pagine bastarde

L’ho visto per un attimo, indeciso se salutarlo.
Vive in alta montagna ora, non torna quasi più.
Lo capisco, non puoi tornare ed evitare sguardi per la vergogna.

Ha la mia età. La moglie è un po’ più giovane di noi.
La ex moglie. Che era molto, molto bella. Lo è ancora, lei gira, si fa vedere, non ha vergogne, ma è in sovrappeso.

Fece un grande sbaglio, lui.
Quando trovò, nell’ufficio della moglie, il diario di lei, fece male a raccontare a tutti cosa aveva letto.
Non era nemmeno un diario.
Non amo più mio marito e sono innamorata di…
Macché, non c’erano sentimenti. C’erano scene a luci rosse. Ed erano, ognuna di quelle frasi e di quelle pagine e di quelle scene, una coltellata, per lui.
Ho provato cose mai provate…
Oggi l’abbiamo fatto…
Ho visto le stelle…

In quelle pagine, lei, raccontava i suoi incontri con l’altro, descrivendo cosa aveva provato, la passione travolgente, insomma, le scopate che non aveva mai fatto con suo marito, così privo di fantasia e, forse, di virilità.
Son cose che succedono da sempre, si sa, ma l’errore, il grande errore, fu che lui disse e raccontò cosa aveva letto in giro, ad alcuni.
Il passaparola, poi, amplifica a dismisura.
Qualcuno disse che lui è un povero impotente e lei una puttana o una ninfomane, a scelta, anche per le definzioni viene il tempo dei saldi e delle offerte speciali.
E poi quell’amante. No, non era un amico suo, ma era comunque una persona in vista, diventata importante.
E una donna che cede alle lusinghe di uno importante che donna è, si sarà detto lui, che si sua moglie, così sembrava, era innamoratissimo?

Così è scappato, lui, con il ricordo di quelle pagine bastarde.
Non solo: con una maledizione di famiglia.
Da piccolo, sua madre era fuggita con un uomo giovane, perché il marito, più vecchio di lei di vent’anni, dissero le voci che per dire si piazzano sotto le lenzuola, non era in grado di soddisfarla.

(E questa cosa qua mi è venuta in mente leggendo un blog. Meglio: leggendo una blogger. Che fa capire di essere stata abbandonata dal marito, ché oggi, accidenti a berlusconi e mediaset, è tempo di veline, e le brave mogli, invecchiando, complice magari il viagra, non son più di moda).

La solita storia, insomma.
Le solite storie. Vecchioni ci fece una canzone (che fu anche interpretata da Tenco): Povero ragazzo, sapessi come trema la tua donna, povero ragazzo, qui tra le mia braccia,….
Niente di nuovo sotto la neve.
E buona domenica.

E grazie a Enrico Gregori.

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5 pensieri su “pagine bastarde

  1. Beh… pover’uomo. Mi fa tenerezza.
    A me quel diario sembra una bufala,anche il linguaggio: ha visto le stelle. L’amante le ha dato un pestone sul ditone?:-)
    Voleva sbarazzarsi di quel pover’uomo chissà per quale motivo. Ne avrà trovato uno *più*. Più bello, più ricco, più buono, più utile, più dolce, più qualcosa. Rispetto soltanto al sesso, ho dei dubbi: se non è zuppa è pan bagnato. Non s’illuda qualcuno di fare cose stratosferiche. Le fanno tutti.
    La vera soddisfazione è fuori da letto. E’ il fascino, che è in primo luogo cerebrale.
    Per alcune donne anche altro genere d’attrazione, non ultima quella pecuniaria.La persona era diventata *importante*. Già. E il marito un … cervo de muntagna, per di più convinto di non avere un pipino lesto(fante).
    L’ars amatoria è il segreto di Pulcinella.
    Tenco era un bel ragazzo, possibile che la canzone fosse autobiografica…bello, tenebroso, ombroso,poeta, musicista. Un bel mix. Magari a quell’altro funzionava a dovere ed era anche diposto a capriole con doppio salto mortale, ma non bastava.
    Ma.
    Ci vuole quel *ma*, quello che fa diventare un dio un uomo e la donna, una gheisa.

    O una bagheisa…:-)))

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