Pubblicato da: remo | 6 giugno 2009

l’olocausto dimenticato

Il mio primo vero libro, Dicono di Clelia, (vero sta per distribuito e venduto in libreria, chè Il quaderno delle voci rubate, questo passaggio non lo ha vissuto) è stato pubblicato da Mursia, che è stata quindi la mia prima casa editrice, e va bene, e che però non ha lasciato in me un gran ricordo: comunicare con loro era facile come comunicare con qualche ministero, la promozione di Dicono di Clelia è stata pressoché inesistente.
Poi.
Non ho una gran simpatia per i mezzi busti, specie se bellocci e brillanti, della televisione.
Però questa cosa qui che mi è arrivata dall’ufficio stampa Mursia mi ha colpito, e penso sia giusto che io faccia un po’ di passa parola.

Zingari armati di bastoni e pietre contro i plotoni delle SS arrivate per liquidare il Familienzigeunerlager, il “campo per famiglie zingare”.
Accadeva all’alba del 16 maggio 1944 nel campo di Auschwitz-Birkenau, ma di quell’episodio che vide sei mila zingari battersi disperatamente per sopravvivere si era persa la memoria. A riportarla alla luce è il libro La rivolta degli zingari (Mursia, pp. 240, euro 17,00), di Alessandro Cecchi Paone e Flavio Pagano, in libreria in questi giorni.
Attraverso un’originale formula di racconto storico i due autori ricostruiscono anche i contorni del  Porrajmos, letteralmente “divoramento”, parola con cui i nomadi designano lo sterminio di migliaia di rom, sinti e kalé, rinchiusi e uccisi nei lager insieme a milioni di ebrei.
La carenza di testimonianze dei sopravvissuti, la poca integrazione degli zingari nelle comunità dell’Europa falcidiate dalla violenza nazista hanno contribuito a offuscare, e a volte persino a cancellare, il ricordo del Porrajmos. “Quella dell’Olocausto zingaro è una storia ancora sfuggente, pochi i libri, molta l’indifferenza. Eppure ad Auschwitz i rom e i sinti furono fra i pochissimi a vendere cara la pelle prima del massacro finale. La loro fu una rivolta disperata, fu però il loro modo di rivendicare il diritto all’esistenza contro chi voleva annientarli”, spiega Cecchi Paone nell’introduzione.

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Responses

  1. Agghiacciante… avevo sentito della politica nazista contro i rom – ad esempio delle direttive a medici, infermieri, educatori per classificarli come esseri inferiori. Pensate: i bambini zingari venivano ritenuti ritardati… – ma non sapevo di questa rivolta. Ben venga il recupero della memoria.
    Remo, sono contenta per te e Clelia!

  2. nell’ orrore si riesce a tovare un orrore sempre più grande.

  3. Mi pare di ricordare un accenno alla rivolta in una prefazione alla “tregua “di Levi:Omosessuali ,polacchi ,zingari …..beh stiamo all’occhio!
    Tinti


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