Mario, l’ebreo

Domani conosco Mario.
Mario ha ottant’anni, Mario è un lettore del mio giornale, Mario ogni tanto scrive.
Contro il Papa, contro Berlusconi, contro chi inquina.
Oppure s’indigna: per le morti sul lavoro.
O prende posizione, netta: contro chi vuol negare i valori della Resistenza.
Il padre di Mario era un socialista, e lui, Mario, si rammenta, e lo scrive, dei giorni bui della sua infanzia: interrogatori, minacce, povertà.
Chi non prendeva la tessera, e il padre di Mario non la prese, viveva male. E nella paura.
Mario, insomma, sa cos’è il coraggio.
E quando mi scrive precisa sempre: spero di poter continuare a dire, in libertà.
Non vi ho detto una cosa di Mario: sua madre era ebrea, e Mario, quindi, si sente ebreo.
Mi ha scritto una lettera, oggi. Lui, che è di sinistra, è indignato con la sinistra: perché, dice Mario, anche i bambini israeliani uccisi dai razzi sono dei bambini.
Dice anche, Mario, che i bambini palestinesi vengono usati come scudi.
E che, invece, quelli ebrei non vengono mai usati come bombe viventi.
Dice comunque in libertà, come è giusto che sia.
Domani parleremo: di quanto è difficile, soprattutto a distanza, sapere.

Segnalazioni

– Pendiamo tutti dalle labbra di chi ci informa. Ma forse l’informazione è davvero troppo lontana: provate a leggere, insomma (grazie Arial, da cui ho attinto).

– No ai signori della guerra, dice Luca De Biase.

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32 pensieri su “Mario, l’ebreo

  1. I bambini che muoiono in guerra per colpa della guerra sono la prova vivente dell’atrocità delle guerre. Vorrei però dire a Mario che a Gaza sono srati massacrati più di 150 bambini in 12 giorni e non certo perché sono stati usati come scudi umani, ma perché si sono trovati sulla traiettoria di un bombardamento indiscriminato che ha massacrato più di 500 civili (civili, non miliziani) dal 27 dicembre, perché hanno avuto il torto di ripararsi in case con le insegne delle nazioni unite pensando di essere più al sicuro, perché sono rimasti sepolti sotto le macerie delle loro case. Dal 2002 a oggi i razzi di Hamas hanno ucciso 18 civili (non so se adulti o bambini) ed è un crimine tremendo. ma il terrorismo di stato di Israele mi appare ancora più grave. Loro non vogliono sconfiggere hamas, vogliono istillare il senso di sconfitta e di rovina in tutto il popolo palestinese. Un popolo che vive da quarant’anni in un gigantesco campo di concentramento (le parole sono di un cardinale, non mie) a gaza e in una terra espropriata e percorsa da un muro altissimo in Cisgiordania.

  2. ho provato a ribattere, writer, ho provato.
    mario sa che ho sempre simpatizzato per la causa palestinese e, ancor di più, per i pacifisti israeliani e palestinesi (sul vecchio blog parlai di un gruppo di giovani pacifisti anarchici, appunto ebrei e palestinesi).
    il primo pensiero che il signor mario ha nella testa è: Hamas vuole la distruzione dello stato di israele…

    segnalo questo post.
    di luca de biase.
    http://blog.debiase.com/2009/01/07.html

  3. Io gli direi anche che “non farsi scudo” con i bambini è indubbiamente segno di maggiore civiltà. Ma che la civiltà è a volte un lusso che non tutti ritengono di potersi permettere (è opinabile ma di fatto è così). E forse anche Israele talvolta non se lo permette, bombardando indiscriminatamente.

  4. il primo pensiero che il signor mario ha nella testa è: Hamas vuole la distruzione dello stato di israele…

    Quello lì non è semplicemente il pensiero del signor Mario, quello è un dato oggettivo, cioè una verità. E non mi sembra sia così poco rilevante, non lo è per niente. Al di là di come si sta comportando ora il governo israeliano, chi tiene in perenne ostaggio il popolo palestinese (bambini compresi) è Hamas, non Israele. E perché? Perché Hamas, come ogni organizzazione terrorista, può continuare a esistere solo mantenendo uno stato di guerra e di sfida. Hamas ha senso e può continuare a esistere solo se tra palestinesi e israeliani non ci sarà la pace, solo a patto di rilanciare continuamente la guerra e l’orrore. Dei palestinesi in sé non importa niente a nessuno, men che meno a quei capi islamici che usano la questione palestinese solo come propaganda e in realtà non se ne preoccupano minimamente, anzi…
    Ho letto il post di De Biase e l’ho trovato molto interessante ed equilibrato :-)

  5. Gregori: mai sentito parlare di OLP (nato nel ’64)? O della costellazione di gruppi e organizzazioni, chi più chi meno estremista (l’elenco dei nomi è lungo ma non ho problemi a fartelo, nn voglio prendere troppo spazio a Remo) che già negli anni ’50 faceva saltare gli autobus e procurava attentati nel territorio israeliano? Non credo… Lo stesso Arafat ha riconosciuto lo stato di Israele sono nel 1993. Il peggio rispetto a prima è che questo estremismo si è andato sempre più colorando di integralismo religioso, ma Israele ha sempre dovuto convivere con paesi confinanti che gli facevano guerra e con terroristi che ammazzavano civili israeliani innocenti. Tutti i governi possono essere criticati per azioni di guerra, ma di nessuno si mette in discussione la legittimità a esistere, nessuno viene accusato di nazismo.

  6. @ ilaria, ho sentito e conosco. ma qui ho letto riferimenti ad hamas e di quello parlavo. detto questo, sono abbastanza filopalestinese. ciò non mi fa giustificare le azioni terroristiche contro israele, ovviamente. nè da parte di hamas nè da parte di arafat al quale peraltro, non attribuii io il Nobel per la pace nel 1994, giuro.
    Mi convince però poco, se permetti, l’immagine oleografica di un Israele pacifico e remissivo che subisce ingiustificate angherie dall’universo mondo.

  7. un tempo molti ebrei italiani erano di sinistra. ora hanno dovuto trasmigrare su altri fronti politici. la sinistra italiana non sa neppure essere solidale con il governo socialdemocratico di israele .
    come potranno costituire il partito di cultura riformista che è nei loro obiettivi
    sono molto in simpatia umana e storica con mario
    amalteo.splinder.com

  8. Concordo con Ilaria, nonostante c’è chi ritenga legittimo Hamas.
    Israele è una spina occidentale nel fianco di un contesto islamico e in giro, Italia compresa, si respira un clima da 1938, con un nuovo antisionismo, che sta prendendo piede da alcuni anni in qua con una partecipazione di massa assai sospetta, visto che un tempo la “causa palestinese” era roba da frangia di sinistra. Fui filopalestinese, ora non lo sono più. Nonostante le colpe di Israele, il confronto di civiltà è impari. Mario ha ragione. E’ ebreo e di sinistra, ma se avesse un esercizio commerciale rischierebbe d’essere boicottato per la sola colpa d’essere ebreo. La partigianeria ha per sua insita natura la caratteristica di sembrare etica e di essere invece acefala.Inutile dire che sono per una risoluzione veloce e pacifica, ma è pura utopia. Ci sono interessi politici ed economici di grande entità, al cospetto dei quali ogni discorso umanitario è pura retorica ( la posizione bifronte della Chiesa cattolica è pregevole segnale d’un mutato interesse che ancora non saprei dire dove voglia arrivare a parare, mi voglio sbagliare, ma forse in direzione d’un accenno d’intesa e di non belligeranza con l’Islam…).
    Io non credo al pacifismo. Non esiste. E’ di parte. Chi manifesta si ricorda soltanto delle guerre che gli fanno comodo, dimenticando le altre. Il pacifismo organizzato è una balla colossale.

    Parentesi sulla “bella neve” ( non mollo!).
    Dati di oggi, alla mano: una nevicata costa in provincia di Alessandria 700 000 euro. A bilancio il mio Comune ha messo 150 000 euro per l’emergenza neve, ma si calcolano danni a strade e marciapiedi per un milione e mezzo di euro, in soldoni e non in romanticherie. Di conseguenza, certo che la neve *è* e non ci si può far niente, ma almeno non la si celebri, perché non è intelligente. Tenendo conto del fatto che buona parte di quanto stanziato è già stato speso, ci si chieda come possa, ad esempio, un Comunello come Novi Ligure, che ha 100 000 euro a disposizione, che ne ha già spesi 40 000 in otto giorni, far fronte ad un inverno che pesa sulle casse già magre delle amministrazioni locali del nord Italia , in tempi di recessione economica ,come un disastro. Sono per la sostanza dei fatti, io.

  9. Non temere Flavia, che arriverà anche l’emergenza caldo: con i comuni che dovranno attrezzarsi per acquistare costosi impianti di condizionamento.
    Aboliamoli la neve e il caldo, prima che sia troppo tardi, sì.

  10. sono ebrea per un ottavo.
    non basta, dirà qualcuno.
    anche troppo, dirà qualcun altro.
    antisionista da sempre, credo che ormai la questione su chi abbia il diritto di vivere lì sia superata politicamente e storicamente.
    ci stanno gli israeliani.
    ci stanno i palestinesi.
    e una soluzione politica va trovata, sradicando le stronzate.
    hamas è una iattura, nata dalle macerie di fatah, naufragato tra corruzione e opportunismi.
    se fatah aveva un’idea, e molte ragioni, hamas ha un dogma e ragioni poche.
    non so più molto.
    so che non accetto che la popolazione civile, i bambini, paghino sempre il prezzo più alto.
    so che il terrorismo è un mostro, ma che quello di stato lo è altrettanto.
    che puoi chiamarli come vuoi, martiri, patrioti, soldati legittimi, difensori della civiltà, sacrosanti vendicatori.
    ma sempre assassini sono.
    ciao remo.

  11. Remo: c’è una certa differenza di costi, tra le due “emergenze”, non nascondiamoci dietro un dito ed aboliamo la retorica, questa sì. E’ l’estetismo degli intellettuali, affascinati dalla “poesia” della miseria e del disagio. Degli altri, sì.

    Ritengo anch’io che sia superata, come dice gea, la questione su chi debba vivere lì, tra Israeliani e Palestinesi, sono tuttavia concorde con il Generale Graziano : moderazione. Nessuna partigianeria spiccata. Hamas gronda di tatticismo Anni Ottanta. Si farnetica sulla liberazione della Palestina e c’è chi ne fa un cavallo di battaglia per ben altre questioni politiche. A me quel che è successo in Piazza Duomo a Milano non piace per nulla, come non mi va giù l’invito al boicottaggio dei prodotti israeliani. Da qui a rimettere la stella sui negozi il passo è breve. Equidistanza.Moderazione.

  12. Quoto Gea e indico un link che fornisce informazioni interessanti sulla striscia di Gaza
    http://www.danieleluttazzi.it/node/373

    Si parla molto dei razzi che Hamas spara verso il sud di Israele. Sono però in pochi a sapere che la tregua fu rotta da Israele nel Novembre del 2008 con un massiccio attacco aereo e terrestre su Gaza; sei soldati di Hamas vennero uccisi.

    Ovviamente non giustifico l’ideologia fondamentalista e le pratiche terroristiche di Hamas, ma credo che i metodi di Israele siano da stigmatizzare con forza e si avvicinano alla pratica di un terrorismo di Stato.

  13. Ma conta davvero sapere chi ha rotto la tregua con chi? Per fomentare l’antisionismo? O, al contrario, esaltare le ragioni di Israele?

    L’intervento dev’essere diplomatico. Sopra le parti. Sempre che lo accettino. Stiamo vedendo come l’Egitto brancoli nel buio ( come la Polizia in un brutto giallo)…

    Remo: oggi in città c’era un sole meraviglioso. Sono andata, rigorosamente a piedi, a pranzo fuori.Vedevo le montagnole di ghiaccio sporco sciogliersi e gioivo, mentre le lenti fotocromatiche da trasparenti diventavano bronzee, anche se mi chiedo dove il nord Italia prenderà i soldi per affrontare un’altra copiosa nevicata , che costa assai di più di “costosi impianti di refrigerazione”. Devo ridere? Era una battuta?:-)
    Danni per più d’un milione di euro ( uno e mezzo in una sola provincia piemontese) ti sembrano equiparabili al costo di impianti di condizionamento, che tra l’altro, stanno alla spesa pubblica come riso e pastiglie Valda, in quanto sono cosa privata e soggettiva, nel mentre sgombrare le strade e rifare marciapiedi e manto stradale sono cosa pubblica ? Ma scherziamo? Mi sa che la neve non faccia tanto bene a te… :-)

    Il tono resta scherzoso, dallo scritto si evince poco. Sia ben chiaro…:-)

  14. primo: si può dire, così, senza pensieri, che la neve piace? senza farci calcoli statistici o altro sopra? a me la neve piace moltissimo. Punto. Secondo: al di là di tutto spero non si voglia confrontare nè la capacità di fuoco nè la potenza dello stato isdraeliano con quello palestinese. Non mi risulta che i palestinesi abbiano gli stessi poteri sui cittadini isdraeliani che i cittadini isdraeliani hanno sui palestinesi. Sono due forze uguali e contrapposte, però, se si fa riferimento alla voglia di distruggersi a vicenda. Sono due forze che, entrambe, hanno bisogno di mantenere uno stato di terrore e tensione per avere consensi politici. Finchè ci sarà chi continua a schierarsi da una parte o dall’altra sarà difficile venirne fuori. Probabilmente l’ unica cosa saggia da fare sarebbe costringere entrambi, e per davvero, a smettere di ammazzarsi intraprendendo unicamente la via diplomatica per arrivare al perdono. Si, parlo proprio di perdono perchè penso che sia l’ unica via di uscita. Come quando si costringe due bimbi che se le sono date a guardarsi in faccia, a darsi la mano e a dire”pace”. Però prima bisogna smettere di cercare le colpe o chi ha iniziato prima.

  15. Si devono *sempre* fare calcoli statistici. Ogni cosa va valutata molto attentamente per quello che *è* e non per quello che sembra. Senza cedimenti, se se ne hanno dati precisi tra le mani. Della neve e sulla neve nel nord Italia ne ho, chiari e lampanti, della situazione delicata nel Medio Oriente tutto, ho l’informazione che mi viene fornita, ufficiale ed ufficiosa, dalle varie agenzie preposte e attraverso vie alternative. A sufficienza per farmi dire che non ho seri elementi di valutazione e neppure di prospettiva politica, se non degli stereotipi di destra o di sinistra, dei quali, sinceramente, me ne stropiccio.
    Portata verso l’equilibrio, anelo alla pace, che è modello armonioso di vita, ma anch’essa è un concetto aleatorio.
    Una pace *imposta* in questo caso ( sempre che lo si possa fare).
    Non esiste quello che *mi piace*, esiste ciò che *è*. In tutto, tranne per quel limitatissimo giardino interiore che riusciamo a coltivare ( anarchico e individualista, nonostante i buoni propositi, che lo ammetta, la gente).

  16. statiscamente, muoriamo tutti.
    penso però che chi muore senza essersi commosso davanti al sole o alla neve o a un fiume o al mare o a una montagna sia una persona povera.

    flavia, faccio l’ultimo sforzo che so già, infruttuoso (mi arrendo).
    nei giorni scorsi ho odiato la neve.
    una mia parente, ero in toscana, mi ha raggiunto di notte, per vedermi dopo vent’anni. al suo rientro, causa neve, si è cappottata.
    in quel momento ho odiato la neve.

    c’è gente, qui nella vicina valsesia, che invece prega affinché nevichi. atrimenti niente stagione invernale.

    e c’è gente che odia il mare, perché gli ha sottratto un figlio, una persona amata.
    ma generalizzare come fai tu è infantile.
    e inutile.

    bere vino fa bene o fa male?
    flavia ti svelo un segreto: dipende.

  17. Tutti si commuovono, ricchi e poveri.Ognuno si commuove a modo suo, quello che può intenerire te può lasciare indifferente me. Persino Hitler pare dipingesse acquarelli ed amasse i suoi cani da pastore.

    Hai odiato la neve perché si è capottata una persona?E se fosse perché non aveva pneumatici adeguati o non aveva montato le catene o per mille altri motivi che sono inerenti la guida e non la neve?
    Ho dato motivazioni concrete, assai concrete. Politicamente tali, in senso lato, riferendomi ai bilanci locali. In un secondo momento anche specificando che cosa preferisca ( il sole). Eppure se ho un ricordo netto della giornata in cui morì mia madre è di una giornata di vivido sole di fine inverno. Non collego le due cose sole/morte , mare/morte come nell’esempio che tu hai citato perché in tal caso ( in altri no, decisamente, io amo la vita ludica e voglio restare bambina!) *non* sono infantile. Ho scritto di spese, di danni, di peso sulle spalle d’un luogo già deindustrializzato, che a me sta a cuore e nel cuore.
    E’ esattamente il contrario d’una generalizzazione.
    Non nego l’estetica della neve. L’elemento pittorico che le è consono e neanche l’utilità agricola. Sei fuori strada o semplicemente non siamo in sintonia. Io trovo infantile, ad esempio, trovare particolare poesia nella vita rom, ma è un altro discorso.

    Bere vino è una questione di moderazione e soggettiva. Migliora un pasto, la conversazione e se rosso apporta principi nutritivi. C’è chi lo regge e chi no.
    In dose …eccessiva arreca danni al’individuo e benessere all’economia :-)
    Come la neve, che porta soldi in Valsesia e in montagna in genere e li toglie in pianura.
    Volevi dire che tutto è relativo? E io che ho detto? Se vivessi in montagna forse mi piacerebbe di più, ma se, a conti fatti, per la mia provincia ( che è anche montana) rappresentasse più una perdita che un vantaggio, sicuramente non farei come chi ha un’impresa di pompe funebri ed è contento d’avere un morto all’uscio.

    Il piacere personale è poi altra cosa. Tant’è che pur sapendo quali siano le qualità oggettive dei rossi, preferisco quelle organolettiche dei vini bianchi. Cortese ed Arneis in testa.

  18. rossana guarda che stai veramente rompendo. Non esiste quello che piace, esiste quello che è? ?? Ma sei fuori??? Probabilmente è più esatto dire esattamente il contrario cioè: esiste ciò che piace e ciò che sembra, non certo ciò che è. Quindi a me piace la neve e tu non puoi proprio farci niente!
    Ma sarà possibile una discussione di non so quanti giorni sul fatto che è sbagliato che piaccia la neve? Non mi capacito…

  19. Melania:non ti capaciti, perché ragioni in termini astratti e forse “sentimentali”. Ma leggi i giornali? Sai quai disagi comporta e quanto costi?
    Sii più chiara: mi piace la neve, perché è bianca, soffice, esteticamente piacevole, amo uno sport invernale, ho sposato Alberto Tomba, ho un albergo a Gressoney, ho della campagna e mi serve la coltre sul grano, faccio a meno del frigo e ci metto la spesa MA è un problema, RESTA TALE oggettivamente. Se si mette la testa nella sabbia ( in questo caso nella neve), il sedere resta fuori.

    Esiste ciò che piace ma non dev’essere il principio informatore dell’azione civica e men che mai del pensiero politico.
    Dalla neve a… tutto il resto.

  20. melania, c’è niente da fare: la neve è complice dei servizi deviati, tocca il culo alle signore per bene, fa venire le emorroiodi, induce in tentazione, e liberiamoci da sto male (…)

  21. Scudi umani? questa è la ia risposta

    http://frammentivocalimo.blogspot.com/2008/03/che-noia-il-solito-discorso-su-hamas-e.html

    2

    hmas vuole distruggere sraele
    a) hamas è stato finanziato da Israele per spezzare il fronte laico
    http://frammentivocalimo.blogspot.com/2008/12/israele-finanzi-hamas-documenti.html

    3

    hamas ha riconosciuto israele informalmente enro i confini del 1967. israele quali confini riconosce se ha continuato a snobbare il piano saudita ,a espandere le colonie (500000 settler in cisgiodania) ecc Difficile distruggere la sesta potenza nucleare, la prima importatrice di armi in Mo,la quinta esportatrice di armi nel mondo,?

    http://frammentivocalimo.blogspot.com/2009/01/rashid-ismail-khalidi-quello-che-e.html

    http://www.rete-eco.it/approfondimenti/politiche-palestinesi/3638-tutti-i-dirigenti-di-hamas-hanno-implicitamente-riconosciuto-israele.html

    Domanda: perchèisraele non ha mai fortificato Sderot? una domanda alla quale io consiglierei di cominciare a rispondere:

    tutta la documentazione
    http://frammentivocalimo.blogspot.com/2008/11/sderot-e-gaza-aggiornamento.html

    io leggerei e diffondere le testimonianze terribili del parroco di gaza
    http://frammentivocalimo.blogspot.com/2009/01/parroco-di-gaza.html

    PS: grazie per la citazione

  22. Parroco di gaza (una delle interviste)
    PADRE MUSALLAM ALLA MISNA: “CI STANNO UCCIDENDO, NELL’INDIFFERENZA DEL MONDO”

    “Io sono ancora vivo, ma la pace lo è sempre meno; rispetto all’ultima volta che ci siamo sentiti c’è più odio, più sofferenza, più distruzione; non c’è acqua, non c’è pane, non c’è cibo; c’è più paura, ci sono più aeroplani, carri armati, soldati, guerra, violenza e morte”: raggiunto dalla MISNA a Gaza, dopo tanti tentativi andati a vuoto nei giorni scorsi per il mancato funzionamento delle linee telefoniche, padre Manuel Musallam sintetizza così la guerra portata da Israele nella Striscia di Gaza e giunta ormai al suo 17° giorno. Lui, unico sacerdote cattolico della Striscia e parroco della chiesa della “Santa Famiglia”, vede la distruzione attorno a sé e vede, come lui stesso sottolinea, tanta poca verità sia da parte di Israele sia da parte della comunità internazionale che accusa di aver girato gli occhi da un’altra parte. “Trascorriamo notte e giorno con la paura di essere colpiti da una bomba israeliana, con un rombo continuo e fastidioso che non ci lascia mai in pace; i soldati di Tel Aviv distruggono tutto ciò che si regge in piedi, ordinano alla gente di uscire e abbattono le nostre case, una dopo l’altra; sono migliaia gli sfollati (25.000 censiti dall’Onu, almeno il triplo secondo stime di organizzazioni umanitarie, ndr), disperati nella disperazione più generale. I carri armati non sono ancora entrati nel cuore della città di Gaza, in questo momento si stanno accanendo sulla periferia da cui la gente è fuggita”. La voce di padre Musallam si alza di tono, a metà fra impotenza, delusione e rabbia: “Gli israeliani sostengono che i combattenti di Hamas si nascondono nelle moschee, negli ospedali e usano i civili come scudo umano? Io chiedo loro di dimostrarlo perché io stesso vado negli ospedali, visito le moschee e non vedo un solo combattente. Hamas è per strada, non si sta nascondendo; negli ospedali ci sono i 4000 feriti colpiti dall’artiglieria e dalle bombe israeliane. Ma non si tratta di persone ferite da proiettili, è gente che ha perso l’uso delle braccia, delle gambe, che ha parti del corpo completamente bruciate; quando questa guerra finirà, ci ritroveremo senza case, senza scuole, senza ospedali, senza infrastrutture e questi feriti saranno disabili che non potremo assistere e molti di loro sono solo bambini”. Per il sacerdote sentito dalla MISNA la guerra che sta conducendo Israele è un crimine di guerra le cui prime vittime sono i civili: “E’ facile dire che Hamas è dappertutto – continua – e intanto sommergerci di bombe, ucciderci con la scusa di una guerra contro terroristi; i veri terroristi sono gli israeliani e basterebbe contare i morti da una parte e dall’altra per vedere la verità. Il problema di Israele non è Hamas, è mantenere l’occupazione di queste terre e di questo popolo: ci stanno uccidendo, ma in realtà stanno uccidendo il futuro e la pace”. L’ultimo appello è rivolto alla comunità internazionale: “Perché – conclude padre Musallam – nel XXI secolo è ancora possibile che accadano cose del genere? Il mondo gira le spalle, si ostina a credere alla propaganda israeliana e forse anche a diffonderla. Io invece mi affaccio per strada e sento i lamenti delle donne, i pianti dei padri e delle madri, i singhiozzi di bambini che hanno perso tutto”.[GB]

  23. 1 hamas ha riconosciuto informalmente (e non solo) Israele entro i confini del 1967. Israele ha ampliato le colonie: sono 500000 i coloni in Cisgiordania e continuano a espandersi

    2
    hamas fu finanziato da israele per creare un fronte islamico da contrapporre al fronte laico

    3
    Sugli scudi umani io la penso così:
    http://frammentivocalimo.blogspot.com/2009/01/hamas-usa-scudi-umani.html

    4
    perchè Sderot non è stata mai fortificata ed è stato rifiutato il sistema difensivo americano? Eppure ,sotto Sharon furono uccisi circa 1220 palestinesi e distrutte case per trovare i tunnel?
    La documentazione: fonte israeliana

    http://frammentivocalimo.blogspot.com/2008/11/sderot-e-gaza-aggiornamento.html

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