… di ricordi nuovi

Dicono che la Vargas, che leggo ma non mi fa impazzire (meglio Mankell per esempio) scriva i suoi gialli in ventun giorni e che poi, questi suoi gialli, vengano riveduti e corretti da un primo editing, della sorella.

Il primo maggio, che per me è un bel giorno per tanti motivi, ha iniziato a pensare a un libro. Le prime ventimila battute le ho scritte nella notte tra l’uno e il due, il 20 maggio l’avevo finito, il 25 (domenica) ho rivisto ancora delle parti. Sono a 208mila battute, per ora.
Il cuore di questo libro è qua, in questo post.

“Il quaderno di mia madre”, insomma.

Ma il titolo sarà diverso.
E’ il mio sesto romanzo, quindi, dopo Il quaderno delle voci rubate (il mio libro fantasma, uscito solo a Vercelli e regalato ad alcuni amici), Dicono di Clelia (che sarebbe, quindi, il mio primo libro pubblicato, ma che non è andato molto bene), Lo scommettitore (quasi introvabile, poi io, che non partecipo mai a concorsi, posso almeno vantare di aver avuto un libro che è stato Libro del mese a Fahrenehit, nel 2006,  e anche finalista dei Libro dell’anno 2006, sempre di Fahrenehit, solo che è cosa questa, che non si sa perché non andai alla trasmissione finale, a Roma), La donna che parlava con i morti (il primo e unico libro che ha venduto bene), Tamarri (raccolta di racconti che ho pubblicato con l’editore-ragazzino, Francesco Giubilei, un po’ per gioco e un po’ perché mi andava), Bastardo posto (che deve uscire, non so quando, per la Newton), quindi questo appena terminato, ma da rifinire ancora (so già che arriverò a 220mila battute almeno), il sesto romanzo, insomma.
Già consegnato alla Newton, vedremo. La sinossi ce l’ha anche un’agente (non è ancora la mia agente, ma io sto insistendo, con mail che son quasi dichiarazioni d’amore), vedremo. La deve spedire anche a una grande case editrice, vedremo tre. Ma non è escluso che lo pubblichi in rete, vedremo quattro.
Dipende.

Comunque, mi sono ammazzato a scrivere questo libro. Stavolta (a differenza de La donna che parlava con i morti che mi fece ingrassare di dieci chili, ho perso peso, tre chili almeno, ho bevuto “litrate” di caffè, ho fumato più del solito, ho dormito niente.
Pensavo, scrivendo, che se non avessi scritto avrei potuto perdere le storie che sono collegate da un’unica storia, un libro di passato e presente, insomma.
Di ricordi. Credo di aver svuotato il sacco, credo di non averne quasi più di ricordi. Ora per scrivere, se voglio scrivere ancora, ho bisogno di ricordi nuovi.
Buona giornata

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8 pensieri su “… di ricordi nuovi

  1. bravo Remo,
    c’hai ‘na volontà ferrea!!
    Auguri!
    Che tti frega di Mme.Vargas?
    A me i miei scritti me li corregge un fantasma che si siede qui a fianco e scassa.

  2. Grazie Eliselle, spero, un giorno, prima possibile, di esserci alla presentazione del tuo libro (ed è cosa rara, questa, ché io vado raramente a presentazioni, ma per te lo farei).
    un abbraccio

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