esserci o meno

Loredana Falcone (Lory della coppia di scrittrici Laura e Lory) ha scritto questa cosa qua de Lo scommettitore.
Ogni tanto ricevo mail (una cinquantina almeno) di gente che lo ordina, ma la libreria dice che è fuori catalogo o introvabile o altro.
Sta succedendo un po’ la stessa cosa per La donna che parlava con i morti.
Introvabile, quasi.
Il libro dovrebbe aver venduto 5mila copie (secondo una agente letteraria).
La Newton Compton sta ipotizzando una ristampa in versione economica a 4,90, quando non so.
Scrivo questo perché vedo che ogni giorno qualcuno (da 3 a 10 persone) va a vedere il link I miei libri.
Diciamo che è abbastanza inutile, ora come ora, cercarmi in libreria.
Sì è vero, oggi vengono sfornati più libri rispetto al passato.
Ma sono libri usa e getta. Durano un attimo, in libreria.
E uno si chiede, Vale la pena?
Direi comunque sì: chi scrive non deve fare anche di conto.
Vendere tanto vendere poco, essere pubblicati non essere pubblicati, essere recensiti non essere recensiti: non sono queste cose che fanno di un libro un buon libro.
Che poi “buon libro” non vuol dire niente.
Leggere e (per me) scrivere: questo conta. Interrogandomi, anche.
Buona giornata

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12 pensieri su “esserci o meno

  1. ti confermo che il tuo libro è fuori catalogo.
    non ti hanno comunicato la cosa?
    non ti hanno ancora inviato il rendiconto con venduto e reso?
    non di hanno ancora saldato i diritti?

    se a tutte queste risposte segue un no, amico mio, cambia editore. (e io mi tengo alla larga.)

  2. marco, non ho intenzione di cambiare editore.
    la newton mi ha mandato il rendiconto dei primi sette mesi (da natale 2007, quando il libro è uscito, a giugno 2008, quando si fanno i conti).
    mi hanno pagato, c’è l’ipotesì di una ristampa de La donna, mi trovo bene con l’ufficio stampa, ho trovato una editor (per Bastardo posto) che mi ha stupito, per bravura e competenza.
    se ristampano La donna che parlava con i morti (possono farlo, possono non farlo) hanno fatto più di quanto stabilito nel contratto.
    mezza pagina di pubblicità, per esempio, su Tuttolibri.
    certo, c’è di meglio.
    ma la mia esperinza – lo dico toccando ferro e tutto il resto – per ora è positiva.

  3. Confermo, ho chiesto in libreria, fuori catalogo, mi han risposto. E hanno aggiunto: la Newton fa così, esce e toglie in breve, è nei loro usi. questo è il loro scaffale (hanno scaffali per editore in quella libreria, non per genere) e c’erano svariati titoli. belle copertine. rigonfie. strane. ricordo anche – così per andare a ruota – quando, invece, mi scontrai letteralmente con una pila di la donna che parlava con i morti, in una feltrinelli, a bergamo. e te lo dissi a una tua presentazione. sei rimasto stupito. mi hai detto toh, devono essere andati in ristampa. ed io ho pensato che la Newton fosse un editore capace di sorprendere anche i suoi autori. bè.

  4. Vendere tanto vendere poco, essere pubblicati non essere pubblicati, essere recensiti non essere recensiti: non sono queste cose che fanno di un libro un buon libro.
    Che poi “buon libro” non vuol dire niente.
    Leggere e (per me) scrivere: questo conta. Interrogandomi, anche.
    MERAVIGLIOSO

  5. In quanto titolare dell’opera omnia di Remo Bassini (nel senso che ce li ho tutti i suoi libri) posso solo dire che se non avesse pubblicato, io sarei piu’ povera. Non nella tasca, nel cuore, che e’ quello che conta di piu’.

  6. Perdonami l’ignoranza Remo.
    Una volta cessato il rapporto con una casa editrice, ovvero alla conclusione del contratto, a chi appartengono i diritti dell’opera?
    E nel caso in cui la tua casa editrice non voglia mandare in ristampa un tuo libro, hai facoltà di self-publishing (con “ilmiolibro”, per es.)?
    Buona giornata e grazie.

  7. caro sandro, l’esperto in materia è Marco Salvador (ms).
    le case editrici grandi e medio grandi, comunque, mantengono i diritti per anni.
    ciao

  8. Pienamente d’accordo con quello che dici… la fortuna critica o commerciale di un libro spesso non dipende dalla sua qualità. Ed è una fortuna mutevole, a seconda di tempi, luoghi, persone. Tutto è veramente relativo.
    Ciao Remo.

  9. Finire una storia, avere la sensazione (magari sbagliata) di aver comunque scritto qualcosa di bello, diverso e importante ripaga di ogni insuccesso che non dipenda direttamente da noi. Nessun libro potrà mai scivolare totalmente nell’oblio, sarebbe una contraddizione palese con la natura stessa dei libri. E poi i libri non sono meteore ma comete: tornano sempre

  10. Sono stato fuori roma una settimana, lontano da tutto (giornali, tv, internet,..) e leggo solo ora questo post.
    Però volevo dire che “Lo scommettitore” io l’ho trovato in rete (da Unilibro) un paio di mesi fa. L’ho ordinato insieme a “Tamarri”, l’ho ricevuto in una quindicina di giorni. E l’ho trovato anche più bello della “Donna che parlava con i morti”, ma questo è un giudizio personale. Spero non fosse l’ultima copia disponibile. Io vi consiglio di tentare. Ne vale la pena.

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