giornalismo libero

Sono scomodo ora: attendo l’areo, a Malpensa, sono eduto scomodo, il pc tra dieci minuti si spegne (poi sono in crisi distinenza da fumo, ché io scrivo solo fumando, sigari, sigarette o pipa non importa) e poi c’è una signora accanto a me che usa il cellulare come se fosse un megafono…
bravo, bravo, bravo, io ho già mangiato,  devi mangiare ancora?, dice.
tu per caso mi hai chiamato a mezzanotte?, comunica la signora a una trentina di persone…

a chi vuole, pongo un quesito, anzi no, due.
Quand’è che secondo voi un giornale è libero?
Mi fate degli esempi di libero giornalismo?

Lo chiedo ai lettori di giornali grandi e piccini e a chi lavora nel giornalismo.
(Sul servilismo è inutile dire, mi pare).

La signora si è alzata: pure io, devo.

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9 pensieri su “giornalismo libero

  1. -quando nn sarà l’uomo a scriverlo
    quindi…mai.
    -ma dove in Italia??
    l’unico esempio che forse, fooorse riesco a fare è report. nient’altro
    :-)

  2. La notizia, l’analisi seria, l’aperta, ma non castrante, dichiarazione di appartenenza

    “I Siciliani”, “il Diario”

  3. Ovunque tu vada, o Remo,
    Buona Pasqua, cieli sereni,
    salutami tanto il grande Venustiano Mendoza da parte mia,
    digli che l’abbraccio,
    ricorderò sempre la lunghissima partita di japparra, con lui, a El Paso, nel vecchio Hotel Carranza,
    già
    MarioB.

  4. Un giornale è libero quando ha un direttore che pone come obiettivo la notizia, non la origine partitica della fonte. Un giornale è libero quando consente ai suoi redattori di dire quello che pensano, quando punta su editorialisti competenti e preparati e non sugli amici degli amici. Quando punta sull’investigazione.
    In Italia è dura, ma ricordo le inchieste di Gatti per l’Espresso, chiaro esempio di giornalismo investigativo, oggi una rarità, da lodare per questo. In televisione cito solo Report, per la qualità del lavoro che fanno. Oggi credo ci sia ampiamente più libertà in un quotidiano che in televisione, per questioni arcinote su cui non mi dilungo, e per colpa del piattume dilagante che rende le reti Rai quasi identiche a Mediaset. Purtroppo visto che molti preferiscono vedere la tv e non leggere i giornali, gli errori altrui ricadono sulla categoria, in toto, senza fare distinzioni.
    Ciao e buona Pasqua

  5. Ieri su di un giornale che ha sede in via Sella a Vercelli, c’era una rettifica ad un mio articolo, mi ha fatto incazzare, perchè ho riportato quello che l’intervistato ha detto e che non era il caso di fare una rettifica. Forse un giornale libero è anche questo, è Pasqua ormai : auguri a chi passa di qui, che sia buona.

  6. è libero quando si fa ascoltare bene e non dà fastidio, non impone e non spettegola ma informa.
    anche sulle cose che tutti dimenticano.
    tutte le altre sono ovvvietà, che sia corretto, che non plagi, che non rubi, che non inventi, che non sia pagato per dire e per non dire, che sia intelligente e discreto ma non bugiardo.
    tutti gli altri non li ascolto e non li leggo, mai.

  7. non sono d’accordo su “oggi i quotidiani sono più liberi della tivì”. i quotidiani sono infarciti di redazionali – molti occulti; e dipendono più direttamente dagli inserzionisti….
    e.

  8. i giornali sono più liberi di quanto i lettori pensino, e meno liberi di quanto i giornalisti vorrebbero. ciò detto, sono felice di essermi occupato sempre di cronaca nera. a me nessuno mi ha mai chiesto di far passare per semplicemente ferito un mort’ammazzato. non si può. mi occupo di sangue e merda: le cose più pulite del giornalismo.

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