una storia sbagliata

lo so lo so, è una storia sbagliata, questa, che non si dovrebbe.
ma li ho rivisti, abbracciati, e son quasi vent’anni che Luca e Maria li vedi così, a spasso, abbracciati, che parlano tra loro senza badare agli altri perché tra loro l’affetto è tanto, da sempre.

più o meno vent’anni fa, era sera, passai davanti a casa loro.
Maria era fuori, anche se inverno, senza cappotto o piumino, in strada.
Tremava Maria. Aveva anche la stanghetta degli occhiali rotti.
lui l’aveva riempita di botte.
dissi, Che stronzo…
mi disse, Aspetta che ti spiego una cosa, mi disse una loro vicina di casa.
mi disse, Non conosci Maria.
mi disse, Non conosci Luca.
mi disse che lui, Luca, era un bonaccione, incapace a vivere senza di lei. e che lei, in casa, e soprattutto quando arrivavano ospiti, lo umiliava, sempre.
Maria, lingua tagliente, gli diceva Stupido ciccione, fallito, e lui, Luca, timido, era incapace di reagire.
e non reagiva tutti i giorni, o quasi.
perché Luca, un paio di volte l’anno, esplodeva e spaccava tutto e metteva pure le mani addosso a Maria, sbattendola fuori di casa.
ma poi, mi disse la loro vicina, tornano a cinguettare, ché non sanno vivere luno senza l’altro, lei così serpente, lui così babbacchione che ogni tanto esplode, e non sa controllarsi.

io la rividi un’altra volta, fuori dall’uscio, che tremeva.
li ho rivisto ieri sera, abbracciati

buona domenica

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Informazioni su remo

scrivo. Ultimi libri pubblicati: Lo scommettitore (Fernandel 2006); La donna che parlava con i morti (Newton Compton 2007, fuori catalogo); Bastardo posto (Perdisa Pop 2010); Vicolo del precipizio (Perdisa Pop 2011); Buio assoluto (Historica, 2015); Vegan. Le città di dio (Tlon, 2016); La notte del santo, Time crime

18 thoughts on “una storia sbagliata

  1. Perchè una storia sbagliata… è una storia diversa, fuori dai canoni.
    Per loro non è sbagliata,se stanno bene così, le storie sbagliate sono quelle che ti fanno stare male, che ti portano lontano dal tuo essere, e vivi in contrasto.

  2. tip top, una storia sbagliata?
    (infatti)

    Myrta: non so. Alla fin fine io credo abbiano trovato un loro equlibrio (come nella Nausea di Sartre, dove una donna frigida convive con un’impotente).
    comunque: ho pensato spesso a loro, e mi son fatto domande: sulla violenza verbale, per esempio.

  3. Ci sono tante coppie che sembrano andare d’accordo, ma in realtà non parlano e non si capiscono e alla fine il rapporto si sgretola. Loro, invece, sembrano fatti proprio l’uno per l’altra. Se a loro va bene così, che siamo noi per interferire?

  4. proprio ieri mi è arrivata un’altra storia.
    di una donna.

    ci siamo fidanzati che eravamo ragazzini, a scuola, poi ci siamo sposati, per più di vent’anni.
    lui, un anno fa, mi ha lasciata per un’altra donna, e va bene, sono cose che succedono.
    ma in quest’anno di separazione sono venuta a sapere che lui mi tradiva sempre, e che ha un figlio da un’altra donna, e mi è crollato il modo addosso, perché ho gettavo alle ortiche la mia vita.
    ecco, io penso che ci sono tanti modi per essere violenti

  5. Non credo ci siano storie giuste e storie sbagliate. Ci sono storie: sono storie interessanti quando ci scavi dentro davvero, e ci trovi qualcosa. Sono storie banali quando non riesci a scovarci un bel niente. O perchè non sei capace a scavare, o perchè, anche lì sotto, non c’è proprio nulla. Oppure proprio quel nulla è così degno di nota da far risultare anche quella storia interessante. Una storia anche quella.

  6. E’ difficile giudicare queste cose.
    Ti crolla il mondo. Però il marito ha sempre fatto in modo che non crollasse, ok, non la rispettava tradendola, la rispettava forse nel non farla accorgere. Oppure, far sì che la moglie non si accorga, per evitare discussioni e rotture di scatole. Per alcuni/e “l’avventura” è quasi imprescindibile, se si presenta…
    mi è capitato di essere l’altra, e posso dire la moglie era adorata e intoccabile, ed io per parte mia non mi sono mai messa in mezzo, ho sempre rispettato i confini. Quale il perchè allora di un tipo di rapporto così, da una parte e dall’altra? Non saprei, ci si ritrova,una questione di feeling e comunicativa. Può anche giovare alla coppia, ci sono cose e problemi che si sente il bisogno di scaricare e chiarire, e con la moglie/marito non sempre è possibile.
    Con figli di mezzo non so, però.

  7. Ci sono legami d’amore e legami di dipendenza reciproca. Ognuno per sé stabilisce qual è la misura.

    E se una di quelle due volte l’anno Maria fosse inaspettatamente crepata? Sarebbe bastato per rendere lui agli occhi della vicina un po’ meno bonaccione? I timidi possono essere tremendamente violenti, dice la psicologia.

    In certi contesti culturali essere un gran lavoratore è l’unico vero pregio riconosciuto agli uomini, in virtù del quale si condonano le peggio cose. Così come se fa un gran ragù anche la peggiore stronza diventa una santa.

    La lingua tagliente di Maria è una stronzaggine tutta sua, non certo un’attenuante per le botte, seppur a cadenza annuale.

    Ci sono persone che non sanno esprimersi né a parole né con le mani. E allora esagerano con tutte due i mezzi, a volte.

    Non giudicare troppo in fretta dall’esterno va bene, purché non diventi quel relativismo odioso in nome del quale si resta indifferenti a tutto.

  8. monia, io non giustificola violenza fisica, mai.
    ma conosco i protagonisti.
    certo, lui avrebbe potuto anche darle una manata, farle sbattere la testa sul termosifone, ucciderla.
    ma lui,dopo una umiliazione o un litigio, avrebbe potuto anche finire fori strada con la macchina.
    la violenza psicologica – e in questo certi psicopatici sono maestri – a volte è più violenta di quella fisica.
    so di un suicidio, forse due, di donne che non hanno preso mai una sberla, ma avrebbero preferito.
    e poi.
    magari sono io che sbaglio, ma credimi Monia, da piccolo io ero terrorizzato da mia madre.
    me le dava col battipanni, ma il male non era confrontabile a quando mi diceva, senza guardarmi, “poi facciamo i conti”.
    erano cavoli

  9. sulla violenza psicologica (che è peggio di quella fisica) ho appena visto che su google ci son cose

  10. Remo. non si tratta di fare classifiche a scalare dell’intensità delle violenze. Nè mi ha mai sfiorato l’idea che tu potessi giustificarne qualsiasi forma. Solo non mi va che se ne facciano misure: è più violenta una sberla o certe parole? Non saprei, dipende dal contesto, dalle spalle di chi subisce, dall’età…il fatto è che sono violenze entrambe, e nessuna delle due giustifica l’altra.
    Non so, a me il discorso “la violenza psicologica è peggio di quella fisica” non mi quadra. Ecco.

  11. Poi questo diffuso ragionamento ha una pericolosissima deriva: una sberla ogni tanto non fa poi così male, non quanto certe frasi. Così via libera a schiaffi e pacche sul sedere al grido di “quando ti sposi non tiricordi più”! Così si addestrano gli animali da circo (e non si dovrebbe!) non si educano le persone.

  12. L’equilibrio di una coppia lo si vive e vede bene all’interno. Da fuori lo si percepisce poco. Ci sono coppie che sembrano perfette e poi si reggono su parametri conosciuti soltanto ai diretti interessati, che non ci piacerebbero poi molto se sapessimo quali ingranaggi ruotino per mantenere in vita una macchina strana. Altre, invece, sembrano scosse da ogni soffio di vento e precarie, poi si scopre che sono unite da un invisibile filo d’acciaio. Non parliamo poi di chi, per stare bene in due, deve …trovarsi in tre. Non nel senso letterale e più volgare del termine, ma si arricchisce di distrazioni ed allusioni, perché rafforzata dal pericolo della perdita reciproca.
    La violenza però, no!
    Né quella fisica, né quella assai diffusa psicologica, che fa leva sui sensi di colpa, sulle paure, sul ricatto, sulle singole debolezze. Eppure molte coppie sono avvinte da ordinarie brutture. E su tutto veleggia un amore che amore non è, è attrazione funesta, spesso.
    Ma “tra moglie e marito, non mettere il dito”, dicevano. A ragione.

  13. Questa è una storia di violenza, e la violenza non è mai giusta. Nella nostra società è un problema sommerso perchè sottovalutato … a volte la chiamano “passione”.
    Riporto qualcosa che ho scritto sulla violenza …

    Elaborazione di un lutto … senza salma.

    Non è per l’amore che finisce. Nemmeno per i progetti che non avranno un seguito.
    È più per il male che è stato fatto. Involontariamente forse, ma è stato fatto. Lui ad agirlo e lei a non percepirlo come tale, il male era lì, sempre presente.
    Nonostante tutto è difficile allontanarsene e anche il male poi, alla fine, diventa un’abitudine; e come tutte le abitudini mette radici nella quotidianità. Il male è infestante come un convolvolo, che ti si avviluppa intorno e ti ammalia con i fiori colorati, poi lentamente ti soffoca. Non basta strappare via l’arbusto, bisogna eliminare le radici. Per sradicare il male bisogna scavare in fondo e questo scavare lascia buchi enormi. Ti rende fragile, instabile.
    Eppure fai fatica a lasciarlo il male, perché è inverosimile che chi ama possa far del male proprio all’oggetto del suo amore. Ma il male è proprio lì che nasce e che si nutre, nell’amore. Per sconfiggere il male bisogna cessare d’amare.

    Ecco … ma non mi ero presentata. Donatella (amica di TipTop) :D

  14. leggo tutte le tue storie e sai che mi succede..?
    mi s’intrecciano ai capelli che ora son riccia riccia
    e se mi guardo allo specchio vedo dentro un sacco di persone …c’è anche Luciana..che però la sento viva ed ha un vestito color glicine e ride e ci beviamo un caffè..che tanto lei dice”dormire ..non si dorme lo stesso..vada per il caffè..”

    e allora lei si siede vicino a me e mi racconta altre storie..

    buonanotte Remo.

    *O

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