Pubblicato da: remo | 23 giugno 2009

i tempi della scrittura e una domanda

L’ultimo libro l’ho scritto in venti giorni. Di notte da mezzanotte alle cinque, con pause caffè, o qualcosa da mettere sotto i denti per star sveglio, e interruzioni dovute al cane che abbaia e al gatto che chiede i croccantini, e poi la domenica e il martedì mattina, che non lavoro.
La prima notte, iniziai che saranno state le 23 e finii dopo le 5, scrissi qualcosa come 50mila battute.
Poi sono cominciate le revisioni.
Bene, domenica ho impegato almeno otto ore per rivedere una ventina di righe.

Claudio Arzani ha scritto una recensione su La donna. Grazie Claudio.
Ho ricevuto un bel po’ di mail, dopo il booktrailer realizzato da Sandra Ladipazz. Molti chiedono del libro. Purtroppo o per fortuna le 5mila e passa copie sono state vendute, sembra.
Poi. Devo rispondere a un’intervista, domande che Anfiosso mi ha mandato per posta elettronica. Solitamente rispondo di getto, senza pensare, scrivo come se stessi parlando. L’ho fatto anche stavolta, ma non mi sono piacuto, mi sono bocciato insomma. Tra oggi e domani riprovo.
E comunque: Anfiosso ha intervistato me e io spero di ricambiare, un giorno. Perché sarebbe lui quello da intervistare, credetemi.

Una domanda, ora. Dovrei scriverci un post, prima, ma non ne ho né il tempo né la voglia.
Quante volte avete comperato un libro di un autore sconosciuto basandovi solo sulla copertina e sul titolo?
Io ci devo pensare.
E buona giornata

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Responses

  1. risposta parzialmente vera: molte, non moltissime. oltre a guardare il titolo e la copertina, leggo il prezzo.
    risposta vera: quasi mai, di solito leggo un po’, poi compro.

  2. Mi capita spesso di scegliere un libro dal titolo o dalla copertina…dico la verità ci sono titoli così ruffiani che non posso evitare di mettere la mani al portafoglio…ma spesso le promesse non sono mantenute….e scatta la delusione. Ultimamente mi oriento su copertine all’apparenza “noiosissime”.
    Ciao
    Storico
    http://iotiracconto.leonardo.it

  3. Be’, qualche volta mi è capitato, ma spesso me ne sono poi pentita!!! :-)

  4. Quante non saprei ma mi succede.
    Ammetto però di essere maggiormente influenzata dai caratteri tipografici e dal tipo di carta, oltre che dal colore di quest’ultima.

  5. remo, io in venti giorni non scrivo manco quattro capitoli. e solo perché i primi tre mi sono usciti di getto, anche se poi li ho ‘rivisti’ almeno sette volte.
    in compenso il quinto è lì da un mese.

    no, non compro mai un libro basandomi solo sulla copertina e il titolo. leggo anche i risvolti di copertina prima :)

    buona giornata. qui piove e io ho freddo

  6. mai.

  7. a volte, si! succede..tutto bene?

  8. ma che hai fatto al blog? questi cambiamenti non mi vanno troppo a genio!

  9. solo prove tecniche di trasmissione, cara melania.
    volevo migliorare la leggibilità

  10. Ahio. Mi spiace averti causato un surplus di lavoro, non m’aspettavo, infatti, altro che tu rispondessi di getto.
    Se posso permettermi, rispondi come ti viene. Le altre tue interviste sono assolutamente interessanti e dirette, non posso credere che questa ti dia così da pensare.

    Quanto all’acquisto di un libro, non ne ho mai comprato nemmeno uno basandomi sulla copertina, se non per le parole del titolo – perché trattava di un argomento non nuovo e che m’interessava; sennò per via del blurbo, o dei risvolti. Mi sono, al contrario, capitate spesso copertine che non c’entrano nulla col libro, ed è una cosa che mi contraria abbastanza, perché disorienta.

    Credo che dovrò anch’io rassegnarmi alla velocità. Più sto sulle cose e peggio scrivo: mi vengono fuori magari due o tre frasi migliori che non sarebbero improvvisate, ma il resto o fa schifo, o mi perdo; oppure continuo a ragionare sulla struttura, progettando cose che non sono ancòra in grado di fare. Bisognerebbe avere sempre un solo ritmo di scrittura, e più che confidare nelle revisioni e nei rifacimenti abituarsi a tirar fuori tutto il possibile tempestivamente. Credo che il giornalismo, come pratica, sia insostituibile per conseguire una scrittura di questo tipo. Comunque, ereditiamo in genere modelli detestabili (penso alla scuola soprattutto).

  11. L’ultima volta che io mi ricordi, è stato Il correttore di bozze, di Francesco Recami, Ed. Sellerio (rimanendone abbastanza soddisfatta).
    Diciamo però che la copertina ed il titolo sono come i petali e del profumo di un fiore… attraggono, stimolano i sensi.
    Lo apro e leggo qualche parola (anche la stampa e l’impaginazione danno il loro contributo) e lo compro se il risvolto o la quarta di copertina confermano le sensazioni.
    Recami non è uno propriamente uno sconosciuto, ma non lo avevo mai letto.

  12. Ti capisco, Remo. Anch’io scrivo di getto, anche se non con la tua stessa rapidità. L’ultimo romanzo l’ho terminato in 50 giorni e si trattava di 600.000 caratteri. Però, subito dopo aver scritto, faccio la revisione e, generalmente, questa operazione non mi prende un tempo eccessivo… auguri per ciò che sai. W.

  13. A me è capitato più spesso con vinili e cd di avete comprare basandomi solo sulla copertina e/o sul titolo, o perfino sull’etichetta come unica garanzia.


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