Pubblicato da: remo | 29 luglio 2009

la giuria

Gaetano “Aitan” Vergara (www.aitanblog.splinder.com), insegnante di spagnolo, un tempo animatore teatrale, scrive, disegna e suona vari strumenti per diletto. Si occupa anche di nuove tecnologie per alunni e docenti delle scuole di Stato.

Gloria Pozzo, giornalista (La Stampa) è soprattutto una lettrice. E’ stata editor di una grande casa editrice, ha collaborato con un’agenzia letteraria.

Stefania Mola (SqulibriLeggo per trovare domande) è blogger ed editor. In rete ha recensito centinaia di libri e collaborato con diversi siti, letterari, storici, artistici. Lavora nell’editoria, vive di libri insomma.

Ecco i tre giurati. Ognuno di loro darà 6 voti al miglior racconto, 5 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al quinto, 1 al sesto.
Nessuno di loro sa chi sono gli autori dei racconti.
Tutti i partecipanti, se lo vorranno, potranno dare 1 voto al miglior racconto.
Il voto sarà espresso pubblicamente, qui, nei commenti.
Il giorno 30, alle ore 21, scade il termine per partecipare. Ma il giorno 30 potrebbe essere che io abbia ancora dei racconti da postare, e quindi comunicherò per tempo quando votare.
A uno dei giurati (Aitan), che parte ad agosto, farò leggere prima, per posta elettronica, gli eventuali raccontiaquattromani in coda. Se non potrà intervenire nei commenti, ripoterò io i suoi voti.
Torno a ripetere: è un gioco serio, ma non prendiamolo troppo sul serio.
Libertà di giudizio, va bene, ma con garbo, se potete.
Grazie.

Racconto epocale
Da padre in figlio
Sempre la solita storia
Un racconto di cui non ho il titolo
Queste è quanto bolle in pentola: ho, per caso, dimenticato qualcuno?

Annunci

Responses

  1. Bene, sono contenta, uno di questi blasonati giurati ha dato già un giudizio assai poco lusinghiero sul racconto del mio socio e mio.
    Comunque non è un problema, anzi: saperlo prima, a volte giova.

    Credo sorga un problema di incompatibilità.

  2. Penso che lo stesso blasonato giurato, cara Eva, sia lo stesso che ha espresso un giudizio non proprio lusinghiero sul mio e quindi non penso proprio che mi inserirà nei sei; non solo, un altro o altra giurata ha, come il primo, manifestato forti perplessità sul racconto che ho scritto io con una socia, quindi son messo peggio.
    E comunque: due di loro hanno commentato, scrivendo, non avessero scritto non sarebbe cambiato nulla e quindi penso siano compatibili.
    ciao eva

  3. Credo che tutti i racconti, con i rispettivi autori, rientrino in giudizi (negativi o non positivi) già espressi dai giurati. Il mio è fra questi.
    Il fatto che si tratti di un contesto “giocoso” e che la graduatoria abbia scopo esclusivo per l’impaginazione toglie qualsiasi ombra di irregolarità.
    Nessuno vince il Nobel, né ottiene premi in denaro, per intenderci. Non scanniamoci per delle sciocchezze. I veri problemi della vita sono ben altri.

  4. Se avessero scelto me come giurata avrei fatto una strage. Ce ne sono pochissimi “in tema”, grammaticamente corretti, comprensibili e verosimili.

    Vedremo l’occhio attento e critico della triade cosa deciderò.

  5. urca..che emossiùn.

    E adesso guardo cosa hanno detto di me, i blasonati succitati, ché son curiosa ‘me na scimmia.

  6. per remo:
    la mia proposta è che alla fine, oltre a rendere noti i nomi degli autori dei racconti, si renda noto anche il nome di chi commenta.
    io sarò la prima :)

  7. Concordo!

  8. Non sono d’accordo sul metodo, Remo (poco caro, in questo momento, visto il tono canzonatorio che stai usando).
    Quando dico blasonati, intendo veramente blasonati, non c’era affatto sarcasmo nell’aggettivo. Il fatto che un giurato abbia commentato in maniera non benevola anche il tuo 4mani non lo mette certamente al riparo dal vizio di forma (e perché mai dovrebbe?), come suol dirsi.
    Ne faccio una questione di metodo, spero tu capisca che essere o meno tra i primi sei possa essere per me di non vitale importanza.
    Il gioco dev’essere una cosa seria: se no, non mi diverto più.

  9. non volevo essere canzonatorio con te, eva (cara?), e la questione me l’ha posta proprio il succitato giurato, dicendomi, Ma ho già commentato, per iscritto.
    Io gli ho detto, Va bene lo stesso, ché se non avesse commentato per iscitto ma solo nella sua mente – a me pare – nulla sarebbe cambiato.

  10. Cara Morena, cara FEM (e altri e altre),
    mi chiamo Teréz Marosi, sono ungherese, ho 51 anni e qualche blog – oltre a OS che non è “mio” – ma vi chiedo il permesso di non nominarli ché poi qualcuno dice che sono a caccia di visitatori ;-)

    …e venerdì sera, benché libera, non esco con te, caro AND, abbi pazienza, perché… come dire? “impegnata altrove”.
    O volevi soltanto un consulto sull’editing del tuo/vostro racconto?
    :))

    (sii buono, non rispondere; anch’io torno nel silenzio che a volte non mi contraddistingue)

  11. Se la Carriego non rientra almeno al primo posto è tutto truccato.

  12. ‘Io gli ho detto, Va bene lo stesso, ché se non avesse commentato per iscitto ma solo nella sua mente – a me pare – nulla sarebbe cambiato.’

    Questo mi lascia sorpresa, e perplessa.

    Comunque è un gioco e, soprattutto, è casa tua.

  13. cara t. ti ringrazio molto ma sapevo già chi sei.
    e se vuoi editarmi il racconto sei sempre la benvenuta

  14. e, p.s., grazie Remo per la lealtà e la discrezione che ti contraddistinguono.

    Morena, stai scherzando, spero :)))

  15. i giurati
    li ho scelti perché a) sono persone serie e preparate e b) non conoscono gli autori dei racconti.

    ho chiesto ad altri, ad altri (lucia marchitto) per esempio non ho avuto tempo di chiedere.
    ma dal momento che non ho mai né detto né scritto che i giurati non dovevano commentare non mi pare che lo loro nomima sia stata scorretta.

  16. @ T:
    per niente. oltre al racconto avrei anche un testo più corposo :)))

  17. va benissimo

  18. è vero, non lo hai detto né scritto, sei formalmente in una botte di ferro
    te lo ha fatto notare, giustamente, Aitan, al quale qualcosa suonava stonato
    a parer mio a ragione

    bada Remo, che non hai bisogno di elencare gli a e e b dei giurati: a me basta il solo fatto che tu ne sia garante

    se non ché rimane il fatto che uno di loro ha già espresso diversi pareri e che, pertanto, non dovrebbe far parte della giuria

  19. no eva, non mi voglio incaponire a tutti i costi (non ho mai detto questa è casa mia, si fa così).
    ma trovare tre persone preparate non è semplice soprattutto quando non si ha tempo necessario.
    di tempo a questa iniziativa ne dedico abbastanza, almeno due ore al giorno.
    mi piace farlo, mi va di farlo, me la sono voluta io.
    ma per esempio (faccio un esempio) di scrivere mail mirate ad anfiosso o lucia marchitto (o anche iannozzi, che è stato nominato qui, da francesca fem) non ne ho avuto il tempo.

    questa iniziativa è un gioco.
    c’è chi ha scritto per la prima volta.
    c’è chi ha scritto da un letto d’ospedale, o da convalescente.
    c’è chi ha magari sacrificato un po’ della sua bravura per adeguarsi alla scrittura dell’altro.
    c’è chi – e io lo ringrazio – ha voluto offrire un buon prodotto, e io dico che almeno la metà dei racconti sono dei buoni racconti (di questa metà, la maggior parte avrebbero bisogno di un bravo editor).

    c’è stato poi il capitolo commenti e, insieme a quello, il capitolo delle mail che ho ricevuto sui commenti.
    a un certo punto, proprio come è successo l’anno scorso, qualcuno mi ha scritto: scusa ma io non commento più.
    v’è chi invece ha le spalle larghe e se ne frega…

    c’è chi non sopporta (o non ha tempo) di battibeccare su un blog, chi invece (ed è giusto che sia così) lo considera un confronto.

    mi hanno fatto i complimenti perché sono apparso saggio e moderato.
    in realtà in rete lo sembro, ma è una questione di tempo.

    mesi fa è venuto uno scrittore blogger a vercelli, doveva presentare un libro; lui in rete polemizza e manda a quel paese con facilità, io no.
    bene dopo la presentazione succede questo.
    mi si avvicina un signoire e mi rimprovera perché nel giornale che io dirigo non ho pubblicato una sua lettera.
    gli dico, Abbia pazienza.
    mi dice, Ma ha pubblicato anche la lettera di un’handicappata, lei, direttore.
    lo scrittore blogger che spesso polemizza c’è rimasto.
    io che sono così calmo ed equlibrato mi sono messo a urlare e ho grifato a quel tipo che non doveva più rivolgermi la parola.

    se io avessi ore e ore di tempo magari, in rete, sarei meno equlibrato, non so.
    ma è anche vero che una volta Clelia Mazzini scrisse che preferiva i blog e i modi gentili.
    li preferisco anche io (però tollero chi urla, siam mica tutti uguali).
    al giornale però non lo tollero. ho chiesto ai miei giornalisti e alle grafiche e alla sgretaria di essre sempre gentili con chi chiama, anche per protestare.
    credetemi, è una buona formula.
    anche se non con tutti.

    enrico piscitelli, che ha esperienze di editor e ha un blog, due anni fa in puglia mi disse: Mi piacciono quelli che intervengono con i tacchi e fanno interventi fallosi.
    Gli risposi: se serve, preferisco farlo nella vita.

  20. Condivido ogni singolo punto scritto da Remo.
    So che ai più non interesserà, ma l’ho scritto per me stessa (che rappresenta la norma, per me) e per colui che mi ha qui ospitata con gentilezza e tolleranza.

  21. OT
    t, sei la Teréz che dico io?
    Che piacere vederti qui! Ti abbraccio forte.
    Sgnapis

  22. Credo in tutta onestà che Eva abbia ragione. Il giurato che ha già commentato, questo è il punto, esponga pubblicamente le ragione per cui, nonostante ciò, ritiene di poter essere adeguato al ruolo.
    Abbandonare il gioco potrebbe essere una opzione praticabile, ma ritengo che il gesto non verrebbe compreso.
    Tuttavia non mi è chiaro su quali basi si risolve altrimenti la questione che è stata posta. Con un atto d’ufficio, su base dialettica, altro…
    I giochi rischiano di diventare tremendamente seri in questo modo.

  23. ma scusate, che importanza ha se il giurato ha già commentato?
    il suo parere sarà uguale prima e dopo, no?

    a me va bene.
    e poi, se ognuno di noi ha fatto ciò che ha creduto fosse il meglio (e certamente è così).

  24. mi spiace che tu abbia avuto la mail intasata, a volte si è infantili su queste cose

    io ho scritto anch’io commenti fallosi
    un “francamente imbarazzante” su un racconto che trovo realmente francamente imbarazzante
    poi ho scritto un commento sarcastico del tipo” la chiusa non mi piace, io avrei finito con ‘e poi si mise a piovere’ “, dando cosi ad intendere che i feuilleiton mi lasciano perplessa

    non mi piace, perciò ho smesso di commentare, perché ho l’onestà di ammettere che l’anonimato dell’autore mi protegge in qualche modo: ‘dopo magari, chiedo scusa a Gaja, a Rossana, ad Aitan o a chi per loro se il mio commento sul loro racconto è stato sciocco o sgradevole’, mi sussurra una voce

    per altri versi il commento di tutti è stato assai istruttivo: su molti racconti figurano pareri diametralmente opposti, ci sono diversi modi di leggere lo stesso racconto: uno critica l’incipit, l’altro la chiusa, uno dice che non è aderente all’Italia d’oggi, l’altro che è molto aderente; altri si scoprono detectives e riconoscono lo stile (in un racconto scritto a due mani)

    dirò di più, alcuni commentatori, insospettabili perché di essi conosco il mestiere che svolgono, non sanno proprio leggere (per cortesia, accezzione più ampia del termine)

    poi ci sono i troll, che non sonono veri troll, ma che nulla portano in questo contesto perché non toccati dalla fortuna del dono della dialettica

    non ci incaponiamo, no: tienti i tuoi giurati, blasonati foss’anche solo dalla tua tua parola (per quanto mi riguarda bastevole) e usiamo i tacchi nella vita
    fermo restando che il metodo rimane, a mio avviso, annunciato o meno, criticabile

    ps: se penso alla vicenda del bloggher a Vercelli, di cui conosco l’identità e col quale ci siamo non troppo amabilmente mandati a quel paese per ritornare in seguito a rapporti cordiali, mi viene da ridere
    Vi avrei visto francamente a ruoli invertiti: lui con la bava alla bocca e tu nel ruolo di mediatore

  25. morena fanti: si dice pre-giudizio se quel giudice ha già espresso il suo parere in altro luogo; pertanto, se per motivi di giocosità o di pura organizzazione, non può dimettersi, dovrà astenersi dall’esprimere giudizio su tutti i racconti commentati, nel bene o nel male

    sarebbe pregiudizievole, per l’appunto

  26. chiedere scusa è patetico.
    A scuola, io faccio così: correggo un lavoro, una verifica, interrogo.
    Se il voto è pessimo o non è, pur non essendo tale, un giudizio di cui andare fieri, dico *sempre* ( messo per iscritto, anche) : non sto valutando la persona ma il lavoro. Un determinato lavoro, nello specifico. Una prova non eccellente. Nel caso dei racconti, tra l’altro, ci sono elaborati piaciuti molto ad alcuni e poco ad altri.
    Dello stesso autore è possibilissimo che ci piacciano alcuni prodotti ed altri meno.
    Eva: può essere che non mi sia piaciuto il tuo racconto ( che NON conosco),è anche vero che ti ho chiesto l’autorizzazione a pubblicare sul blog cose tue lette altrove.
    L’anonimato mi è gradito.
    La firma fa solitamente seguire lodi sperticate anche se il racconto è mediocre ( e persino commenti anonimi di chi ce l’ha con te per altre faccende).

  27. eventounico,
    aitan è stato il primo a sollevare il problema.
    io ho insistito, poi ha ragione eva, il meccanismo magari è imperfetto.
    ma quando aitan mi ha scritto che forse non era il caso, dal momento che lui già aveva commentato, io mi son chiesto: bene, e se non avesse commentato cosa sarebbe cambiato?
    che avrebbe già una sua classifica, dei suoi giudizi, di cui nessuno saprebbe.
    credo che anche gloria pozzo, altra giurata che vive a vercelli, mi abbia detto qualcosa (che ho dimenticato) su alcuni racconti.
    e poi.
    so anche che aitan e gloria pozzo e stefania mola rileggeranno tutto, da capo.
    andate a vedere cosa successe l’anno scorso.
    alcuni racconti, criticati, poi ottennero consensi anche da chi li criticò.
    bene.
    grazie a tutti, comunque
    (e un “cara” ad Eva, donna impossibile; che dici Eva, ha ragione quindi mio padre quando dici che tra toscani e sardi non corre buon sangue.
    se mi risposo un’altra volta, mi sposo con una sarda, magari di Bitti o di Lula, così poi vedo, tocco con mano, oh sì).

  28. remo: continuate a chiedere ‘cosa sarenbbe cambiato’? verosimilmente nulla
    quello che non accetto è il pregiudizio (che ho riportato più sopra) e che mi meraviglia tu continui ad ignorare.

    il resto è vita, direbbe Costanzo

    Rossà: chiedere scusa sarà patetico per te, e il che non fa giurisprudenza (mentre il pre-giudizio, citando a caso, la fa): a casa mia è invece indice di contezza di sé e di educazione

  29. boh

  30. mah

  31. è un gioco?
    sì.
    è in palio un nobel per la letteratura?
    no.
    che poi letteratura è sempre e da sempre parola molto grossa..

    signori… fa caldo. si prenda questo gioco seriamente ma pure in scioltezza… via…

    (Paola, sempre in moto il pulman?)

  32. eva, per me un giuidizio parziale non è un pregiudizio.
    in aula di tribunale, spesso, si capisce qual è il giudizio parziale del magistrato.
    poi però alla fine, con la riesamina di tutti gli atti, quel giudizio parziale può, a prescindere dalla percezioni delle parti e dei legali, soprendere.
    per assurdo, scrivere “questo racconto mi fa schifo” può concretarsi in “questo è il miglior racconto”.
    ci son di mezzo a) una rilettura b) il contesto, cioè un raffronto con gli altri.
    a volte il silenzio è la peggio bocciatura.
    il meccanismo non è oliato, ed è altamente imperfetto, lo so.
    avrei fatto meglio a decidere subito per una giuria, e magari (o magari no) a dire che questa giuria non dovesse intervenire nei commenti, qui.
    ma vedevo che i miei appelli (facevo nomi e cognomi di possibili giurati) restavano inascoltati.
    per puro caso ho scoperto che le tre persone da me indicate hanno letto tutti i racconti, non conoscono gli autori dei racconti, li considero dei buoni “lettori”.
    dico questo, allora.
    anche l’anno scorso i votanti avevano espresso i loro giudizi parziali, no?

  33. Basta ! Mi sembra che il costo d’ingaggio sia diventato troppo elevato. E’ QUESTA l’Italia, altro che racconti. Qualunque altra parola sono convinto che risulterebbe fastidiosa ed anche un pò polemica. Ergo mi taccio.

  34. Non so se il mio parere può servire a qualcosa, ma se vedessimo questo “concorso” come una sorta di processo, e dessimo a ciascuno un ruolo, riusciremmo a capire meglio se è grave o meno che Aitan abbia commentato i racconti.

    Dal mio punto di vista, questo è un processo simile a quelli che si tengono in Pretura, per reati minori, dove l’organo giudicante è anche colui che istruisce la pratica, cioè è l’accusa.
    Da questo punto di vista, quindi, non vedo che problema possa esserci nel fatto che chi è destinato a giudicare esprima un parere sui fatti oggetti del suo giudizio.
    Ci sarebbe stato “pregiudizio pregiudizievole” (il gioco di parole è voluto) se uno dei giudici avesse espresso dei giudizi, positivi o negativi, su un autore o un altro, prima ancora che questi avesse scritto. In questo caso, si tratterebbe appunto di un pre-giudizio, cioè di un giudizio che si è formato prima di conoscere l’oggetto da giudicare.
    Nel caso specifico, invece, Aitan ha semplicemente anticipato il suo parere, senza con questo andare a modificare il risultato finale.

    Da questo punto di vista, sono molto più pregiudizievoli i commenti degli autori (tra i quali ci sono anch’io) che hanno potuto commentare i racconti altrui senza dover svelare quale fosse il proprio racconto: in questo sì che c’è stato un chiaro pregiudizio, dettato dal fatto che ciascun autore era anche parte in causa.

    Il mio parere, dunque, è che non esista nessun problema nel fatto che Aitan abbia commentato in anticipo; rimane invece un calo di suspense prima della proclamazione del vincitore, che in un blog di aspiranti o conclamati scrittori è un peccato capitale….

  35. vi sembra, putacaso, demodé se a me di questa diatriba sulla giuria me ne importa zero?
    se non altro perché le giurie si dividono in due categorie: quelle intelligenti, se gradiscono il nostro racconto. quelle incompetenti, se non lo gradiscono. e che in giuria ci sia umberto eco o aitàn cambia poco.

  36. a volte mi sembri saggio, enrico

  37. Finalmente. Noi non si aspettava altro che essere considerati intelligenti da 12 persone e incompetenti da tutte le altre (assai di più), ma – ovviamente – questo “esporsi” fa parte del gioco. Peccato sia un “esporsi” sbilanciato rispetto a quello dei partecipanti, rigorosamente anonimo. :)

  38. La Giuria mi sta bene.
    Anche sul pezzo scritto da Paola e me, Aitan ha espresso qualche dubbio.
    Ma come dice la mia saggia suocera: “non possiamo mica piacere a tutti indistintamente. Se fosse così di litigheremmo per gelosia per la stessa donna!” (lei non lo dice così bene, ma il senso è questo). Quindi ben venga ogni giudizio.
    Io avrei un piccolo appunto/suggerimento per le procedure di voto. Sarebbe secondo me più opportuno valutare tutti i brani. In tal modo si otterrebbe giudizio un voto più aderente e tutti i pezzi verrebbero valutati.
    I pezzi cui assegnare 6 sono più d’uno, è innegabile e sarebbe giusto renderne atto.
    Mi chiedo con quale obiettività gli autori potrebbero votare UN solo brano.

    Un appunto pistino per Paolozardi: dall’ottobre del 1989 i Pretori non sono più giudici unici e monocratici e anche loro – che oggi si chiamano “Giudici di Pace” – vedono di fronte a se un Pubblico Ministero che si dedica alla Pubblica Accusa.
    Lo so.. lo so…

    A proposito di caldo. Ieri ero in un centro commerciale. Ho scritto tutto sul mio blog.

  39. ehilà, ciao stefania! ;)) è un piacere ritrovarti!

  40. “a proposito di caldo” è delizioso Mario.
    Lo sai cosa scrivo nelle mie mail, quando inizio con “a proposito…”?
    Proseguo così:
    Hai notato che quando si dice ‘a proposito’, la frase che segue non c’entra nulla con il resto?

    vabbè, è per sdrammatizzare. ho caldo anch’io. e verrò a leggere nel tuo blog. a proposito.

  41. @Mario: purtroppo (e qui si vede la malafede di chi scrive: cioè la mia) lo sapevo, ma non mi andava di rinunciare a quel facile paragone! ;)
    Se usassi l’esempio dell’arbitro in una partita di calcio, giudice monocratico ed inappellabile, sarebbe meglio?

  42. Il tuo concetto Paolo è chiarissimo. Ho solo scritto per dare sfoggio della mia vastissima, per non dire sconfinata e profonda, cultura, per apparire studiato agli occhi della gente e soprattutto per stemperare un po’ i toni.
    A parte gli scherzi, sarò banale ma la mia maggior soddisfazione è quella di avere avuto l’opportunita di misurarmi – assieme ad un’ottima e intransigente socia – con altri bravissimi autori, di livello. Grazie a Remo per avermi dato questa opportunità.
    I commenti: di taluni me ne gongolo, di talaltri me ne impippo bellamente e di talultimi me ne rido sguaiatamente.
    Sono certo che chi voterà userà il massimo dell’attenzione e dell’obiettività. Poi nessuno è perfetto.

  43. Si Gaja. Mi pare inoltre ci fosse una barzelletta la cui battuta finale inizia con: “a proposito di…”.

  44. Trasferiamoci dalle aule di un Tribunale – che Iddìo ce ne scansi – alla sede più mondana di un premio letterario (voglio davverodavvero esagerare).

    Immagina di aver partecipato al Mauriziocostanzosciò in quanto critico letterario
    in tale occasione hai detto: il tal libro mi sembra sostanzialmente una cagata pazzesca
    Subito dopo ti chiamano come giurato allo Strega dove concorre anche il libro da te amabilmente criticato

    Secondo il Zardi non verrai messo alla porta dagli organizzatori e dai partecipanti tutti perché hai solo detto che il libro è una sostanziale cagata pazzesca, mica l’autore, stimatissimo e per altri versi dotato essere umano:
    infatti la giuria è chiamata a esprimere giudizio sull’essere umano, mica sulla sostanziale cagata pazzesca

    sto già iniziando a ridaltarmi dalle risa
    a me basterebbe che tu dicessi: sì, tu ed evento avete ragione, però per motivi organizzativi facciamo diversamente, dài…

    e noi: massì, dài, è un giUoco…

    Invece siamo finiti in Tribunale.

  45. Mariuccio, secondo me volevi scrivere “Morena” e non “Gaja”, vero? un bacio*

  46. @Eva: pensavo fosse evidente il mio tentativo di sdrammatizzare – mi spiace invece che sia stato preso, con un po’ di ingenuità, alla lettera.

    Il tuo discorso, comunque, starebbe in piedi se Aitàn fosse stato scelto come giudice dopo i suoi commenti, non prima. Idem, se chi dice che un libro è una cagata pazzesca fosse stato inserito nella giuria di un premio letterario dopo averlo detto, e non prima. O se addirittura fosse stato scelto come giurato proprio in virtù dei commenti espressi.

    Nel caso specifico – poi mi ritiro da questa polemica – mi pare che Aitàn fosse stato scelto come giudice fin dall’inizio: il fatto che abbia scritto dei commenti durante lo svolgimento del concorso non aggiunge o toglie nulla alla sua obiettività (che, ovviamente, non esiste: stiamo parlando comunque di un parere soggettivi), e non ha alcuna conseguenza sul risultato finale.

  47. un grazie a quei martiri del lavoro che hanno accettato GRATIS di fare da giuria, dopo che tanti avevano rifiutato. Un grazie per la loro pazienza, per il tempo impiegato e per la buona volontà. Credo che lo facciano per la stima che hanno nei confronti del nostro grande Remo che si sta smazzando ‘sta fatica estiva…

    volevo solo sottolineare il tipo di volontariato intellettuale svolto da loro, che non è cosa da poco.

    anche il mio racconto è stato giudicato male da Aitan, ma se penso al giudizio iniziale di Gregori (pessimo) e poi al suo voto finale dell’anno scorso (ottimo), la cosa mi sembra che porti bene (anche se poi credo che il suo giudizio attuale sullo stesso racconto sia ritornato di nuovo pessimo, chissà perché, bho!) ! E poi se non mi vota, pazienza, la cosa che mi interessa di più in questo momento, a esser sincera, è scoprire i nomi degli autori (ebbene sì!!).

    Fra

  48. ok: allora il mio discorso sta in piedi (e non avevo dubbi) nonostante la mia ‘ingenuità’

    L’Aitan è stato scelto dopo aver espresso i suoi commenti, e non prima, Vostro Onore

    (non ci conosciamo, Zardi, se no la chiusa a l mio penultimo commento ti avrebbe aperto nuovi orizzonti)

  49. Si. Gaja, scusa, mi sto spegnendo lentamente. Però vedi che ti penso sempre.

  50. (Io avrei scritto acceZione. La mia maestra delle elementari, santa donna, diceva che ogni volta che troviamo sostantivi con “zio” e “zia” è sempre meglio mettere una sola z).

  51. @Eva: chiedo perdono, non conoscevo i tempi con i quali erano stati scelti i giurati.
    In questo caso, pur rimanendo convinto che questa polemica sia, alla fine, quanto meno sproporzionata rispetto al contesto, ti do atto che il meccanismo messo in piedi dal molto volenteroso (e molto generoso, e molto onesto) Remo offra il fianco ad una critica come la tua.
    Quanto alla chiusa del tuo penultimo commento, se ho fatto bene a considerare “penultimo” sinonimo di “precedente”, mi era piaciuta, e l’avevo apprezzata per i suoi richiami lettari; tuttavia, ammetterai anche tu che qui, se non altro, il Giudice ha un volto.

  52. FORZAELETTROMOTRICE, io non ho capito molto il riferimento a me né su quest’anno né sull’anno scorso. ma ciò premesso, le mie eventuali opinioni (positive o negative) non sono sentenze della Cassazione

  53. ah che bello, ti sei già scordato di tutto! Meglio così :-))

    (mi riferisco al racconto Haynt…. scritto da me -Francesca Magni – e da Andrea Blasina) il riferimento a quest’anno era un mio modo di dire che le opinioni col tempo possono anche cambiare, nulla di personale, era così, per dire in generale…

    cavolo, meno male che sabato vado in vacanza perché fra questo blog e fb + mail che mi chiedono di discutere sulle famiglie arcobaleno (io sono oviamente a favore) ne ho di che occupare il mio tempo (a intervalli di pochi minuti alla volta)…. ;-)

  54. (Chiedo scusa, Remo, ho sbagliato l’URL – o)

    (speriamo questo vada bene…)

  55. Eva: io non chiedo scusa per un giudizio negativo. Posso farlo per un tono ironico oltre misura. L’ho fatto,in passato, perché a volte mi lascio andare. Se penso di avere ragione in qualcosa io non chiederei scusa neppure al padreterno ed ero già così quando la mia statura non arrivava al tavolo di cucina.
    Chi scrive qualcosa solitamente ci crede. A quattro mani a volte ci crede un po’ meno. A volte. Dipende dall’affiatamento. Io e Gaja abbiamo scritto insieme lo scorso anno da estranee molto educate, forse tenendoci i dubbi per noi. E’ stato tuttavia divertente.Quest’anno ho lavorato con un’amica in carne ed ossa ed una conoscenza di web triennale. Con entrambe le persone non si ha paura di dire (reciprocamente): questo passaggio va cambiato.

    Qui in gioco che c’è? Il prestigio?
    L’impaginazione.
    Non mi sembra sia il caso di farsene un cruccio.
    Io non conosco nessuno della giuria.
    Il blog è di Remo, Remo ha scelto.
    Va bene così.

    Se per caso, alla fine della fiera, il racconto che ho criticato di più sarà di un amico reale o virtuale che vuoi che gli dica? Non eravamo in sintonia, forse lo siamo qualche volta, con alcuni mai. Abbiamo una lettura diversa dell’Italia di oggi e probabilmente della vita in senso lato.

    Pazienza.

    Può essere che gli amici abbiano già bannato i miei racconti, qui.
    Può essere che debbano ancora essere pubblicati. Non sono obbligati a trovare buone le mie…creature per forza :-D

    A volte c’è una chiave di lettura politica che a qualcuno può dare fastidio ( a me personalmente, quasi sempre) ma per altri è una ragione di vita.

    Pazienza.
    E due.

    Comunque se i miei racconti non vi piacciono… che vi venga l’orticaria gigante :-)))

  56. Se questi sono i commenti PRIMA del “verdetto”, non oso immaginare cosa verrà DOPO.

    @ Sonia: ho optato per una Ferrari. Molto più veloce e grande sprint per la partenza. Aria condizionata no-stop e motore sempre acceso. Sei pronta? Devo schivare quantitativi industriali di pomodori (dei quali molti sono avariati) a cui, come più volte scritto, sono allergica…..
    Corriiiiiii :-))))))

  57. Paola mi stupisco.
    Pensi davvero che il nostro pezzo sia così penoso? Se si, perchè non me lo hai detto subito?
    O lo pensi per le cose scritte nei commenti.

  58. Zardi: quali richiami letterari!??
    Io intendevo fare una battuta con quel ‘Invece siamo finiti in tribunale’, davvero ignoro a quali richiami tu ti riferisca.
    Ti ringrazio per gli errori che mi fai notare così caramente (son soddisfazioni, capisco molto bene le umane debolezze, eh), ma non ho a portata di mano il mio correttore di bozze.
    Quando capita a me, sai che faccio? invio una mail a chi ho colto in fallo, e glielo faccio notare in privato: trovo che sia più elegante.

    Hai ragione su una cosa: questa sciocca polemica sta durando fin troppo, fiumi d’inchiostro versati per dimostrare una cosa che infastidisce tutti – non capisco perché – giacché alla fine, per parafrasare il marchese del Grillo:

    “Noi siamo noi, e voi avete torto”

  59. Rossa: per me ‘francamente imbarazzante’ non è un giudizio negativo, intendiamoci su questo: è svillaneggiare senza motivo chi s’impegna a scrivere. Si può esprimere l’identico concetto in maniera più urbana. Perciò, se putacaso il racconto fosse tuo, ti chiedo scusa in anticipo.
    E molla il padreterno, che di te se ne impippa bellamente.

  60. Mario, non riesco a seguirti….

    Parli dei pomodori? Mi riferisco a quelli (virtuali) che ci si lancia tra commentatori e quasi mai riferiti ai racconti, bensì alle persone e alle opinioni.

    Non farti crucci per il racconto. Quello è il nostro racconto e siamo orgogliosi di lui. O no? :-)

  61. @Eva: quali errori ti avrei fatto notare? “Penultimo” andava bene, ma non sapevo se dovevo contare anche quello che stavi scrivendo o meno: in questo senso, ho optato per “precedente”, ma in quello che hai scritto non c’è niente da correggere. Mi spiace che ci sia stato questo fraintendimento: non mi permetterei mai di segnalare pubblicamente un errore su un commento – siamo tutti blogger, e sappiamo che si scrive di fretta. Ripeto: non c’era nessun errore in quello che hai scritto.
    Su il “Tribunale”, pensavo ti riferissi al Processo di Kafka, dove il Tribunale, con la T maiuscola, è una presenza minacciosa. Evidentemente, ho capito male: excuse moi.

  62. @ ah ok Paola, scusa, in mezzo a queste scintille avevo capito male (conseguenza dell’aver letto troppo in fretta).

    @ Eva. La doppia Z lo segnalata io, noi lui.

  63. non chiedermi scusa, che Rossana s’incavola

  64. @ Eva, Scusa l’ho chiesta io a Paola.

  65. Il mio ‘precedente’ commento era riferito a Paolo Zardi, nel quale m’era sembrato di cogliere una certa accondiscendenza nei miei confronti.
    Mi ha spiegato che sbagliavo, ha ragione e gliene do atto: ho fatto una battuta per sdrammatizzare.

    Di altro mi disinteresso cordialmente, credo di aver detto quanto io e il socio ritenevamo opportuno.

  66. Si si lo so, ma ho ritenuto opportuno puntualizzare visto che io sono vieppiù preciso.

  67. Sono stata sconnessa per circa 15 giorni, ho letto solo i primi tre o quattro racconti e quindi non ho seguito le varie fasi dell’iniziativa di Remo, iniziativa che ha coinvolto tante persone, stimolato una lettura critica, permesso ad alcuni o a tanti di imparare qualcosa, di leggere il proprio racconto con gli occhi di lettori non influenzati dal nome dell’autore (questo mi sembra importante per chi ama la scrittura e vuole migliorarla), è difficile avere un parere spassionato da amici o conoscenti, certo i giudizi negativi fanno male, ma si scrive non solo per se stessi, si scrive per farsi leggere, per dire delle cose, per la gioia di raccontare, e per tante altre cose ancora, ma alla fine è il lettore che fa vivere e rivivere le pagine che si è scritto. Il lettore è importante! Remo ha dato la possibilità a tutti di poter avere dei lettori e di sentire il loro parere spassionato! Cosa importa chi sarà il primo o l’ultimo, cosa importa se un giurato ha espresso o meno un parere? Scusate la lungaggine. Ciao a tutti. Grazie Remo, ora cerco di rimediare e mi leggo tutti i racconti. Ciao Lucia

  68. Ma non c’è più nessuno qui che commenta i racconti?

  69. Io non ho giurato e sono allergico ai tribunali, ma credo che i pregiudizi siano necessari per comprendere la realtà. L’uomo ha bisogno di categorie per organizzarsi nella complessità del reale; però poi deve avere sufficiente senso critico per demolire tutti quei giudizi aprioristici che ad un’analisi più approfondita si rivelassero infondati, quelli che non si basano sulla conoscenza diretta di fatti, persone, cose, ma su semplici supposizioni o generalizzazioni. Credo, insomma, che il pre-giudizio sia una fase necessaria per giungere ad un’idea propria della realtà. Se poi il nostro pregiudizio debba essere o non essere noto a chi ci sta intorno, è un’altra questione.
    Perché è chiaro
    (almeno per me) che
    esiste la mia verità,
    esiste la tua verità
    ed esiste la verità,
    (la quale ultima
    coincide con la prima.)

    Detto questo, lo ribadisco, io non ho giurato. E ho deciso che continuerò a non giurare. Anche perché non avrei tempo di rileggermi (come credo sia doveroso) tutti i racconti che ho già letto, – leggermi (come è altrettanto doveroso) quelli che mancano e, al tempo stesso, seguire le polemiche e rispondere ad uno ad uno a tutti gli interventi che riguardano il mio eventuale ruolo di giudice finale di questo bel gioco.

    Insomma, per quelli che amano leggere e comprendere alla prima lettura, chiarisco che ho deciso che la cosa migliore che possa fare sia non accettare la candidatura offertami da Remo e continuare a esprimere il mio giudizio sui singoli racconti come privato lettore di questo blog, se, quando e come avrò tempo e voglia di farlo. Senza vincoli né scadenze e, soprattutto, senza l’obbligo di mettere i miei gusti in classifica.

    Io non ho giurato, ma giuro che da qui in avanti non risponderò a nessuno che mi chiamasse ancora in causa in questo gioco che, come tutti, è bello quando dura poco.

    (Naturalmente, è parte del gioco anche lo stile pedante, retorico, pletorico, fintamente logico e saltellante con cui ho deciso di intervenire nella lunga fila di commenti a questo post.)

    Grazie a tutti quelli che sono arrivati fin qui e le mie scuse a Remo per aver rifiutato la sua gentile candidatura.

  70. ho letto gli ultimi tre/quattro racconti con i relativi commenti e … mi sono ricreduta sui lettori, intendiamoci: su alcuni lettori/lettrici.
    Delusa, veramente, amaramente.
    Lucia

  71. Marò, che pistolotti abbiamo scritto! Ma non abbiamo un cacchio da fare, eh? Se ci becca Brunetta ci manda tutti a far la vendemmia da metà agosto a metà ottobre, perlomeno.

  72. Beh, son senza parole. Mi sono distratta un attimo e guarda che casino che scoppia…

  73. ….uno spaccato di Italia, Laura….
    Questo è il vero ritratto dell’Italia di oggi, non i racconti…

  74. @Remo

    non è la prima volta che citi questa cosa:
    “Mi piacciono quelli che intervengono con i tacchi e fanno interventi fallosi.
    Gli risposi: se serve, preferisco farlo nella vita”.

    molto narrativa…
    però io credo che sia il caso di una rettifica.

    [ce ne sarebbe più d’una, da fare. tipo io NON ho un blog… mrt è un blog collettivo, non è di nessuno]

    ecco quello che penso e che dissi:
    a me può piacere chi, in contesti sdolcinati, da fellatio vicendevole, così comuni in Rete – ora vagamente meno – spariglia le carte.

    e assicuro te, Remo, e tutti i tuoi ospiti, che anche io preferisco “chi lo fa nella vita”, ché la vita vera è un’altra cosa, e là ci vuole coraggio sul serio.

    ciò detto, due cose:
    – credo che sia poco “giornalistico” citare alla qualunque. e spero di non essere più citato, in alcun modo [a’ sto punto…]. già un’altra volta era finito qui un post che avevo scritto svariati anni fa, s’un forum, con un nick. riportarlo qui, “firmato” non m’era parsa una gran cosa. se IO non mi firmo, non vedo perché deve farlo qualcun altro;

    – io, se MAI [e dico MAI, visto che ho, tu dici, “esperienze di editor” – e non capisco a cosa serva specificarlo … cos’è? uno ha un senso, in questo contesto, se ha non “esperienze editoriali”?] mi avessi chiesto di fare il giurato [per dire, eh…] di questa cosa, ti avrei detto: no, ché mi pare che più che prendere mazzate non si possa.

    immagino sia il momento sbagliato per questa mia “rettifica” – visto tutto il casino che c’è qui.
    ma – davvero – ne sentivo l’esigenza.
    ciao e buone vacanze,
    e.

  75. rieccomi.
    e rirettifico, questa volta rettifico la rettifica [sì, lo so, sembro scemo…]
    mi riferscio al “mi sembra poco giornalistico ecc.”: io nulla so dei giornali, del giornalismo, della deontologia dei giornalisti.
    quindi il senso che volevo dare alla frase può sembrare un altro.

    e Remo è un’ottima persona, sul serio.

    e.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: