son giorni così, questi

I giorni di pioggia insistente son giorni brutti.
Il disagio del freddo alle caviglie sale su e raggiunge gli occhi, avvolti dal grigio.
Ma i giorni in cui non ci si può ribellare al tempo – dire: questi cinque minuti sono per o per o per – sono i peggio giorni.
Ti svegli con un senso di pesantezza, t’addormenti e non t’importa se sognerai.
Son giorni, così, questi.
Di corse e rincorse: sulle cose non fatte, e che sono da fare.
E poi.
C’è un proverbio cinese che dice: Il cacciatore che insegue due prede le perderà antrambe.
Ne sto inseguendo tre, quattro, cinque.
Farei bene ad ascoltare quel proverbio. Fermarmi.
Solo che – almeno stavolta – fermarsi è facile: da dire.
E poi c’è questo lavoro che è come la pioggia, o almeno.
Anni fa odiavo andare dal dentista.
Ora no, meno: so che se vado dal dentista avrò almeno mezz’ora di anticamera in cui potrò leggere. A meno che non squilli il cellulare.
(Succedono giorni così, e son “grappoli” di giorni, mica uno solo. E non va bene, non va bene).
Buona giornata, comunque

e mi scusino tutti quelli a cui non ho risposto alle mail

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15 pensieri su “son giorni così, questi

  1. Fu chiesto a Pavese (“e ridajje…”) come giudicasse l’ozio e gli oziosi, lui che amava i ritmi lenti della vita nelle Langhe.”L’ozio – disse- rende lente le ore e veloci gli anni. L’operosità invece rende rapide le ore e lenti gli anni”.
    ( dal dizionario degli aneddoti di F. Palazzi, mio illustre conterraneo )

    Sono giorni di neve qui: che bello..

  2. Tifo per l’ozio, se possibile letterario.
    E ci vuole una buona bottiglia..
    Direi un Carignano del Sulcis, un rosso potente che scacci il freddo dell’anima e i cattivi spiriti.
    Ce n’è uno che ha un nome bellissimo: Buio…

    Salute! Alle donne!

  3. Dalla mia dentista
    mi sfoglio una rivista
    osservo i disegnini
    di certi suoi bambini,
    poi col suo sorriso
    stampato su bel viso
    mi afferra la mascella
    e tutto mi sfracella…
    I suoi occhi sì brillanti
    però mi dan cotanti
    tremori e passioncelle
    che dimentico parcelle
    e suon di trapani vibranti
    o tenaglie azzannanti.

    MarioB.:-)

  4. Il cacciatore che non segue neanche una preda non ne prenderà però neppure una manco per disgrazia! :-)
    Tre o quattro sarà anche lavoro dispersivo, ma forse se non è più che una caccia caotica ed irrazionale, qualche beccaccino beccherà!

  5. il problema, forse, non è il numero delle prede. ma che tu sia attrezzato alla caccia con una rudimentale fionda. prova col mitragliatore.
    trattasi di metafora, sì. nulla di cinese, però. mi scuso onolevole lemo

  6. “La velocità è la forma di estasi che la rivoluzione tecnologica ha regalato all’uomo. A differenza del motociclista, l’uomo che corre a piedi è sempre presente al proprio corpo …”
    (M. Kundera)

    Ma mi sembra di capire che questo sia solo una piccola parte del problema …

  7. Ultimamente ho gli stessi pensieri oltre ad un’altra sensazione.
    Hai presente, Remo, la convinzione di essere il protagonista assoluto di un film premiato al sundance film festival e la tristezza quando invece intuisci di essere solo una comparsa generica in una produzione fin troppo losca nella quale la tua unica battuta è ‘ammazza che tette che c’ha quella!’ (con tanto di sguardo colmo di saliva)?
    Che poi tutto si riferisce a chi è il mandante di tutti gli errori che faccio (cfr. anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano)… anche se mi rendo conto di essere proprio io quel mandante…
    Eppure sono sempre io, quello che a 15 anni sfogliava colto e già annoiato i classici della letteratura (i tre porcellini, pinocchio, Cuore)… uno di quelli (così si dice) ‘maturo per la sua età’… suono decentemente svariati strumenti musicali (cembalo, tamburello, triangolo), ho la giusta lungimiranza che mi consente di distinguere tra una pillola e una supposta… anni fa mi sono imposto di non conservare più di 10 numeri telefonici nel telefonino… mi sembra surreale avere più di 10 numeri da chiamare… ma è incredibile come tra quei 10, ultimamente, non ci sia mai qualcuno che ho voglia di sentire… ogni tanto (magari in momenti di slancio come ora… quando ascoltando una canzone vieni colto da una mania compulsiva di ‘condivisione dell’attimo’) sfoglio lentamente tutta la rubrica… e sistematicamente non trovo nessuno con cui abbia voglia di parlare…
    La peggior condanna per un essere umano è odiare la normalità… e allo stesso tempo schernire l’eccezionalità…
    Buon inseguimento.

  8. Un altro proverbio cinese:
    Tenele acceso il cellulale mentle aspetti il tuo tulno dal dentista può fale più male del dentista stesso.

  9. A volte, arrivati al limite si fanno cose senza volere, ma che ci possono salvare…per esempio dimenticare il cellulare, o farlo scaricare, o saltare con la dinamite, ma sempre senza volere, come in trance.
    E accorgersi che si riesce a stare senza anche per due ore fa capire che ce la possiamo fare, come quando si tenta di smettere di fumare.
    Concediti poche ore di trance ogni tanto, senza volere. Tu sei o non sei più importante di ciò che fai?
    Io continuo a odiare il dentista (anche se è bravo devo ammettere) e non mi fa fare anticamera, anzi è lì’ che aspetta proprio me. Fa bene, perchè scapperei. Domani mi tocca e a differenza di MB quando mi sfracellerà solo il terrore del dolore m’invaderà. Di solito esco con le mani viola. Meglio non pensarci.
    Buon lavoro:)

  10. Se avessi più confidenza ti direi “remo, fermati. chiudi gli occhi per un attimo, respira profondamente. inspira. trattieni espira. come si fa a yoga. inzia a pensare che l unico che si aspetta da te il miracolo di fare 18 cose insieme sei tu. per cui smettila di scusarti se oggi non hai risposto a delle mail risponderai domani, se ci sarà tempo. chi ti vuole bene chi ti conosce e sa la vita che fai e chi sei capirà di sicuro. chi si aspetta che tu scatti sull attenti al loro primo cenno non meritano le tue scuse. stai sicuramente facendo del tuo meglio, ma non cadere nella trappola dell essere schiavo del tuo tempo, ribalta le sorti. e “concediti” (che brutto termine) tempo per te stesso che non sia solo rubato nella sala d attesa di un dentista. che secondo me meriti di più e di meglio.
    ecco. ti direi all incirca così.
    (liberissimo poi di mandarmi a quel paese)

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