voglia di sole

Alberto Pezzini scrive recensioni su Il secolo XIX.
Ne ha scritta una – per la rete – su La donna che parlava con i morti:
la potete leggere qua, se volete.
Domenica dovrei essere a Modena, a presentar Tamarri, ma attendo conferma.
E quest’anno, per la prima volta, dovrei presentare un mio libro (Bastardo posto, Newton Compton) al Salone del libro.
Si “respira” l’editoria italiana, al Salone.
E sull’editoria italiana, stamattina, sollecitato da un intervento di Tiziano Scarpa su Facebook, sono andato a rileggermi questa cosa qua, di Moresco, su Nazione Indiana.
E buona giornata (la mia prosegue in redazione, fino alle 23, credo. Poi, come al solito, tornerò, in notturna.
Aspettando un po’ di primavera, così da poter inforcare la bicicletta e fare un giro al fiume dopo il primo caffè.
Invidio un’amica che, dalla Sicilia, poche ore fa mi ha scritto, qui c’è il sole…
qui c’è il solito grigio padano).
Buona giornata

Annunci

10 pensieri su “voglia di sole

  1. due settimane fa, mattino verso le dieci e mezzo, cuffia in testa, sciarpa, giubbotone, mentre vado al lavoro sento una voce che mi fa: vai in bicicletta, no, che fai prima?
    era mio padre.
    io oggi ho l’influenza, lui sta benone.
    ciao donatella

  2. Bella la recensione di Pezzini.
    Ha scritto una cosa che condivido e che ho messo (con altre parole ma il senso è quello) su anobii.
    Copio:

    “Evidentemente per lui la cesura tra uomo e scrittore non è così netta come per alcuni. Certi scrittori sono superbi, hanno pagine incantevoli nel cuore ed una penna capace di ritagliare spicchi interi di cielo e donarteli nel pensiero. Ma magari sono persone che non hanno nulla di vita. Pochi dolori, poche lance spezzate in cuore. E tanta nebbia dentro un’anima insincera.”

    ecco, io nel libro ho trovato l’uomo e sapere che combina con lo scrittore, che parlano la stessa lingua, mi ha fatta stare bene.

    e ora scappo nel mio buio grigio :-)
    buona serata remo

  3. arrivo su questo blog perche’ mi arriva che hai visitato il mio blog. chissa’ che porta un piemontese/toscano nato il 23 febbraio a visitare il blog di una toscana/norvegese (in australia) che ha vissuto 5 anni in piemonte. bello questo blog ci tornero’. il grigio del tempo non ci deve preoccupare. il sole deve essere dentro di noi. come in guerre stellari. let the force be …

  4. Avevo partecipato al convegno alla Fiera del libro 2005, su la RESTAURAZIONE,
    purtroppo il comitato della Fiera dette solo un ora a disposizione nella sala, c’erano Lipperini, Moresco, Fuschini, Fanucci etc.
    Poco di fatto, poco tempo, nuvolose parole, Moresco che legge il Cantico de le creature, Fanucci dice che lui sostiene Moresco e lo pubblica e poi pubblica avanguardia letteraria (pure dei sequel sul Graal…).
    Un nulla di fatto gran delusione, ritorno al gran marasma o Ripieno nauseabondo di questi giorni dopo l’ottima premessa di Moresco sula Restaurazione in corso.
    Allora mi permisi di ampliare il tema all’atmosfera politica e sul sociale e ne scrisi sul blog di Franz Krauspenhaar.
    Tutto passa così in fretta, però tutto si preannunciava ben chiaro.
    MarioB.

  5. Ho lasciato il sole in Sicilia e me lo sono portato dietro fino a Firenze. Da lì in su, fin dove mi trovo adesso, Marsiglia, solo nuvole. Ieri e oggi, però, ho potuto passeggiare tra le Port Vieux e Le Panier nuovamente sotto un sole non caldo. E qualcuno in bici c’è pure da queste parti.

    Un caro saluto marsigliese, Remo. :)

  6. Come potrà essere un giorno che inizia con scary world theory dei lali puna?
    Ieri sera ho dimenticato di spegnere il riscaldamento, e la casa è di un caldo, ma di un caldo… giro in mutande manco fosse luglio… fuori piove che altro che november rain dei guns… perché ho il senso di colpa di aver lasciato il riscaldamento acceso? Se analizzo il costo opportunità sono in uno splendido vantaggio… bevo il caffè in veranda all’aria aperta con addosso un poncho di mia Moglie che a confronto Vladimir Luxuria a cayo paloma sembrava Grace Kelly… ma lo faccio solo per il gusto di rientrare in casa e godermi il tepore….
    Oggi niente lavoro, vince la pigrizia. Scruto dal vetro appannato il mondo: la pioggia è incessante, ma non è un nubifragio; posso andare a farmi un’oretta di corsa. La preparazione indumentale è elaborata e forse esasperata… sono impermealizzato al mondo… anche l’ipod ha il suo k-way. Parto sotto la pioggia e il ritmo è dettato dai jesus and mary chain con la loro just like honey. Corro per il centro della mia piccola città e vedo incolonnamenti di auto ovunque… corro e li spio coperto dal cappuccio e dal cappello… nessuno mi guarda… sono invisibile al mondo… La canzone successiva è più ritmata e – forte del fatto di essere su una pista ciclabile – accelero il ritmo… quando poi arriva happy when it rains corro fino a che i polmoni mi bruciano nel petto… ed è proprio in quel momento che di fronte a me vedo una quantità di gente sotto la pioggia con gli ombrelli, incappucciati pure loro… penso ad un incidente (grave, visto l’assembramento) ma poi alcune bandiere mi suggeriscono che è lo sciopero indetto per oggi… e loro mi vedono arrivare lì tutto bardato… loro almeno mi vedono… gli passo accanto e per un attimo incrocio uno sguardo che sembra chiedermi ‘ma dove cazzo stai andando’… io cerco di guardarlo nel modo in cui guarderebbe uno che dice ‘non so, ma intanto vado’… anche se più realisticamente il mio sguardo (diciamo se fossi in un fotoromanzo) avrà suggerito un ‘è per di qua il manicomio criminale?’… finisce la canzone e sento qualcuno dei manifestanti urlarmi ‘corri forrest corri!!’… arrivano i fuochi di artificio degli animal collective e ciò che mi lascio alle spalle è un mondo al quale non sono appartenuto e che forse proprio per questo mi manca senza condividerlo…

    Bella recensione…
    si sta
    aspettando maggio
    in un bastardo
    posto

    Buona giornata Remo ed ai tuoi ospiti.

  7. la recensione sul tuo libro è bellissima…sopratutto “ha una misura umana in più..” solo…solo che l’ho ordinato quindici giorni fa da feltrinelli e ancora non è arrivato. e qui arrivo al tema del secondo link che hai messo, l’articolo di moresco. considerazioni sparse. se non stampano il tuo libro in un numero sufficiente di copie e non lo distribuiscono in un numero sufficiente di negozi io, poi, non lo trovo. ora individuare un numero sufficiente non è facile, immagino, anche se lo si fa di mestiere. quello che dovrebbe fare il signore della casa editrice è farne stampare un bel po’ in più di quello che prevede. solo così il tuo libro potrà essere distribuito in molti negozi, diffuso, insomma. certo però che quando i negozi hanno libri lì da qualche mese con le copie che non vendono, cosa ci fanno? le rimandano al mittente. allora, penso, il signore della casa editrice dovrebbe far stampare solamente i libri davvero belli. ( scoperto l’acqua calda, vero?) Bene poniamo che si ponga questo obiettivo e che sia in grado di distinguere bello da brutto, come fa a dire di no a tutti quei libri che lui sa già che si venderanno anche se sono brutti? non può perchè il signore deve guadagnarsi lo stipendio. conclusione libri brutti buttano fuori libri belli. conseguenza: quando vado in libreria non compro quasi mai libri nuovissimi perchè ho paura che siano boiate. se però, un libro nuovo me lo consiglia un mio amico, o un blog, ad esempio, allora lo compro. insomma tutto sto discorso per dire che credo che internet possa aiutare a diffondere i libri belli poco diffusi. in due modi: perchè li puoi ordinare online e te ne freghi se le librerie li hanno o no; e perchè puoi/devi trovare blog di recensioni. il problema del vendere poco, a questo punto, potrebbe essere non importante. in oltre si riuscirebbe a fare e a far conoscere della letteratura diversa da quella che sponsorizzano la televisione e le grandi case editrici. insomma internet sarà sempre più importante, secondo me.scusate tutte queste parole.

  8. cara melania,
    il tuo commento meriterebbe una riflessione ampia, con persone che sappiano rispondere al problema che tu poni.
    tieni presente che ogni giorno escono 170 libri, e che La donna che parlava con i morti è del novembre 2007, e che quei 170 libri, quando entrano in libreria, ci restano poco, dai tre ai sei mesi.
    i dico la verità: con i miei libri precedenti è andata peggio.
    riceveno mail di gente che mi diceva dove lo posso travare Dicono di Clelia, oppure, ho chiesto Lo scommettitore, ma mi dicono che non arriverà.
    è un problema complesso.
    l’inizio, la storia di un libro appena pubblicato parte dalla promozione: la casa editrice, cioè, fa una sorta di sondaggio esclusivamente commerciale: a chi interessa porlo in vendita?
    è la promozione che solitamente detta il numero delle copie stampate.
    io ho avuto due momenti di diffisione per La donna che parlava con i morti: 4000 copie quando uscì, altre 1500 dopo tre mesi.
    calcola che con gli altri due penso di aver venduto tra le 500 e le 1000 copie, mentre il mio primo ha avuto diffisione solo vercellese.
    il problema che poni tu, comunque, è grande ed è vero.
    quando andiamo in libreria non siamo noi che scegliamo i libri masono i libri che scelgono noi: a meno che noi, prima, non ci informiamo e andiamo dal libraio con una richiesta precisa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...