Pubblicato da: remo | 28 maggio 2009

agenti letterari

Ho sempre meno tempo per occuparmi delle cose mie, e poi non ho mai avuto una “testa commerciale”: penso che alla fin fine il pensiero dei soldi sia un pensiero che faccia perdere del gran tempo (come ha detto il mio vecchio, mesi fa, a una delle persone più ricche di Vercelli, Tra cinque dieci o quindici anni se ci sa tanto sedere saremo tutti e due al camposanto, lei con tutti i suoi soldi, io senza).
Comunque.
Ho visto che alcune case editrici che fino a poco tempo fa leggevano manoscritti ora non li leggono più. Bastano e avanzano, appunto, le proposte degli agenti.
L’agente letterario vende il manoscritto al miglior offerente, poi stitupla solitamente un contratto a condizioni che lo scrittore, fosse da solo, si sognerebbe, magari riesce a farti tradurre all’estero.
Sul ruolo delle agenzie mi sono ricordato di un fatto.
E’ vero, non insisto mai per avere qualche spicciolo in tasca in più, ma una volta è successo che mi sia arrabbiato: con una casa editrice.
Prima di telefonare ho assunto un bel po’ di informazioni, quindi, preparato a dire e confutare, ho chiamato.
A un certo punto sono sbottato.
Mi spiegate perché a me avete fatto un contratto capestro mentre invece al tipo, che vale o quanto me o meno di me, avete fatto un contratto dignitoso, e lui se ne vanta, dicendo che io sono un pollo?
La risposta che mi diedero fu: Lui ha l’agente e lei no.
Ah.
Comunque.
Un agente serve, oggi, in Italia. Io ho individuato un’agente: o lei o niente.
Che poi, sulle agenzie letterarie ci sono due considerazioni ancora da fare.
Curano, e bene, gli interessi di chi ha mercato, insomma di chi vende tanto.
Due, a volte ti bloccano. Tu dai loro un manoscritto e aspetti a speri, più che altro aspetti.
E buone cose a tutti

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Responses

  1. solitamente sono illusioni.
    occhio prima di firmare, di non entrare nel parco buoi.
    prima o poi lo scrivo un pezzo sull’esperienza mia e di un paio di altri con un certo famoso agente.

  2. io di agenti non ne trovo. o forse non li so cercare. in rete si incontrano notizie discordanti. c’è chi invita a diffidare, chi parla di esborsi da delirio, chi sentenzia o agenzia o nulla. esiste un prontuario remo? qualche dritta? una soffiata?

  3. Ho l’impressione, Remo, che gli agenti veri, quelli cioè che si fanno carico (gratis) di sbattersi per piazzare un manoscritto presso gli editori per poi intascare la percentuale sul contratto o sul venduto dello scrittore, siano pochissimi e quasi irraggiungibili da parte di chi non sia un autore già affermato. Molte agenzie letterarie sono slot machines gestite da sedicenti professionisti dell’editoria che per una lettura radente dell’inedito o per un editing mordi e fuggi ti chiedono di accendere un mutuo. Credo tu debba valutare seriamente se l’agente a cui ti stai rivolgendo sia davvero una persona competente sia di politiche commerciali e editoriali sia di letteratura. Altrimenti, meglio il contatto diretto con l’editore, con tutti i limiti che ciò può comportare. In Francia, in Inghilterra e in America, l’agente non è solo un consulente editoriale dello scrittore ma una persona che ha conoscenze in campo letterario di spessore accademico e che investe (!!) nei libri in cui crede. Ciao e in bocca al lupo

  4. prima di pronunciarmi su ‘sta faccenda spinosa, vorrei leggere anche il pezzo di Marco Salvador che, sono sicura, ci rovinerebbe del tutto la passione per la scrittura.
    e forse sarebbe un bene, no? :-)

  5. credo che Remo non si riferisca alle “agenzie editoriali” che chiedono compensi per [pseudo]servizi editoriali.

    sugli agenti [quelli ai quali si riferisce Remo]: campano sugli scrittori da 100.000 copie, e – del resto – non potrebbe essere altrimenti. con un 15 percento di un sei percento [butto lì, ma i numeri sono anche questi] di un libro stampato in 1.000 copie, che si vende – diciamo – a 10 euri si fanno (a vendere tutte le mille copie) 10×0,06×0,15×1.000=90 euri (spero di aver fatto bene i conti).
    e le copie non sono mai mille, anche esaurendo la tiratura (copie omaggio/stampa/resi fisiologici/ecc.).
    quindi siamo sui 70. e una tiratura a mille con un piccolo editore coraggioso è già un successone.
    con un libro da centomila copie [vendute] si aggiungono due zero.

    ciò detto: non è che abbia tutto ‘sto valore la provenienza del libro. anzi, il fatto che lo mandi un agente può essere un punto a sfavore.

    in sostanza oggi gli agenti sono consulenti legali e lavorano quasi solo sui contratti. vendono autori già famosi e venduti – chiedono un anticipo migliore; un due percento in più ecc.

    poi hanno un parco autori “giovani”, nella speranza che qualcuno sfondi. ma – di solito – sfondano poco.

    ciao,
    e.

  6. non di scrivere, morena. di avere un agente. in attesa del pezzo, una prima anticipazione. I ‘veri’ agenti (ma scordatevi il tipo da film americano che ti segue come un figlio) cercano loro gli autori. perciò la prima trattativa è proprio con gli agenti. solitamente chiedono il 10% sul nazionale e il 15% sull’estero, ma se un autore è cercato tratta a ribasso. se uno invece implora di essere accolto, finisce con versare rispettivamente il 20 e e il 25. (naturalmente chi chiede altro, pure piccole cifre per cosidette pratiche burocratiche, è un farabutto.) poi è vero che per un buon autore riescono ad aumentare gli anticipi, ma facciamo un esempio: riesce a portare l’acconto da quattro a seimila euro, ma si tiene (se va bene il 10%) 600 + 120 di iva. ossia 720 euro. perciò, in realtà, l’aumento è di 1800 euro. ma poi mettiamo che uno venda 6000 copie con un diritto del 10% su un prezzo netto di 10 eutro a volume. gli spetterebbero appunto 6000 euro (cioè pareggerebbe l’acconto), ma l’agente se ne tiene altri 720 (totale 1440). alla fine l’autore, anziché i 6000 che avrebbe percepito (in due fasi) trattando da solo, ne cucca 4560. in cambio di cosa? vendite all’estero e diritti cinematografici? no, solitamente di sogni.

  7. aggiungo: e gli agenti che leggono i manoscritti per l’assistito, giudicano e consigliano, in italia si possono contare sulle dita di una mano e tengono in scuderia solo autori da bestseller.

  8. direi che basta così. ma grazie di cuore, ne so già molto di più.

  9. altro appunto.
    se l’editore di dà 3000 euro di acconto su una tiratura di 6000 (datic ome nel caso sopra), se vendi solo 3500 copie lui è contento egualmente e ti versa i 500 rimanenti, ma se di euro te ne ha dati 6000 s’incazza di brutto. gli editori odiano perdere denaro ( e per contratto non poscono chiederti indietro l’acconto versato in più), così finisce che prima di ripubblicarti ci pensa 77 volte.
    a presto.

  10. A te, Remo, ti ci vole un “signor” agente. Macchè di’o!? Il “principe” dell’agenti….
    Voglio esagerare… ti ci vole proprio un bel Reagente…

    Sù sù… che ultimamente te tu mi pari un po’hettino smunto… e un ti posso neanche dì d’andà ‘n Letizia… che magari i tu’ lettori (oh! manca la “e”.. un facciamo scherzi) la pensano che te tu sia improvvisamente diventato un uomo di Fede…
    Budella ‘mpestata, pure nelle parole c’ha il conflitto d’interesse…
    .
    Ed è meglio che non accenni alle veline trombate dalla competizione erettorale…
    .
    Vero che sorridi?

  11. mettiamola in musica, caro sandro.
    ciampi direbbe, Te lo faccio vedere chi sono io.
    Vecchioni invece direbbe, Se arrivo, vuol dire che a qualcuno può servire…
    Guccini e De André ora come ora non mi vengono, ho appena chiuso il giornale, vado a mangiare una pizza.

  12. Grazie molte, ma tante,
    a Marco Salvador che ha fatto i conti giusti & chiari, almeno si vede in che abbracci ci si butta…:-))

  13. Ringrazio Marco Salvador che ci ha fatto un resoconto chiaro con tanto di cifre.
    Certo, scherzavo quando dicevo che ci passa la voglia di scrivere. Quella mica se ne va così.
    Sull’agente non so dire per ora, ma farò tesoro di ciò che hai scritto.
    Non si sa mai. Mi dovesse servire un giorno…

    e buona giornata a tutti

  14. e quindi, remo, tu che consigli? :-))

  15. @ms

    e scusa, perché raddoppia?
    cioè – nel tuo esempio – l’agente prende la sua percentuale sull’anticipo. e ok…
    l’anticipo pareggia i diritti, quindi l’autore non prende altri soldi. ma – tu dici – l’agente prende la sua percentuale sulla vendita delle copie [denaro che l’autore non prende, perché l’ha già preso…]?

    e che contratto è?
    mi pare assai strano.
    io posso anche firmare un contratto d’agenzia in cui giuro di darmi il cilicio sulla schiena ogni volta in cui mi chiama il mio agente, e mi dice “putunfete”.
    ma – a parità di correttezza, mia e sua – si prenderà una percentuale (il 15 o il 20) delle royalties, comunque esse siano pagate (in anticipo, o alla “resa dei conti”) – nel tuo esempio: il 15 percento del 10 percento di 6.000×10. e basta.

    no?

    e.

  16. te ga razon, empi. per la fretta ho scordato un passaggio. intendevo 2 X 6000 il venduto, su due rendiconti. cenere sul capo, ma il concetto non cambia.

  17. quindi, scusa: il libro vende 12.000?

    be’, un po’ cambia… :)

    niente cenere, era solo che non capivo che razza di contratto fosse quello in oggetto.

    ciao,
    e.

  18. cara silvia, dipende.
    è un argomento che va affrontato caso per caso.
    per chi ancora deve pubblicare dico solo di fare attenzione: certe agenzie spillano soldi, e basta.
    avere un bravo agente è il sogno di tutti, trovarlo è un altro paio di maniche.
    per dir le cose come stanno, Salavador, che ha venduto con un libro non tanto ma tantissimo lo trova, se vuole.
    io faccio fatica.
    chi è alla prime armi fa una fatica bestia.
    anni fa ho avuto un’esperienza, poco felice però. con l’agente proriuo non mi intendevo.
    adesso mi piacerebbe entrare nella scuderia di un’agente, vedremo.

  19. Per coloro che sono agli inizio o esordi:
    State attenti alle cosiddette “Agenzie letterarie” fiorite da 10 anni a questa parte che sono solo rubasoldi!
    Chiedono denari già soltanto per esaminare un dattiloscritto, poi ti fanno pagare un editing compitato da uno scribacchino, poi dicono che presenteranno il testo a vari editori, quindi il suddetto testo finisce presso editori a pagamento o presso altri di distribuzione 0.
    Provare per credere: sono stati scritti più libri/saggi su questo argomento.

  20. esatto.
    … come dicono Remo e MarioB.

    però, in questo caso, è meno difficile di quanto sembri, distinguere:
    se vi chiedono soldi – che siano editori o agenti o altro – si dice: no, grazie.

    e.

    [poi ci sono tanti altri casi ambigui, ma lì è come nel resto della vita, si decide caso per caso, seguendo cuore ragione sentimenti convinzioni ecc.]

  21. Ciao Remo
    Ho dato una sbirciata a questo sito e quello che ne ho ricavato é : un senso di fiducia e di simpatia. Non ho letto niente di tuo, ma se lo spirito che aleggia qui lo trasmetti anche attraverso quello che scrivi……………………….
    Ill mio intento é quello di avvalermi di un agente letteraio.
    Sono un vegliardo idealista e sognatore, ho scritto un libro sulle verità fondamentali che ho intitolato LA GRANDE IPOTESI, il cui sottotitolo é Dal Big Bang alla condizione umana. Lbro che deve essere corretto e sistemeto nel migliore dei modi. Non sono uno scrittore e quindi………
    Sto prendendo contatti con le case editrici, ma sono negato per tratare eventuali futuri rapporti e……….
    Mi dai una mano?
    Ti mando un CD così puoi capire di che cosa si tratta?
    Renzo De Santis
    Via Tou de Grange 4
    11024 Chatillon (AO)
    Tel 3274006192

  22. ciao renzo,
    fino a metà dicembre sono impegnato tra cose da scrivere, cose da leggere e cose lavorative (più grane di vario tipo).
    se vuoi mandarmi il cd manda, ma sappi che mi ci vorrà un po’ di tempo
    ciao


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