conoscersi bene, forse (anche in rete)

Per anni non ho salutato una donna. La incontravo e guardavo da un’altra parte. Lei però, per anni, ha cercato il mio saluto, con insistenza.
Allora, si diceva che amasse concedersi.
(Quando andavamo alle giostre, ed eravaamo ragazzini, lei prendeva qualcuno per mano, più grande, e insieme andavano al fiume… E non ne faceva mistero, lei, di questa sua… passione)
Mai criticata per questo.
Che lei fosse allegra lo sapeva anche il suo defunto marito, me lo disse lui, mi disse era così mia madre, è così lei.
Che poi in provincia e nella metropoli la storia delle TT perdura: l’uomo che scopa è un Toro, la donna una Troia.
Le tolsi il saluto perché quando lui si ammalò, e non aveva che qualche amico, lei scomparve. Lui trascorse il suo ultimo mese di vita in ospedale e lei, mi dissero persone a cui credo e che conosco bene, lei, dicevo, in ospedale non si fece mai vedere.
Ho ripreso a salutarla, è invecchiata, sola.
Oggi però ho incontrato due persone che non ho salutato.
Stavo per farlo, poi ho pensato Siete cattivi.
Mi sono ricordato delle sberle che davano ai loro figli; delle cattiverie che dicevano sul conto degli altri. A me non hanno fatto mai niente, ma io ho girato la testa, oggi, incontrandoli, mentre portavo il cane al fiume.
Ecco, a parte questi due esempi, non mi pare di aver tolto o negato il saluto a qualcuno.
Son più quelli che non mi salutano, e alcuni di loro avranno le loro brave ragioni.
Vengo alla rete, ora.
Anche nei blog succede che non ci si saluti.
Ti tolgo il link, cazzo.
Faccio un blog privato, così sparlo di te e tu non lo saprai.
Nella rete a volte mi sembra ancora peggio che nella vita.
Ecco, nella rete so che qualcuno non mi saluta, o non saluta questo o quest’altro, per sentito dire.
Allora, non ci si conosce tra vicini di casa, tra colleghi, tra mogli e mariti.
Ma nella rete invece sì, si sa.
Boh.

E poi c’è Facebook.
Dove c’è gente che, per aver pubblicato due libri o recitato o fatto cissà che, quando riceve una richiesta d’amicizia (una sorta di scambio di link) domanda:  Ci conosciamo?
Ecco, mai visto un veterinario, un idraulico, un ambulante chiedere, Ci conosciamo?
Da qualcuno che ha letto Carver e visto tutti i film di Fellini invece sì.
Cattiveria.
A un editor che magari conta un po’ non ho mai visto chiedere, Ci conosciamo?

Ecco, ora mi sono ricordato e rettifico quanto sopra.
C’è una persona a cui ho tolto il saluto e lui ha fatto lo stesso con me.
Ci conoscevamo, bene.
Forse.

Poi.
Oggi ho finito, dopo altre trenta ore di revisione, Bastardo posto. La parola, adesso, spetta alla mia editor, con la quale dovrò confrontarmi sulle variazioni apportate.
Ho visto un bel film, ieri.
Gran Torino, con Clint Eastwood.

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19 pensieri su “conoscersi bene, forse (anche in rete)

  1. Remo è così purtroppo. Le amicizie si selezionano, soprattutto su internet. Un tempo i criteri erano quelli dell’affinità, poi vennero quelli della convenienza. Ora mi sembra siano vigenti criteri quantitativi. Io da FB sono scappato per manifesta incompatibilità con la maggior parte dei presenti (amici precedenti esclusi).
    Sicuramente un mio limite indipendente dal mezzo. Però devo confessarti che, quando ho letto sulla bacheca di una della quale avevo appena accettato l’amicizia “ho raggiunto quota 500”, non ho restitito. “Quattrocentonovantanove” e tanti saluti al libro delle facce.
    E’ sempre un piacere passare a trovarti anche se non riesco quasi mai a lasciare commenti.

  2. Amici? meglio pochi ma buoni. Io l’ho sempre pensata così. Sarà poi che non ho un mio blog da promuovere, ma nell’elenco di splinder ne ho pochissimi (mi dimentico sempre di andare a vedere chi c’è o chi mi chiede amicizia). Mi ritengo molto amico di persone che stimo e che non sono nel mio elenco di splinder ma con i quali dialogo amabilmente tra un blog e l’altro; meno di qualcuno che invece magari c’è. E’ anche per queste cose, quelle che dice Pasquale, che su FB non mi ci voglio proprio mettere.

  3. Certi problemi son solo di chi se li crea…
    Buon inizio settimana, Remo.
    (Gran Torino è proprio un bel film)

  4. Per anni, ho tenuto diversi blog su una piattaforma poco frequentata. E’ come un piccolo paese: ci si conosce tutti. Il primo periodo è stato quasi esalante. C’erano post con cento, duecento commenti, in cui tutti dicevano quello che pensavano, tutti insieme, a tutti. C’era quell’atmosfera da compagnie di ventenni che vanno a mangiare la pizza in quaranta e tutti vanno d’accordo.
    Poi sono iniziate le amicizie più strette: in quel guazzabuglio, si sono individuate persone più vicine, più simili, con le quali era possibile approfondire il proprio punto di vista – sulla politica, sulla letteratura, sul mondo. So che sono nati anche degli amori.
    Terza fase: il tracollo. Post che erano vere e proprie esecuzioni sommarie di blogger. Post privati. Commenti anonimi. Litigate mostruose. Amicizie andate in pezzi. Cancellazione dei blog nei blogroll. Cancellazione a posteriori dei commenti. Cose orribili.

    Ma probabilmente è il modo con il quale noi umani stiamo al mondo…

  5. Gran Torino, gran film. Non dimenticherò tanto facilmente l’immagine di Mister Kowalski (non chiamatelo Wally) in veranda, con la lattina di birra in mano e la bandiera stelle-e-strisce vicino all’ingresso.
    Popolare e profondo allo stesso tempo, «Gran Torino» è la lezione di cinema e di vita di un «grande vecchio» (79 anni il prossimo 30 maggio), uno degli ultimi veri autori con la A maiuscola.
    Un film che parla di padri e figli, di dio e della morte, strappando lacrime e risate (le gag con il barbiere italo-americano), con battute memorabili.

    Ottima scelta, Remo!

  6. io ho tolto il saluto a mia cognata, lei ha fatto lo stesso con me, come nelle migliori tradizioni
    non ne sono per niente pentita.

  7. C’è differenza tra blog, facebook o la vita davanti a sé( e la citazione mi ricorda il bel libro di Emile Ajar)?
    No. L’attrazione va e viene. L’antipatia a priori, robusta, per un’affermazione, una polemica o un’ingiustizia reale o presunta, idem.
    Nella vita reale ho tolto il saluto a poca gente, devo dire, ma l’ho fatto. Ex compagni di scuola delle medie; ex vicini di casa e parenti. Io quando taglio, taglio. Mi hai detto: sei mite, gentile. E’ vero, ma anche il suo opposto.

    O con me o contro di me. In rete, per strada, fa lo stesso. E’ il mio carattere.

    A volte mi ricredo, altre no.
    Sono umorale e passionale, ma, ad esempio in 32 quasi 33 anni, di lavoro non ho mai tolto il saluto ad un collega, perché in bene o in male si era sulla stessa barca. Per il resto, capita. Siamo tutti eguali. Coltiviamo fluttuanti rapporti d’amore/odio.
    Su facebook ho circa 160 amici, che è una parola grossa. Conoscenti, più o meno cari, vicini o lontani. Con alcuni amicizia vera e propria non c’è mai stata. Con altri abbiamo anche litigato, ma il tempo che vuoi: stempera.

    Se una mancanza o un’incompatibilità è stata grave , nella vita,io non perdono. Mai. Per ora non me ne sono pentita.

    Non ho visto quel film e l’avrei fatto volentieri, invece!

  8. Ciao Remo :-) :-) :-)
    SOTTOSCRIVO… sai che su Face, quando mi è successo che qualcuna o qualcuno con cui mi faceva dialogare, mi chiedeva CI CONSOCIAMO? Le prime volte rispondevo gentilmente, poi ho soprasseduto, ache perchè a volte mi slaiva la pressione, come faccio conoscere 57 milioni di Italiane e Italinai o 7 miliardi di persone? Io poi che conduco vita ritirata… per il resto sottoscrivo… Ti abbraccio forte
    davide
    PS Ci sentiamo per BASTARDO POSTO, che non vedo l’ ora di leggere
    Ti abbraccio forte , con Stima e Affetto
    davide

  9. Ps Scusate gli errori , postazione volante antiquata, Gran Torino devo andarlo a vedere, ne parlano Benissimo, sabato ho visto GLI AMIVI DEL BAR MARGHERITA del Pupi nazionale, Fantastic
    abbrax
    davide

  10. Gran Torino mi è piaciuto moltissimo. Con un grande Clint.

    I blog sono una cosa strana. Io ne ho avuti (ma li ho ancora. Non cancellerei mai un blog come fanno tanti) sei, sette, forse otto. Non ricordo di avere mai davvero litigato con qualcuno.
    Smesso di parlare forse sì, ma solo perché ci sono periodi in cui ti interessi ad una cosa e altri in cui hai bisogno di altre cose, e altre scritture.
    Ma se sono persone vere, a cui tengo, non smetto mai di sentirle. Magari non spesso ma ci sono sempre.

  11. Se c’è una categoria di cui diffido è “quelli che vanno d’accordo con tutti”. Per cui chi toglie il saluto a qualcuno per me è solo concreto, intelligente e onesto con se stesso.

  12. monia,
    ci sono persone che riescono ad andare d’accordo con tutti perché sono delle buone persone, comprensive; e io le ammiro. Si tratta, in genere, di persone che preferiscono farsi del male, anziché farne.
    poi ci sono quelli che vanno d’accordo solo con quelli con cui conviene andare d’accordo, e queste persone sono le peggiori.
    io – a differenza da quanto traspare dal blog – ho un pessimo carattere, ma la cosa più bella è essere in disaccordo con qualcuno e, poi, rispettarsi. con saluto annesso.
    ciao monia

  13. La questione amicizie è così personale, ogni relazione che nasce è in un certo senso unica. Ci si relaziona in modo differente da persona a persona. Almeno è così per me.

    Togliere il saluto è soltanto un rendere esplicito un pensiero che molti magari hanno ma non esternano.
    A volte succede che il saluto venga meno silenziosamente. Niente di male, è la vita.

    Con FB si sbaglia in partenza. Chiamare “amici” un elenco di contatti. Ci vuole il dovuto distacco. Amici, semmai, si diventa dopo.
    E succede.

    Un abbraccio
    A presto

    Dona

    P.S. vedrò di fare i salti mortali per non mancare alla presentazione del libro.

  14. togliere il saluto, mi sembra una cosa piuttosto inutile sinceramente. un saluto e’ un saluto. non e’ che se ti dico buongiorno e buonasera sono d’accordo sulle tue scelte.
    almeno, io la penso cosi’.
    alla prossima,
    e.

  15. Io concordo con Monia: non mi piace la gente che d’accordo con tutti. O è falsa, o è stupida, o è vigliacca.
    Dirai ( hai detto), si può coumnque salutare anche chi non ci piace ? E perché? Io provo gusto a guardare in faccia chi detesto *senza* salutarlo.

  16. Io bazzico da poco i Social network e posso dire, per semplice esperienza personale, di aver incontrato amici inattesi, che frequento nel privato, e di aver perso per strada persone che sentivo a me vicinissime. Ma succede anche nella vita, e così mi sono abituata a salutare sempre, chiedere se disturbo, aprirmi il necessario per farmi capire, mettermi in gioco se ne sento la voglia, e chiedere se conosco in realtà qualcuno, ma solo per evitare gaffes e non certo per spocchia di aver letto un libro o meno. Ciao Remo

  17. a me il saluto l’hanno tolto, perchè mi sono permessa di dire la verità.
    ma non è il saluto in sé che mi dispiacerebbe mi fosse tolto, è forse l’indifferenza che mi farebbe più male.
    anche questo ignorare può essere usato per sminuire o allontanare chi non ci sta troppo simpatico, io ne sono stata vitima ma non l’ho mai applicato.
    con ciò non intendo dire che sono brava e buona, semplicemente che non è nella mia indole escludere qualcuno, se non mi ha fatto un torto veramente grave.
    ciao
    cri

  18. Togliere il saluto è una cosa importante che si fa quando qualcuno commette qualcosa di molto grave a mio avviso. Ci sono un paio di persone che non guarderei in faccia nemmeno se mi sbattessero contro e credo che loro lo sappiano e questo è bene. Per il resto, un po’ per educazione, un po’ per professione, un po’ perchè mi piace essere socievole e non un cane rabbioso, di solito sono cortese, lascio il posto, il passo, tengo aperta la porta. Insomma faccio la brava ragazza. Ma questo lo credo solo io. Chi mi ama sostiene che ho un carattere impossibile.
    Tiriamo innanz. Buona Pasqua a tutti:)

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