anonimi-no (salvo eccezioni)

Allora, ieri mi telefona una persona amica, ma amica per davvero.
E sui Raccontia4mani mi dice: Ci penso ma se aderisco lo faccio in forma anonima.
Ho detto, Va bene.

Sono arrivate altre richieste analoghe: vorremmo partecipare ma in forma anonima.
Mi spiace, No.
Non capisco, se non rarissimamente, l’anonimato. Nel blog si ricevono commenti e spesso insulti anonimi, al giornale ricevo lettere anonime (tante) e la richiesta di pubblicare lettere, ma senza il nome (a volte, in caso di ritorsione sul posto di lavoro, oppure per vicende legate alla criminalità o per salvaguardare un minore va bene, è legittimo, ma se uno mi scrive che c’è un sindaco coglione faccia la cortesia di firmarsi).
Anche sulla rete, e quindi per i Raccontia4mani, è giusto ci siano delle eccezioni. Faccio un esempio: la blogger Caterpillar. La conosco di persona, da anni è presente in rete come Caterpillar. E mi sta bene che alcuni blogger, da sempre anonimi, partecipino con il rispettivo nick.
Ma da ieri sera a oggi ho ricevuto troppe richieste di partecipazione in forma anonima.
No, solo in casi particolari, solo se si tratta di blogger.

Abbinamenti (provvisori, potrebbero esserci variazioni)
1. Roberta Bianchin e Allerta.
2. Massimo Bignardi e Chiara Ravasenga.
3. Elys e Sylvie.
4. Gaja Cenciarelli ed Enrico Gregori.
5. Sandra Giammarruto e Barbara Garlaschelli.
6. Paola Cingolani ed Elisa Strobbia.
7. Chiara Granocchia Lelieur e Lorenzo Mazzoni.
8. Mario Bianco e Francesca E. Magni.
9. Maria Teresa Valle e Rossana Massa (Flavia).
10. Laura e Lory.
11. Morena Fanti e Paolo Zardi.
12. Dario D’Angelo e Barbara Delfino.
13. Eva Carriego ed Eventounico.
14. Marta Forno e Anna Maria Curci.
15. Maria Lucia Riccioli e Andrea Blasina.
16. Melania Ceccarelli e Noncorrere
17. Rita Zaghi e Silvia Ancordi.
18. Caterpillar e Bobboti.
19. Inbianco, Cristina Bove.
20. Giuseppe Guidotti e Mitia Chiarin.
21. Paola Mattiazzo e Mario Borghi.
22. Biancamara/Piera Ventre – CalMa/Mauro Calenda
23. Daniele Guarneri e Simona De Marchis.
24. Isabella Moroni con persona dal nick da definire (ma a me nota)
25. Irene (opi) e Remo Bassini
26. Gian Luca Peluso e Daniela Granieri.
27. Domenica Luise e Cristina Bove.
28. Andrea Blasina e Francesca E. Magni.
29. Cristina Vezzoli e Claudio Martini.
30. Cristina Vezzoli e Flavia Massa.

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

25 thoughts on “anonimi-no (salvo eccezioni)

  1. Anch’io non sopporto gli anonimi.
    Posso accettare dei nick registrati, come si usa nei blog, ma gli anonimi sono – generalmente – codardi dalla coda di paglia.

    Per il “possibile abbinamento”, trasformalo pure in “abbinamento”. Credo proprio che Mario sia d’accordo con me. Ci siamo già contattati.

    Però, Remo….ho bisogno di chiederti una cosa….solo che temo che mi darai dell’ignorante senza speranze…. sigh…. :-(

    Paola

  2. non c’entro nulla io, ma è sempre interessante parlare di anonimato e Rete.

    non voglio cadere nella retorica del “tutto ciò che c’è di puro in Rete, è anonimo”, ché è una cosa vera, ma vera in parte.

    però mi permetto di dire: in questa Società dell’apparire, dell’immagine che tende al vero, e del vero che tende al falso, una delle poche forme di opposizione è restare anonimi.
    non portare avanti il proprio nome e cognome per una – frequente – necessità di apparire, può significare esser liberi.

    @Remo:
    nulla c’entra con la tua iniziativa di scrittura collettiva e condivisa – bella iniziativa, per altro.
    ma un commento come quello qui su [“Anch’io non sopporto gli anonimi”] merita più d’un approfondimento.

    io non uso nick particolari. quello che compare qui è quello con cui sono registrato a WordPress. altrimenti – su altre piattaforme – mi firmo, semplicemente “e.”.

    e credo sia sufficiente.
    resta inteso che l’anonimato – ormai – è solo teorico [mi riferisco ai “commenti-offese-ecc.”, visto che 1- gli ip son tutti fissi ormai 2- la Pol. postale ha modo di risalire a qualsiasi attività in Rete (nonostante Proxy o quant’altro)]

    ciao,
    e.

  3. careo remo,
    tu sei il padrone di casa e puoi fare ecc ecc, ok
    gradirei comunque sapere cosa ti ha iundotto a fare un eccezione per un anonimo e per gli altri no.

  4. la regola c’era l’anno scorso, la regola c’è quest’anno.
    chi ha un blog anonimo (da sempre) può partecipare, uno che mi scrive Partecipo ma non voglio che si sappia chi io sia, no.
    non solo: chi ha un blog anonimo può partecipare: purché mi dica chi è.
    chiedi bene alla polizia postale, enrico: non è poi così difficile evitare di essere riconosciuti.
    c’è infine un problema legale. dal momento che passo le mie settimane con il mio avvocato, non vorrei passarci anche i week end.
    di un eventuale racconto a rischio querela ne risponderei io.
    vorrei avere almeno la corresponsabilità dell’autore.
    e di querele ne stanno girando.
    soprattutto alcuni sono nel mirino e io non so se lo sono, ma penso di essermi spiegato.

  5. …sì, sicuramente funziona come in un giornale.
    Io posso pubblicare un articolo ma rispondo di quello che c’è scritto. E un articolo (o una lettera) anonima ribalterebbe la responsabilità in toto sul giornale ed il suo direttore.
    Nei blog è la stessa cosa. Nelle pubblicazioni idem.
    E poi io credo che si tratti anche di un segno di maturità, oltre che di correttezza.
    Facile esporre i propri pensieri (anche molesti) trincerandosi dietro ad una sigla o al nulla.
    Diciamole a viso scoperto, le cose. E paghiamone le conseguenze.

  6. be’, in realtà se utilizzo una connessione “italiana”, non c’è scampo – se intervengono le autorità di polizia. la traccia è sempre netta. certo, se utilizzo un Proxy come si deve, chissà dove nel Mondo… [ma il punto di partenza, a cui, in teoria si può sempre risalire, è sempre il mio ip]

    più difficile, invece, stabilire la titolarità di un blog, laddove non sia stato registrato un dominio [chi è responsabile di -es.- *blog*.wordpress.com?].

    comunque, come dicevo nel precedente commento, la mia è solo una difesa dell’anonimato in Rete – mentre in raccontia4mani credo abbia poco senso essere anonimi [come ci si confronta con l’altro autore? “ciao, non posso dirti il mio nome, ma vorrei scrivere di ecc.”?]

    e.

  7. @ Paola
    non seguo l’attualità, quindi non conosco gli ultimi sviluppi legislativi pidiellini – sulla responsabilità personale dei giornalisti – ma non mi risulta essere come dici tu – o almeno non lo era.

    Remo ci può spiegare cos’è un direttore responsabile, in un giornale, e chi è responsabile di cosa viene scritto in un giornale – anonimo o meno.

    il contrario avviene coi libri, dove – lì sì – è sempre responsabile in toto>/em> l’autore – che si assume piena responsabilità in sede contrattuale.

    e poi non sono d’accordo nemmeno su questo:
    “Facile esporre i propri pensieri (anche molesti) trincerandosi dietro ad una sigla o al nulla.
    Diciamole a viso scoperto, le cose. E paghiamone le conseguenze”.

    le conseguenze vanno pagate giorno per giorno, nella propria vita.

    ben ridicolo è l’essere umano con due facce, una anonima digitale, l’altra evidente e reale.
    e gli esseri umani ridicoli non fan testo.
    [lo sono – ridicoli – a prescindere dal loro nome, o non-nome]

    ciao,
    e.

  8. @enpi
    Io non sono molto ferrata sulle norme del giornalismo ma, da quel poco che so (e parlo di sempre, non di ultime riforme), se io invio un articolo per la pubblicazione ad un giornale e questo articolo è diffamatorio, una querela se la possa prendere anche il direttore del giornale stesso. Questo, indipendentemente dal fatto che l’articolo sia anonimo o firmato, mi pare.
    Remo mi correggerà se ho scritto una castroneria, come detto non sono né giornalista né scrittrice.

    Per il secondo punto, invece, non sono d’accordo.
    O meglio, concordo sul fatto che gli esseri con due facce sono ridicoli e non fanno testo. Però, quando la loro “ridicolaggine” o, peggio, la loro maleducazione e volgarità coinvolge altri soggetti – con ripercussioni anche legali – fanno testo eccome. E vanno trattati alla stregua di una cancrena. Ovvero rimossi ed emarginati.
    Secondo me è l’unico modo per far comprendere loro quali siano le regole della convivenza sociale e della responsabilità personale.

    Ciao :-)
    Paola

  9. enrico,
    se pubblichi in un blog (equiparato a un giornale, ormai, da diverse sentenze) un commento diffamatorio di altra persona tu e l’altra persona ne rispondete davanti al giudice (non so invece come venga stabilità la territorialità del giudice).
    i blog più a rischio in italia sembrano essere quelli dei giornalisti (ma non solo)

  10. alt…
    :)

    @Paola:
    io stavo appunto dicendo che – anonimo o meno – di un articolo di giornale è responsabile il direttore responsabile – come da nome.

    @Remo:
    mi riferisco alla titolarità [proprietà] di un blog.
    prendi milanoromatrani: siamo completamente “irresponsabili” [come anche: completamente non tutelati, ovviamente – per esempio dal plagio. ma noi vogliamo essere plagiati].
    nessuno – e dico nessuno – può stabilire chi sia l’amministratore e/o proprietario.
    in realtà il proprietario è WordPress.
    per il resto è sufficiente un indirizzo di posta anonimo per registrare un blog – anonimo del tutto, quindi.

    questo non vuol dire che – da novembre 2007 – siamo stati passibili di alcun reato.
    siamo brava gente – tutti, chi scrive, e chi commenta.

    diverso il caso di un dominio.
    esiste il Nic, accessibile in Rete, grazie al quale si può risalire al propietario del dominio.

    per riassumere: è sufficiente aprire un blog su WordPress, da un indirizzo gmail – per es. – per essere del tutto non responsabili [per esempio dei commenti altrui].

    e questa è l’ultima frontiera di libertà.

    e.

    ps
    c’è qualche avvocato, che possa dirci di più? :)
    mi piacerebbe sapere se è come presumo io…

  11. nessuno – e dico nessuno – può stabilire chi sia l’amministratore e/o proprietario.
    in realtà il proprietario è WordPress.

    enrico,
    fosse così non beccherebbero i pedofili con server in oceania.
    se è vero che siamo controllati e controllabili tutti, in rete, è anche vero che un certo controllo è auspicabile: perché se uno apre un blog con server autraliano a nome enrico, enrico ha la possibilità di denunciare e sgamare questo qualcuno, a meno che non si tratti di un bravo hacker.

    in rete, da qualche parte, ho letto la crifra che spendono le procure in italia con i tecnici informatici.
    sembra un’oasi di libertà, internet, in realtà le querele le becca solo grillo perché ha migliaia di visitatori al giorno.
    ma anche il blogger da 20 visite al giorno è ad alto rischio: solo che questa cosa (spiegata tempo fa da un magistrato scrittore su letteratitudine) la sanno in pochi.

  12. Sinceramente la necessità di restare anonimi io non la capisco. Ma si tratta di una mia opinione, ovviamente. Ho sempre usato in rete nome e cognome, ho un dominio registrato, ho due blog su splinder, chiunque può risalire a me. Ritengo che la libertà di espressione, garantita dall’art. 21 della nostra costituzione, abbia un giusto corollario nella responsabilità.
    Riguardo al ruolo del blogger, è a discrezione del giudice stabilire che possa essere chiamato a rispondere del reato di diffamazione. Alcuni si rifanno alla diffamazione a mezzo stampa (come se il blog fosse un giornale), altri si rifanno alla dicitura diffamazione aggravata (aggravata dal mezzo Internet che rende la diffamazione estesa potenzialmente a tutto il mondo e al tempo stesso incancellabile). Ne parlo perché fresca di studi e di lezioni della dottoressa Caterina Malavenda (giornalista e avvocato, esperta di diritto dell’informazione).

  13. A parte blog e commenti ( da tempo ho cancellato l’opzione che permetta ai non registrati di commentare, ma c’è chi si registra appositamente con uno psudonimo a caso per farlo ed io cancello, ormai senza dare neanche spiegazioni), qui il discorso è diverso. Sono racconti, che verranno poi raccolti in un ebook, con tanto di minibiografie degli autori? Che interesse ha un tizio di firmarsi, in tal caso, pinco pallino?Perché tutti lo conoscono così? Che metta tra parentesi, vicino al nome : alias Pinco Pallino.

  14. … e se – semplicemente – nome e cognome non fossero così importanti?
    se fossero importanti le idee, le scritture ecc. [quando riescono a esserlo]?

    buon fine settimana a tutti.
    [e grazie per il link]
    e.

  15. laura, la malavenda ha assistito il mio giornale anni fa, grane grosse; fu bravissima, in aula di tribunale, mi hanno detto; penso sia bravissima anche come docente (io ho avuto il compianto Corso Bovio, a Fiuggi)

  16. Ho visto Irene con te, Remo, e farete un cosa bella, certo.
    Pure mi aspetto un buon lavoro da CalMa & Piera Ventre che già fu ottima mia parteneressa…:-))
    MarioB.

  17. Remo…Cristina Vezzoli è con Rossana Massa :-D
    Flavia non esiste, è un mio personaggio blogghifero che è appunto bionda, “flavia” e si chiama come la suora a cui s’è affezionata da bambina ed anche lei, vestita da suora…sta benissimo!, basta che il vestito sia lungo e nero che smagrisce, stretto bene in vita, che il velo sia piuttosto rigido e che si possa portare con una ciocca lunga, bionda, che sbuchi.

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