Pubblicato da: remo | 28 febbraio 2009

6 – Cercare gli spunti

Raccontami una storia chiede remobassini-lettore a remobassini-scrittore la prima sera.
Il primo capitolo, anche parte del secondo sono così.
Ma poi mi accorgo che
… raccontami una storia
oppure
… presentami un personaggio
oppure
… sorprendimi
non è così facile.
Per raccontarmi storie ho bisogno di storie e così, nel quaderno delle voci rubate, succede che io inserisco storie.
Ed è il libro che più di ogni altro contraddice l’assunto di partenza
… raccontami una storia.
Mi racconterò una storia ne La donna che parlava con i morti, così come me l’ero raccontata ne Lo scommettitore, ma quando scrissi il quaderno delle voci rubate no, non ne avevo, e sapete perché?
Ero stato disattento.
In fabbrica, o quando di notte avevo lavorato in un albergo, avevo visto o sentito storie, ma senza attenzione.
Mentre scrivo Il quaderno, quando vado oltre il quarto capitolo, mi accorgo che vivo osservando.
Stazione di Torino Susa.
Vedo un uomo e un bambino, per mano. A un certo punto non li vedo più. Erano vestiti con abiti consunti, ma dignitosi.
Dove erano finiti, chi erano?
Non importa: salgo sul treno, imbastisco una storia “minima”.
Le storie diventano una ossessione, e la scrittura anche.
Sono le cinque di mattino di un giorno del mese di agosto del 1995, vedo, dal portafinestra, che si sta alzando un bel sole. Ho gli occhi che si incrociano, io, ché sto scrivendo su un piccolo mac.
E mi dico: ma non avrei fatto meglio ad andare a Cortona?, sto rinunciando alle ferie per scrivere.
Scrivere è anche una scelta: da un lato ti porta a rinunciare a vivere, perché scrivere e leggere e riscrivere e leggere a fondo la scrittura altrui porta via tempo, tanto tempo, ma dall’altro lato ti rende più attento.
Vedi cose che prima non vedevi. Cose vere e visioni, insieme.
Le vedi, le cose, e ti soffermi a scrutarle: così da coglierne i particolari e, se sei bravo o fortunato, l’essenza.
In un gioco continuo di immaginazione e realtà.
Se vedo due ragazzi litigare in un bar non mi interessa come andrà a finire, non li pedinerò, non chiederò di loro (o magari sì) il giorno dopo al barista.
Ho lo spunto, tanto basta,
Raccontami una storia diventa
…guarda e cerca storie.
O spunti.

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Responses

  1. Diceva Pirandello che la vita o la si vive o la scrive.
    Penso che ci si possa persino difendere dalla vita anche scrivendo. Ad esempio, lo si fa seduti da qualche parte e si evita di stare in mezzo al traffico. Non si frequentano cattive compagnie, tranne quelle dei personaggi creati. Si analizza il vissuto, ci si distacca dal patema d’animo del vivere e lo si esorcizza mettendolo nero su bianco. La scrittura è mettere ordine nei cassetti del pensiero.

    Dì a Remo Bassini di raccontare di quando voleva fare il sentimentale magnificando la neve e di come una scassamaroni lo ha tormentato:-)))

  2. vivere e scrivere: anche questa è una questione di “dosaggio”.
    lavorare in miniera e vivere: diventa un problema.
    non si vive e non si scrive.

  3. imparo a scrivere, e imparo a osservare; tu sei un ottimo maestro, che mi spinge alla lentezza, alla meticolosità dello studio e del lavoro costante, della critica che costruisce; rinuncio a vivere perché scrivere è l’unica forma di vita che mi soddisfi

  4. Vengo sempre volentieri a leggerti, perchè molto spesso mi ritrovo in quello che scrivi. Sei come un vecchio amico, ormai, anche se non ci conosciamo.
    (beh, magari un giorno o l’altro si potrebbe fare…)

  5. “dessine-moi un mouton”

    mi fa lo stesso effetto

    in effetti

    rob

  6. In miniera si vive. Non è che la vita sia un fenomeno su cui riflettere, è semplicemente esistenza in vita. Si vive anche nel modo più bastardo, in effetti. Per scrivere invece ci vuole forse un residuo di consapevolezza di esserci e di avere qualcosa da dire. Dosando e dosandosi.

  7. oh te lo devo proprio dire…sn molto interessanti questi post. a me aiuta un sacco sapere come uno scrittore si approccia a questo mestiere…king la chiama ” cassetta degli attrezzi”
    per cui, danke : )

  8. A volte penso che ciò che osservo sia fuggito da un libro.
    Questo blog è vivo.

  9. mi associo a ladypazz. sia per l’interesse suscitato dai tuoi post sulla scrittura sia nell’amore per king e la sua ‘cassetta degli attrezzi’. On writing è il mio libro preferito :)

  10. in settembre lavoravo da un’amica nella sua cartoleria per darle una mano nel periodo scuola.
    avevo in mente un raccontino e ci meditavo tra un cliente e l’altro.
    entra una signora con un cucciolo di labrador in braccio. il cane si agita e lei chiede permesso e lo mette a terra. lui tenta di allontanarsi e lei lo chiama: “Febo, vieni qui. Buono!”
    … Febo… che bel nome per un cane. bellissimo, pensai al momento. Decisi così che nel mio raccontino avrei messo un cane di nome Febo.
    E così fu. Scrissi e pubblicai sul blog.
    Nel frattempo leggevo Il quaderno delle voci rubate ma ero ancora all’inizio. La sera dopo proseguo la lettura e leggo di un cane a nome Febo… ma pensa, che scelta originale ho fatto, mi sono detta :-)
    vabbè, ma questo cosa c’entra ora? mah, mi è venuto in mente così. non so.

  11. on writing…oh yeah! ; D


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