe stato:
    1, non giusto
    2, una perdita di tempo.
    poi – e la finisco e non torno più sull’argomento – a proposito di paturnie che vanno comprese.
    ho un lungo elenco di persone che, tanto l’anno passato quanto stavolta, si sono lamentate: di commenti che ci andavano giù pesante, troppo pesante.
    io penso che il commento pesante e duro magari ci possa essere: ma dopo aver conosciuto chi ha scritto il racconto.
    perché occorre fare tanti distinguo.
    uno, ci sono coppie di persone che già scrivono, hanno pure pubblicato, e si intendono (un esempio su tutti, Laura e Lory)
    due, ci sono persone che non si conoscono ma che comunque hanno esperienze di scrittura (evento ed eva; io e irene; enrio e gaja; piera ventre e calma; elena e bobboti).
    tre, ci soo invece coppie di persone che non si conoscono e che non hanno esperienze
    quattro, ci sono coppie composte da una persona avvezza alla scrittura e una no
    cinque, c’è chi si cimenta per la prima o seconda volta…
    non era una regola, ma ho chiesto moderazione, sempre.
    che faccio l’arbitro, tiro fuori il cartellino giallo o rosso?
    ho detto almeno dieci volte che questo blog è come una piazza, per me.
    senza vigile.
    libertà di intervenire, vomitare, star zitti.
    ho finito, ora.
    e sull’argomento non torno più.

  13. mi ero persa tutto ‘sto pistolotto finale.
    No, io il giudice unico sull’autoerotismo NON lo voglio fare…:-)))
    Ci vuole qualcuno più ferrato sull’argomento.
    Come siete complicati, ragazzi.

  14. [questo è un silenzio: quello che dovevo dire l’ho detto ed ho anche cercato di spiegarlo; mi spiace per chi è rimasto male; mi spiace altrettanto per chi (che pure dichiara amicizia ed ha spesso commentato da me) non ha concesso il beneficio del dubbio a certe affermazioni; mi spiace per altre cose e prima o poi le chiarirò direttamente con l’interessato; mi spiace per tutti coloro che si accaniscono non sapendo cosa fare perchè vedo solo due possibilità: restare o ritirarmi, ma ho scelto la prima e di più non posso oltre quello che leggo – la pena deve essere commisurata al delitto]

  15. Da parte mia nessun accanimento.

    Mi sarebbe piaciuto leggere le risposte di Eva Carriego (e da lei, e lei ben sa perchè le vorrei leggere, visto che adesso si sono capovolti i ruoli) ai quesiti di Remo, che restano irrisolti.

    Nessun delitto, ci mancherebbe.

  16. il tuo silenzio evento: è il silenzio di almeno altri trenta, a disagio come te e come me.
    penso che l’errore, ora, sarebbe proseguire.
    buone cose a tutti

  17. Ora fuori i nomi, leviamo il coniglio dal cappello.

    Ho scherzato, fino ad ora, tranne nel commentare racconti, alcuni, che mi “prendono” per argomento, per esperienza diretta ( che mi siano piaciuti o meno). Ebbene: sì, lo scorso anno ho avuto l’impressione che qualcuno fosse a conoscenza di chi avesse scritto alcuni racconti e che tutto, alla fin fine, servisse da vetrina ad alcuni scrittori pubblicati.Più altrove che qui, a dire il vero. In altri cosiddetti concorsi, tant’è che preferisco la rassegna. Ne ho fatta una a cui hanno partecipato 45 persone, sul mio blog, 46 con me stessa, pur essendo nessuno.
    Il concorso tuttavia è più divertente, crea quel marasma da “isola dei famosi” senza spostarsi da casa, che fa storcere il naso a chi si ritenga superiore alle nefandezze televisive. Di fatto ci si comporta allo stesso modo.
    Il concorso vivacizza. Attrae visitatori, è innegabile. Crea malumori e litigi, io stessa ci sono cascata più volte, qui e là.
    Le regole vanno proposte sul momento e non in itinere e saranno in ogni caso contestate.
    Siamo dei malmostosi esibizionisti o non scriveremmo.
    Se si proclama giudice supremo il blogger, c’è chi lo accuserebbe di voler strafare.
    Se si sceglie una giuria, qualcuno ne metterebbe in dubbio l’onestà o il credo.
    Se ci si vota da soli, sorge il dubbio che si favoriscano gli amici.

    Tutti quanti però, se partecipassimo a concorsi ufficiali sapremmo che: le giurie sono di parte, le case editrici si spartiscono il bottino, la politica ci mette non solo lo zampino ma tutto un quarto di bue.

    E allora che si fa?
    Si protesta dove si può, tra noi, tra persone che scrivono per diletto o per mestiere pur non essendo noti all’universo mondo.
    Baruffe di periferia, che tuttavia dovrebbero unire, non separare.
    Io mi auguro che qui, un giorno, qualcuno dei presenti sia acclamato come scrittore dell’anno per poter dire: eravamo “amici di blog”! L’ho conosciuto, ci siamo anche presi per i capelli o un po’ in giro.
    Faccio periodicamente pubblica ammissione di scetticismo, è vero. In tale atteggiamento è contenuta tuttavia una buona dose di sostanziale benevolenza.
    Siamo personaggi di un’unica commedia, la vita.

    Abbraccio finale.Io sono così.

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