lettere anonima, quindi strana

Sulla mia scrivania una lettera anonima.
Ne ricevo tante, anche di insulti.
Comunista bastardo.
Ma anche
servo del sindaco (che è di centrodestra).
Alcune di queste lettere son pettegolezzi a sfondo sessuale.
Oppure: il tale prende mazzette, indagate voi, che siete un giornale serio.

L’ultima lettera anonima è anomala.
Premessa. I lettori del mio giornale sanno (lo sanno dalle risposte che do sulla pagina delle lettere) che i facili qualunquismi contro rom ed extracomunitari non li sopporto.
Comunque.
La lettera anonima che ho appena ricevuto racconta di una ragazza extracomunitaria che sarebbe stata umiliata, racconta l’estensore della lettera (che è siglata), in una ricevitoria del lotto.
Avrebbe effettuato una giocata di 42 centesimi pagando con monetine da 1, 2, 5 centesimi, e questo avrebbe fatto spazientire il titolare della ricevitoria che avrebbe detto, Io i centesimi non li voglio.
L’estensore della lettera, a questo punto, scrive: Si fosse trattato di una ragazza italiana il tabaccaio si sarebbe comportato così.
No, dico subito.
(Tre o quattro anni fa ero in un bar di Gattinara. Accanto a me c’erano due ragazzi albanesi. La cameriera li ha fatti sentire delle merde. A loro, solo a loro, chiedeva i soldi della consumazione, e lo faceva guardandoli come se fossero cacche, infatti, e lo faceva, anche, cercando sguardi di complicità tra gli altri “italiani”, ché siam tutti buoni, noi).
La lettera anonima, come quasi tutte le lettere anonime, però, almeno un po’, puzza: alla fine dice, Non andate più da quel tabaccaio.
Metti che sia una vendetta, va a sapere perché.
E poi: quando si denunciano fatti di malcostume così, perché non firmarsi col nome e col cognome?
(A volte, ma è raro, perché c’è un problema oggettivo, possibili ritorsioni o questioni legate a un minore o alla privacy, si pubblicano lettere con la dicitura “lettera firmata”, ma è raro).

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2 pensieri su “lettere anonima, quindi strana

  1. Ammesso e non concesso che non si tratti di un altro tabaccaio concorrente, o qualcuno che, come giustamenti dici, abbia in mente chissà quale vendetta, credo sia una questione di “presa di posizione, o presa di responsabilità”.
    Presa di posizione sarebbe stata intervenire sul posto. Ossia, assisto alla scena e difendendo la ragazza ricordo al tabaccaio che, gli piaccia o meno, pure i centesimi sono soldi. E magari non stare zitto a fare finta di indignarmi.
    Presa di responsabilità è decidere di sputtanare il tabaccaio imbecille, firmandosi, proprio perché non si ha paura di dire “io sono quello che in quel momento ti ha cazziato. e visto che non mi è bastato darti del razzista cretino nel tuo negozio, l ho fatto pubblicamente”.

    Entrambe le cose richiedono uno sforzo emotivo ed energetico che spingano fuori dalla normale routine del “mi faccio gli affaracci miei che è meglio che io non voglio casini”, e io, sarò pure cinica, ma credo che si sia tanta gente che nella sua routine ci sguazza che è una meraviglia. e pure se l intenzione a monte in questo caso, era positiva (denunciare appunto un malcostume) la mancata presa di responsabilità/posizione ha vanificato il tutto, secondo me.

    (scusa… ho scritto un pippolozzo… ma certe cose, oltre che farmi incazzare, mi ispirano…)

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