la sinistra

Il Pd è alla frutta o quasi (bello l’editoriale che c’è oggi in prima pagina sul Corriere della Sera) così la sinistra rimpiange i vecchi tempi, quelli del vecchio Pci, in particolare, quello di Enrico Berlinguer che, questo sì, avrebbe tentato di traghettare un partito dai forti connotati stalinisti – ero in Toscana quando i carri armati Sovietici invasero Praga, facendo finire anzitempo la Primavera, bene, ricordo ancora gli applausi dei tesserati del Pci, in un vecchio bar – a quelli gramsciani.
Sul compromesso storico avevo e ho dei dubbi: per me era solo l’ipotesi di una spartizione di potere tra la vecchia Dc e il Pci che avanzava, con, in mezzo, i Socialisti.
Io, fine anni settanta, anni ottanta, ero sindacalista nella Cisl di Carniti, votavo o Democrazia proletaria o Radicali (allora contro le lottizzazioni, ma che oggi non voterei).
Allora, io non ho un buon ricordo del Pci di allora, l’ho scritto in un commento su Nazione Indiana, lo ribadisco qui: quel vecchio Pci cominciava a fare l’occhiolino al Vaticano, era contro la riduzione dell’orario di lavoro (perché stringeva l’occhio alla Confindustria e alla Fiat), era, dove amministrava, nuclearista.
Che il Pd, oggi, sia poca cosa,è un fatto, ma, per me, la storia della sinistra italiana ha dei bellissimi capitoli, fatti di scioperi, di gente semplice che la domenica andava a vendere l’Unità, di solidarietà, di gente insomma che ci credeva, ma ha anche un passato su cui si riflette troppo poco.
Aveva però due elementi positivi, il vecchio Pci, la vecchia sinistra.
Dirigenti che sapevano comunicare (Terracini in particolare), sindacalisti vicini a chi lavorava. Oggi, chi lavora ed è sfruttato (penso agli interinali, a certe cooperative), non sa che nemmeno esiste il sindacato.

Quando nacque Rifonfazione comunista Lucio Libertini venne a Vercelli.
Ricordo che, durante un comizio davanti al popolo che rivendicava la propria anima comunista, raccontò un aneddoto.
Disse che era stato ospite, a cena, del padre padrone di Repubblica, De Benedetti. E che De Benedetti aveva detto (più o meno): Quasi quasi, cerco un po’ di gente che abbia un miliardo di lire e compro il Corriere della Sera, del resto, oggi, chi è che non ha un miliardo di lire?
Libertini, rivolto allo zoccolo duro comunista commentò: Ecco cosa dice questa gente, frasi folli, pensano che tutti abbiamo un miliardo di lire…
E giù applausi.
Mi chiesi, ma forse fui il solo, e i dirigenti comunisti con chi vanno a cena, allora?
Sono sempre stato eccessivamente intransigente, lo so.
Ma quando Bertinotti e Ferrero si son commossi perché Luxuria aveva vinto all’Isola dei famosi ricordo che pensai: a rieccoli.

Come sapete ho scritto un libro che, chissà quando, uscirà, Bastardo posto.
Sto raccogliendo del materiale per scrivere un romanzo su come si viveva e si moriva e si veniva sfruttati nelle fabbriche prima dello statuto dei lavoratori.
Le guardie che controllavano, nessuna tutela.

«Una volta arrivammo davanti alla timbratrice, uno che lavorava con me si gettò per terra a piangere: non c’era più la sua cartolina, l’avevano licenziato, così, senza spiegazione, forse perché era della Cgil. E lui, per terra, che diceva: Come faccio a sfamare i miei tre figli? Una guardia gli urlò, Mandi la tua donna a battere….».

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5 pensieri su “la sinistra

  1. io sono sconcertato. allarmato. non è solo la fine della sinistra, è la deriva del pensiero pubblico. il ragionamento della gente. il confronto. non esistono più. ora si ingiuria solo senza più il concetto di limite. e senza alcuna obiettività.
    quanto al tuo libro, se non lo scrive uno come te.
    e in bocca al lupo per l’udienza. lo sai.

  2. “Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
    Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona. Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
    Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
    Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.”

    Giorgio Gaber.

    E vale la pena risentirsi o rileggersi pure il resto. E riflettere.

  3. Ma quelle belle facce del ” popolo comunista” ve le ricordate?. Confrontatele con quelle che appaiono in certe Convention. Sta tutta lì la differenza. Nelle facce che mostravano un cuore.
    Quel popolo non esiste più. Questo è un fatto.
    Ricordo( un secolo fa) che la domenica mattina andavamo nei quartieri popolari a vendere Lotta Continua e questa popolo, che votava PCI ci accoglieva curioso nelle loro case, ammobiliate allo stesso modo semplice e dignitoso.
    E via a parlare del mondo, con un vermouth, o un vov, o un genepì o l’amaretto di saronno…
    E il giornale te lo compravano, perchè volevano capire, perchè eri come loro ma un pò diverso.

    Renato

  4. Concordo su tutto… “Fontamara” di Silone, rileggetelo.
    O certi racconti e romanzi sui lavoratori veri, quando non s’erano fatti il villino abusivo e non avevano la padella di sky, non votavano Berlusconi perché è il patron dei furbi che inconsciamente anche loro volevano essere. La famosa classe operaia non è più dura e pura e questa situazione se l’è pure voluta.
    Il popolo pd è fatto di tanti radical chic che non si sporcano le mani, di tanti idealisti che ancora ci credono… ma credo che la sinistra abbia esaurito il suo ruolo storico, la sua carica vitale. Speriamo in nuove energie al di là degli steccati. Quando la casa crolla non guardi la tessera di chi ti aiuta.

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