non ci sono prove, non si può far nulla

Una giovane donna che vive sola, una sera, rincasando, trova tutto sotto e sopra. Si spaventa da morire, pensa, E se avessi trovato i ladri in casa? Poi va a far denuncia, le dicono:
Saranno stati gli zingari.
Anni fa andai anche io a fare denuncia: di notte (ero al giornale, faccio rari strani io), uscnedo, trovai la mia auto forzata. Il danno era soprattutto la serrattura e il vetro infranto. No, anche il furto: una autoradio, un paio di scarpe da bowling, una sciarpa (mi spiacque assai), regalo di mia figlia. Andai a fare denuncia, mi dissero: Saranno stati gli zingari.

Ci sono casi di donne perseguiate da psicopatici.
Ne ho letto qui, su sorelle d’Italia;
ne parlai qui, su nazione indiana.
Se la donna, disperata, va a chiedere aiuto alle forze dell’ordine solitamente (dico solitamente, ché a volte si trova qualche maresciallo dei carabinieri di buona volontà) si sente rispondere che
Non c’è niente da fare.
Già.
Come chi ha una persona violenta in casa.
Assistenti sociali, centri del porco giuda, poliziotti, giornalisti anche: La risposta è sempre: Non c’è niente da fare.

Oddio.

Anni fa a Vercelli successe questa cosa. Comparvero delle scritte, tutte firmate, diciamo con un nick.
E le scritte erano poco carine nei confronti del sindaco di allora.
Anzi no, erano pesanti.
Successo questo.
Che ci fu una bella mobilitazione, con pedinamenti, web cam che di notte potessero beccare con le mani nel… pennarello l’autore delle scritte (anche intercettazioni quando capirono chi era…).
E in effetti quella volta giustizia trionfò.
E l’autore delle scritte fu smascherato.

Ma tra una donna minacciata, minacciata per davvero, magari per anni, e delle scritte, diciamo pure offensive, diciamo pure cattive, diciamo pure velenose, cos’è peggio?

Diciamo che la colpa è degli zingari e non se ne parla più.

PS Perché sono partito dalla giovane donna che vive sola; perché la giovane donna che vive sola poco tempo fa ha letto sul giornale che dei ladri sono stati smaschrati grazie al rilevamento delle impronte digitali.
Lei mi ha chiesto: e come mai da me non sono state prese le impronte? Per me il danno è stato ingente.
C’è da pensare male, della giustizia che è uguale per tutti. C’è da pensare che se a un poveraccio rubano 300 euro, e per quel poveraccio quei 300 euro sono di vitale importanza, 300 euro non sono nulla al confronto di una collana di perle che può far piangere una signora dell’alta società, he non ha certo problemi di sopravvivenza. La legge può mica fare le proporzioni.

Annunci

13 pensieri su “non ci sono prove, non si può far nulla

  1. “La legge è uguale per tutti” è la prima delle ingiustizie. Perchè? In primo luogo perché non è vero, la legge ha più pesi e più misure; in secondo luogo perché non dovrebbe essere uguale per tutti, perché non tutti sono uguali ( cavallo di battaglia politica dei primi anni Settanta). La seconda affermazione è tuttavia di grande delicatezza applicativa (e riguarda 300 euro e/o collana di perle), tutto è relativo, ma stabilirne i parametri è difficile..
    Tutto sta però poi alla sensibilità delle Forze dell’Ordine ( che scrivo con le maiuscole, sono fatta così) e a quella di avvocati e giudici. In mano ai singoli ed alle loro spicciole umanità.
    Maniaci e ladri non vanno messi assieme.
    Son due cose diverse.
    La persecuzione è un terreno difficile. Ricordo che una collega fu pedinata ed altro per anni, senza cavarne un ragno dal buco, pur avendo identificato la persona ( se la cavarono con la regola dei metri di distanza).
    Io stessa anni fa feci un esposto contro una ragazza, strana, che si comportava in modo fastidioso, con me ed altre persone; la polizia ci girò intorno, invece i Carabinieri furono più solerti, ma raccolsi ben 80 firme!
    Mi chiesero però di non presentarlo in prefettura ( se ricordo bene), per non avviare altre indagini in direzione di accertamenti che puoi immaginare.

    I furti in appartamento invece sono *anche* opera degli zingari. Non devono essere un capro espiatorio, ma non sono neppure innocenti per definizione ( e partito preso). Tutt’altro.

  2. sulla giustizia mi sono tolta ogni illusione (se ne avessi avute), e come me ogni genitore che abbia provato l’emozione di una causa civile chiusa perché il fatto non sussiste (sempre pensato che un pedone fosse soggetto debole rispetto ad un’auto ma evidentemente non è così)

    lo so, sono andata o.t. rispetto al post.
    pazienza. ormai ho scritto :-)

  3. cara Morena,
    ci siamo conosciuti quando? da otto, nove mesi. di più?
    c’è una coincidenza.
    qualcosa di simile a quello che hai scritto c’è (ci sarà) su Bastardo posto

  4. Ma quelle degli zingari si sa, son zingarate.
    Anche dare loro fuoco (a loro, ai cingalesi, ai barbùn..), che vuoi chessia, in fondo son ragazzate.
    Ma le scritte contro il sindaco no: sono atti di pericolosa sedizione, di potenziali terroristi. Si comincia con un muro imbrattato e si finisce con il tirare le bombe. Guarda il De Andrè: cominciò con due canzonette un po’ troppo sconfinanti nel liberopensiero, che se la prendeva con i benpensanti e finì schedato come sostenitore delle brigate rosse.
    Ah, comunisti!
    Il nemico è ovunque: bisogna stanarlo!

  5. Dopo un furto, al momento della denuncia in caserma, naturalmente perché i carabinieri non si sono mossi, chiesero se c’era un cacciavite da qualche parte. Era la firma del ladro, secondo loro. Un modo alquanto originale di fare le indagini. Myrta

  6. @carloesse: non si può andare da un estremo all’altro. Non esistono i Buoni contro i Cattivi. Esiste un blob di buone e cattive intenzioni trasversali, di persone ed istituzioni corrette e/o corrotte, di idee e di ideali concreti ed altri assurdi, basati sul principio della rosa e del cavolo.Un idealista, sentendo che le rose odoravano meglio di un cavolo, si convinse che se ne potesse fare una minestra migliore.

    Non arrivano i nostri, i nostri non ci sono. Ci sono Sindaci, buoni o cattivi da difendere ( più per il ruolo e la visibilità che per la persona), ci sono liberi pensatori ( alcuni in buona fede altri a cui conviene), ci sono zingari felici di essere liberi ed altri che lo sono, perché ti hanno appena fregato il portafoglio.
    Ci sono i violenti e i bastardi, che hanno bisogno soltanto dei pretesti ed oggi sono contro gli Ebrei, domani contro gli Zingari, il giorno dopo chissà. C’è il marasma squallido dell’umanità.

    E poi c’è il coraggio di vivere in piedi, come dimostra Remo.
    Infine quello di chi resta seduto, perché è già tanto se gli riesce di vivere così, perché è stanco di aspettare che arrivino ” i nostri” per poi scoprire che non sono i suoi.

  7. @Rossa: mai detto che esistano schieramenti di buoni e di cattivi, netti e contraddistinti. Lungi da me solo il pensarlo.
    Esiste però il preconcetto (diffuso negli apparati dello stato, ma anche nella mentalità comune) di chi siano potenzialmente i buoni e chi potenzialmente i cattivi (indovina chi?).
    La legge dice che tutti dovrebbero essere “buoni” (innocenti) fino a prova contraria.
    Nei fatti solo per i primi si è tenuti a dimostrare la loro colpevolezza (se vi fosse). I secondi troppo spesso sono chiamati loro stessi a dimostrare la loro innocenza. E’ ben diverso.

  8. @carlo: hai ragione. Ho infatti affermato che la legge non è uguale per tutti, qualora lo sia non tiene conto delle condizioni di partenza, del vizio di forma, del pregiudizio. Anche la legge ha dei limiti umani, in quanto in realtà noi subiamo ( o ne godiamo) gli effetti dell’applicazione della legge, filtrata dalla mentalità diffusa imperante, non *la legge* di per sé, tanto che, a leggere i testi…quasi tutte le leggi sembrano buone.
    Temo tuttavia che a volte si tenda a capovolgere la regola non scritta. A trasformare in ideologia una rivalsa. E non mi va più bene.
    Si tende a considerare buono chi è rispettabile perché potente. Chi ha denaro e prestigio.
    E’ facile tuttavia anche invertire la rotta e considerare chi non lo sia per forza *buono*.
    Se da una parte brutti sporchi e cattivi sono da mandare alla gogna , dall’altra si esalta in modo assai dubbio la “poesia” dei bassifondi e del margine. Non possiamo vivere in un’eterna canzone di De Andrè. Il potere: i padroni e i potenti in politica sono temibili, ma lo è anche il disgraziato che ti dà una botta in testa per pigliarti l’orologio per farsi una dose.
    In quel momento *tu* sei un equidistante disgraziato ancor di più, perché non sei né un potente né un emarginato e per te rischia di non esserci nessuna pietà, perché sei uno qualunque, e non appartieni ad alcuna categoria moralmente protetta.

  9. Sig.ra Massa, mi scusi; può gentilmente evitare, per quanto mi riguarda, di essere introdotto nel suo plurale?
    E non tanto perchè non sia d’accordo con il suo accorato appello… semplicemente perchè mi sorge l’orticaria allorchè qualcheduno si eroga il diritto di parlare per il sottoscritto. Io non la conosco e non faccio parte del suo “gruppo”.
    E mi scusi anche lo scritto. Non ho pretese velleitarie da scrittore.
    Le auguro una serena Notte.

  10. Io uso il plurale di maestà:-), sa. Un vezzo.Considero la democrazia semplicemente un male minore.Neanch’io la conosco e, tutto considerato, non me ne importa un bel niente.Non ho gruppi, me ne guardo bene. Semmai aderisco quando mi garba e soltanto temporaneamente alle suggestioni ideologiche di qualcuno, ma soltanto se sta facendo i miei interessi e limitatamente a quello.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...