Pubblicato da: remo | 13 luglio 2009

aquattromani: 7

DAVVERO. NEL SOGNO

Milano incanta come fosse una luce forte.
Milano sembra che debba morire da un momento all’altro soffocata nel cemento.
Ma rinasce sempre, e rinasce cattiva.
Milano la invadono, la sfregiano, la fanno a pezzi.
E ogni volta che si riveste è sempre più nuda.
Milano è il Purgatorio. Senza Paradiso né Inferno.

Milano, Via Fabio Filzi, ore 21:35

– E’ pronta la cena!
Pollo allo spiedo con contorno di patatine fritte e insalata
Non lo so quand’è che ho iniziato a provare disgusto per mia moglie. Da quando l’ho tradita, forse. Da allora, Teresa ha imparato a cucinare e a ingurgitare.
Oggi mi ritrovo nel letto una cicciona che puzza di lacca per capelli.
Mia figlia Virginia ha diciotto anni ed è sempre a dieta, ce l’ha con me perché sua madre è grassa e depressa.
Lei assaggia appena l’insalata e stasera mi sembra più bionda del solito.

Milano, Stazione Centrale, ore 21:35

– Gioigiò fuori di qua la vita è un mondo che non ci capisce… Loro non sanno il vero problema della questione. Loro cercano di entrare nelle nostre confidenze, perché noi siamo delle persone segrete, abbiamo dei tesori nascosti e loro lo sanno.
– Ma che cazzo stai dicendo Zippo? Ma perché non taci e non te ne vai da un’altra parte? E fa un freddo del pio. Domani me ne vado al dormitorio. Toh, bevi e non rompere più i coglioni.
– Il fatto è che loro ci tengono ad avere quel minimo di confidenza che tu gli dai. Loro ti rispettano perché sanno che abbiamo dei tesori nascosti, dentro di noi… Loro…
– Ma chi cazzo sono ‘sti loro?
-I giovani, quelli che tu vedi diversi perché non sei nel loro sistema sociale… Per esempio, se dovessi salutare queste persone, non è che loro mi dicono Vaffanculo o mi rispondono male. No: se ne stanno sulle loro e stanno timidi o mi dicono Ciao… Si vede che ci tengono perché noi siamo persone segrete, te l’ho detto…
– Senti, Zippo, vaffanculo te lo dico io. Dammi ‘sta bottiglia che me ne vado.
– Gioigiò…
– Cristo, vado giù nella metropolitana almeno non ti sento più…
– Gioigiò…
– Vaffanculo…
– No, dai Gioigiò, non lasciarmi solo stanotte.

Milano, Via Fabio Filzi, ore 23:30

Teresa si è addormentata sul divano, come sempre. Virginia sta guardando la registrazione del suo programma preferito.
– Ciao, io vado.
Non risponde.
– Virginia, mi senti? Papà sta andando.
Lei abbassa gli occhi e, annoiata, risponde: – Ciao. – Un ciao che è più simile a un vaffanculo.

Milano, Stazione Centrale, ore 23:30

-Ma cos’è, sono la tua balia? Guarda quei cazzo di marocchini. Ci hanno fregato il posto migliore. Dai, muoviti Zippo. Schiodiamo, andiamo giù ai mezzanini. Cristo si gela.
-Gioigiò, mi ha baciato oggi.
-Chi?
-Sara.
-Ma piantala che quella non ti si fila nemmeno per striscio.
-Ti dico che mi ha baciato.
-Davvero?
-Davvero. Davvero nel sogno.
-Te sei fuori.
-Io me la sposo quella, Gioigiò. E faremo dei figli e avremo una casa e un giardino. E un’altalena.
-Sì. E io avrò una Cadillac…
-Davvero?
-Dai, sbrigati. Mi si stanno gelando anche le palle.

Milano, Piazza Duca D’Aosta, ore 24:05

In strada io e Antonio stiamo facendo il giro notturno. Da due settimane con altri del quartiere abbiamo deciso di armarci e proteggerci da soli, visto che la polizia non fa un cazzo.
Sembra tutto normale. Ci sono le solite puttane e ci sono le macchine che fanno la fila.
– Che poi, Antonio, io non ci trovo niente di male nell’essere puttana. Anche se sei polacca, slava, albanese… le puttane sono puttane ovunque. Mia figlia però non è una puttana e tutti gli extracomunitari di merda che hanno fatto entrare in città se ne devono andare. Sono loro il vero problema del paese.
– Hai ragione. Ci fottono le figlie e il lavoro… Ieri ne hanno violentata un’altra, l’ho sentito al tg. Ancora non lo hanno preso lo stronzo, ma hanno detto che probabilmente è un albanese.

Milano, Stazione Centrale, ore 24:15

-Zippo, muovi il culo che quelli non mi piacciono.
-Secondo te mi sposa Sara?
-Sì, sì ti sposa, basta che ti muovi. Quelli guardano proprio noi… dai Zippo, cristo corri…

Milano, Stazione Centrale, ore 24:17

-Antonio, oh, guarda là… ma che cazzo succede?
Vedo due che corrono. Li riconosco: sono Giogiò e Zippo, tra i barboni più famosi della Centrale. Dietro di loro c’è un gruppo di ragazzi. Sono in otto, forse dieci, armati di bastoni. Raggiungono i due uomini. Ho i piedi inchiodati a terra. Antonio fissa davanti a sé con occhi sbarrati. I ragazzi inziano a colpire Giogiò e Zippo. Uno due dieci colpi e ancora ancora.
I due barboni sono a terra, cercano di proteggersi il volto.
-Cristo! Antonio li stanno ammazzando. .. Dobbiamo chiamare la polizia.
Lui tace.
-Antò’…
-Non so che farci. Non c’impicciamo.
-Ma la polizia…
-Sì, poi glielo spieghi tu che ci facciamo qui armati?
Lui si volta e si allontana. Lo seguo dopo pochi secondi. Quando siamo abbastanza lontani i gemiti di quei due non si sentono nemmeno più.

Milano nera, prende e porta via.

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Responses

  1. OT
    chiedo scusa per i ritardi, anche a rispondere alle mail e a tutto.
    bloccato con l’auto dalle 16 praticamente a mezzanotte

  2. mi spiace per la tua disavventura.

    Questo racconto è diretto come una radiocronaca.
    Si legge d’un fiato, è attuale.
    Un personaggio è chiamato sia Gioigiò che Giogiò, vorrei sapere se è una svista o se fa parte della narrazione, che apprezzo moltissimo, veramente molto.

    La classifica che seguirà, non è per sottolineare una competizione. Potrà rientrare anche un mio racconto come no.E’ per segnare appunti, per non dover scegliere “alla fine”, rileggendo tutto dall’inizio, tant’è che sono sette e già ne devo levare ( a malincuore) uno.

    1) Servizio Ispezione Lavoro
    2) Davvero nel sogno
    3) Lettera dal mio molino ( a cui amputare la fine)
    4) Come corpo morto
    5) Ufficio Reclami
    6) Racconto ‘mbriaco

    apprezzandoli tutti

  3. Non è poprio chiaro chiaro questo racconto.
    Mi ritrovo nel letto una cicciona e lei (mia figlia) mangia l’insalata (???).
    1. Lettera dal mio molino.
    2. Racconto ‘mbriago.
    3. Questo qui
    4. Come corpo morto.
    poi gli altri

  4. ben strutturato. e buona la scelta della sceneggiatura. alcuni particolari (forse) da rivedere, ma mi piace.

  5. Mi è piaciuto! Rapido, scorrevole e i dialoghi rendono tutto molto vivido anche senza l’intervento di un narratore che spieghi il dove e il quando! Un applaudo agli autori!

  6. Il racconto è chiaro e ben definito.
    Una cronaca da due punti di vista ben lontani (anzi agli antipodi) ma che confluiscono in un unico punto.
    Leggevo “i giovani ci rispettano, ecc. ecc.” e tra me pensavo: “ma se sono proprio i giovani (e di buona famiglia, spesso) che vi ammazzano a bastonate o dandovi fuoco.
    Arrivo al finale e il racconto collima con i miei pensieri.
    Non male, anche se un po’ ricco di luoghi comuni della nostra epoca. Comuni proprio perché reali e mai dissipabili. A causa di tutti noi.

  7. piaciuto moltissimo, per me finora il migliore.

  8. funziona, ma a tratti lo trovo anche io poco chiaro

  9. lo trovo bello e chiaro

  10. Un’ottima idea sviluppata egregiamente.
    Il buon padre di famiglia che guarda le pagliuzz ein casa altrui è quanto mai un personaggio dei nsotri tempi.
    Solo una nota: il riferimento alle ronde “vigliacche” è un po’ troppo anacronistico.
    Mia personalissima idea.
    L’incipit su Milano è fantastico.

  11. A volte non è immediato chi parla e a chi ma la struttura e il ritmo calzante mi sono piaciuti molto. Per me il migliore finora.
    Sgnapis

  12. Concordo, il migliore finora (ed era ora, se mi è concesso).
    Ci tengo a dire che la mia classifichetta NON è uno stimolo alla competizione. Leggiamo, commentiamo, giudichiamo (perché no?) cosa ci è piaciuto e cosa no. La condivisione è anche questa e non vedo sciabolatori da competizione in giro.
    Comunque:

    1) Davvero nel sogno (il titolo ci azzecca poco, ma il racconto è una telecronaca appassionante)
    2) Lettera dal mio molino (un racconto credibile e ben scritto) – Come corpo morto (l’Italia dei nuovi poveri, con dignità) A PARI MERITO
    3) Ufficio reclami (criptico ma uno sforzo c’era, anche da parte degli autori)
    4) Servizio ispezione lavoro (un racconto che mette insieme i luoghi comuni dei furbetti italici, ma senzasufficiente spessore)
    5) Racconto ‘mbriaco (ruota di pavone per far vedere che si sanno un sacco di cose, Ok, ma il troppo stroppia e diventa… banale)
    6) La telefonata (furbissimo escamotage per scrivere un racconto… senza scriverlo).

    Dal prossimo si cominciano a fare vittime, nella mia classifica…

  13. interessante

  14. mi piace

  15. mmmm….Laura…avresti già dovuto cominciare a “vittimizzare” qui….
    Un pari merito pregiudica la posizione successiva…
    Hai espresso già sette posizioni, e non sei….
    :-))))

  16. Psssst, Paola… speravo non se ne accorgesse nessuno.
    Va beh, medito e rimedio con il prossimo racconto, ok?

  17. Li ho letti tutti e sette. Questo è tra i migliori.

  18. Chiedo scusa per l’imperfezione del titolo, ho corretto ora.
    Davvero. Nel sogno.
    Ma avevo postato in macchina…

  19. Un buon racconto.

  20. Sì, penso anche io.

  21. Finalmente mi sento libera di dire: mi piace. L’incipit è davvero superbo. Lo stle e il ritmo sono molto buoni, il tema è centrato.
    lory

  22. Mi piace. Non chiarissimo, qualche luogo comune, ma nell’insieme funziona. Incipit bellissimo.

  23. Il racconto funziona anche se ci sono alcune incongruenze che tolgono chiarezza e fluidità, ma trovo che si tratti di piccole imprecisioni che nulla tolgono al valore dell’insieme.

  24. Due belle voci separate e autonome. Bel ritmo. Alcune immagini folgoranti. Irrisolto il finale. Direi che i maschietti non ne escono benissimo. Sbaglio?

  25. Pur essendo stao scritto bene, lo ritengo completamente fuori luogo. E’ destinato a chi conosce la toponomastica di Milano, le sue zone e le sue peculiarità. Il tema era: “L’italia di oggi”.
    Tra tutti, paradossalmente, penso sia quello che metterò all’ultimo posto.

  26. Scusa miss nicoletta cosa intendi con la tua frase:”Direi che i maschietti non ne escono benissimo”?

  27. OT
    il prossimo racconto lo posto tra qualche ora, così ce l’avete pronto damattina, col caffè

  28. @anto: intendevo profili maschili. Ma forse è una mia impressione. Non c’entra con la qualità letteraria.
    E: non sono d’accordo sulla faccenda della toponomastica. Storie bellissime nella letteratura hannoa che fare con luoghi reali. E non occorre conoscerli, credo, per assaporarne la magia, se la scrittura è buona. E questa, a mi parere, lo è.

  29. recupero i racconti 5, 6 e 7
    Lettera dal mio molino: concordo con altri che la frase finale sia un aggiunta inutile o messa lì forse per finire un racconto irrisolto.
    Servizio Ispezione Lavoro: è il primo racconto con una sceneggiatura, come ha detto qualcuno forse ha uno stile un pò ingenuo, ma va apprezzata la storia.
    Davvero, nel sogno: per me è il più completo tra i primi sette, per i due punti di vista e per il progredire di una trama pur dentro le 5000 battute. (ad essere pistini ha ragione chi ha ritenuto eccessivo l’uso della toponomastica milanese)

  30. Un racconto completo, di buona struttura. Finora emerge.

  31. ma poveri, Giogiò e Zippo.

    Il racconto è proprio bello, anche se avrei calcato la mano nei toni.

  32. @ Laura: la mia era una battuta, relativa alle “vittime”.
    La “classifica” può anche comprendere tutte le posizioni….
    Non sarò io a doverti “autorizzare”… :-)

  33. Racconto “nervoso” e scattante. Argomento sostanzioso. A volte un po’ difficile seguire il filo.

  34. Piano piano sto leggendo gli altri…questo mi piace! Mi piace come è strutturato, come è stato portato avanti…bello, bello bello! Tra i miei preferiti (almeno tra quelli letti)! Bravi/e! :D

  35. caruccio.

  36. Ecco, alla fine li ho riletti tutti e ho capito quale mi piace di piu’.
    Questo. Semplicemente.

  37. Avrei voluto continuare così

    – Brunetta mode on- :-l – Brunetta mode off –

    ma si capirebbe ancor meno di prima… proseguo allora con il “suggerimento” del mio capo :-)

    – Gelmini mode on- 6 – Gelmini mode off –

  38. Complimenti agli autori.
    Un racconto efficace e ben strutturato.

    [Qua e là avrei messo qualche virgola in più e qualche spiegazione di meno (tipo: ” tra i barboni più famosi della Centrale”). Peccati veniali, se si possono considerare peccati.]


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